Perché non possiamo dirci europei, insieme responsabili dell’Europa che verrà

Sabato 6 aprile 2019, a partire dalle ore 16.00, presso la Casa del Pellegrino in Pompei (NA), alla Piazza Bartolo Longo, avrà luogo un dibattito a più voci sull’Europa che verrà: Perché non possiamo dirci europei, insieme responsabili dell’Europa che verrà; un incontro sulle sfide dell’Unione europea che vogliamo, promosso dall’Azione Cattolica Italina – delegazione regionale della Campania, Laboratorio Territorio e Bene Comune.

L’incontro, aperto a tutti coloro che desiderano parteciparvi, vedrà i saluti di Mafalda Maciariello, delegata regionale AC Campania, Rosario Alfano, Laboratorio Area Bene Comune; ne discuteranno Michele D’Avino, segretario generale enti locali  e direttore dell’Istituto Internazionale della Pace “Giuseppe Tonolo” in Roma, Enzo Romeo, giornalista del TG2, Umberto Ronga, costituzionalista e docente di diritto parlamentare dell’Università Federico II in Napoli. Testimoni di esperienze saranno Enrico Elefante, vicepresidente Apice, Giovanna Ferrara, incaricata MSAX Regione Campania. Moderatore dell’incontro Francesco del Pizzo, docente di sociologia e dottrina sociale della Chiesa, della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, sezione san Tommaso d’Aquino in Napoli.

Il 25 marzo 1957, al termine della cerimonia della firma dei Trattati di Roma, Paul-Henri Spaak poté finalmente dire che la prima grande tappa verso l’integrazione europea era stata raggiunta. Aggiunse anche che molto cammino restava da compiere, prima di realizzare il sogno della sua generazione, il sogno di De Gasperi e di Adenauer, di Schumann, di Monnet, di Spinelli, quello degli Stati Uniti d’Europa.

Oggi molto di quel cammino è stato compiuto, gran parte di quel sogno è realtà ed innegabili sono i successi ed i traguardi raggiunti grazie alla lungimiranza dei Padri Fondatori. Ciò nonostante negli ultimi anni l’europeismo ha perso slancio: la recessione economica, la crisi occupazionale, l’emergenza in materia di immigrazione e terrorismo hanno messo in evidenza le lacune politiche dell’Unione Europea, riportando in luce vecchie divisioni fra Stati che sembravano definitivamente tramontate.

Il 2019 si presenta come un anno cruciale per l’Unione Europea; due gli appuntamenti in evidenzia: la Brexit, il 29 marzo, e le elezioni del Parlamento europeo, tra il 23 e il 26 maggio; date che rappresentano l’occasione propizia per interrogarsi sul significato e sulle ragioni storiche e culturali del processo di integrazione e, soprattutto, del nostro essere europei; per tentare di comprendere le motivazioni (solo economico-sociali o anche culturali?) alla base della crisi potenzialmente disgregatrice che vive oggi l’Unione e per rilanciare i temi dell’integrazione.

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