Via Crucis, l’ora della consegna di Gesù

Un’antica (e bella!!) pratica che la Tradizione cattolica ci consegna nel periodo della Quaresima è la cosiddetta ‘Via Crucis’. Attraverso una serie più o meno lunga di meditazioni, con essa e in essa, veniamo chiamati a ripercorre l’ultima tratto della vita terrena di Gesù.

Emergono in modo evidente i tratti tragici, sofferenti e, perfino, cruenti di quest’ultimo pezzo dell’esistenza del Cristo. Si potrebbe dire che è il suo dolore ad essere messo in scena, la sua sofferenza è la protagonista di questa serie di meditazioni. Tuttavia la ‘Via Crucis’ staccata dal contesto più ampio e più significativo della Passione rischia di dare un’immagine distorta del cristianesimo.

A ben vedere, infatti, i quattro Vangeli, pur presentandoci il tratto realistico di una vicenda, ci restituiscono anche altro. Basta, infatti, avere un po’ di pazienza e leggersi interamente, per esempio, la Passione secondo il Vangelo di Giovanni per scoprire che Gesù è raffigurato come colui che è libero, colui che porta a termine liberamente il progetto del Padre.

Leggendo con attenzione notiamo come ci siano una serie di personaggi reciprocamente legati da relazioni viziate ‒ Erode e Ponzio Pilato per fare una citazione ‒ e Gesù, colpito, sofferente, flagellato, incatenato e, quindi, prigioniero è libero. Giovanni, non senza una pungente ironia, mostra come nei confronti di quell’Uomo si stia attuando un progetto e i diversi personaggi ne siano inconsapevoli esecutori. Gesù è consegnato, non preso, non conquistato!

Il verbo ‘consegnare’ implica sempre un esercizio attivo della libertà: il primo che si consegna nelle mani di altri è Gesù, perché, come dice Giovanni, è ‘giunta la sua ora’. Anche se Egli passa da una mano all’altra dei suoi aguzzini, Gesù si è consegnato, esercita, quindi, la sua libertà. A Ponzio Pilato dice: ‘Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto’.

Sotto questa luce, la ‘Via Crucis’ non è solo una via di dolore, solo una via di sofferenza, ma è il modo in cui Gesù si è consegnato, si è dato, si è offerto. Certo potevano esserci altre modalità per consegnarsi, per darsi, per offrirsi, ma questa è stata la scelta ‒ incomprensibile e, per certi versi, pazzesca ‒ di Gesù, mistero da contemplare e meditare!

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