Il papa agli studenti chiede di rischiare tutto per la vita

1300 pellegrini della diocesi di Padova sono stati ricevuti da Papa Francesco, nell’aula Paolo VI in occasione del Centenario (1919-2019) dell’Istituto vescovile Barbarigo, scuola paritaria della diocesi patavina. Il Collegio vescovile Barbarigo nacque nel 1919 per opera del vescovo di Padova, mons. Luigi Pellizzo, con l’intento di rispondere all’esigenza delle famiglie che chiedevano di poter educare i figli alla luce dei valori cristiani.

Fin dalle sue origini l’istituto patavino rivestì una significativa importanza nella formazione dei giovani, anche non abbienti, della città e della provincia, che qui trovavano formazione e anche ospitalità per tutta o per buona parte della settimana. La ‘buona fama’ del Barbarigo è fondata su una consolidata tradizione di serietà nella proposta educativa e culturale, apprezzata a Padova e in un vasto circondario: oggi gli allievi provengono da una cinquantina di Comuni del Padovano e oltre.

In questi 100 anni di storia migliaia e migliaia di studenti hanno abitato le nostre aule, consumato le antiche scale, conseguito brillanti risultati scolastici; molti uomini e donne di valore si sono formati qui al Barbarigo. L’Istituto è sempre stato al centro delle attenzioni della città e della Diocesi di Padova e alcuni suoi personaggi (docenti, educatori e studenti) si sono ritagliati un ruolo i riguardo nelle vicende storico politiche del territorio.

Durante l’incontro papa Francesco ha risposto ad alcune domande dei giovani presenti sul futuro e sulle difficoltà della vita, spronandoli ad ‘andare avanti’ con ‘passione’ e ‘speranza’ per raggiungere ‘mete importanti’, ‘rischiando’ e ‘pregando’, camminando mai da soli ma sempre insieme agli amici, agli educatori, alla famiglia e specialmente in dialogo con i nonni, partendo dalla domanda di Sofia:

“Il giovane deve guardare la meta, avanti, una meta importante, anche se costa. Nella giovinezza si impara che nella vita niente è gratis. Tu devi guadagnare le mete, arrivare alle mete. Gratuito è soltanto l’amore di Dio, la grazia di Dio. Quello è gratuito, perché Lui ci amerà sempre. Sempre. Ma per andare avanti ci vuole lo sforzo, lo sforzo di ogni giorno.

E non dobbiamo chiudere gli occhi davanti alle difficoltà, ma rifiutare i compromessi che ti portano alla mediocrità. Questa parola mettetela bene nel cuore: mediocrità. Ho detto prima: un giovane passivo è un giovane che finirà in un fallimento. Un giovane mediocre finirà coll’essere tiepido, né caldo né freddo: tiepido, senza gusto, niente, senza aver lottato”.

Aldo ha chiesto al papa di raccontare le sue difficoltà incontrate durante la gioventù e quale persona lo abbia aiutato nel suo percorso di fede: “Confrontarsi non solo con i problemi della vita, ma confrontarsi con l’arte, la bellezza ed è importante una scuola dove ci si confronti con la cultura della vita noi stiamo vivendo la cultura della morte, del silenzio, dell’indifferenza. Anche la gente che è in guerra, quanti bambini all’anno nelle zone di guerre muoiono per la fame e la sete, questo ci aiuta a studiare non solo con l’intelletto, ma con l’apertura del cuore”.

E ne ha approfittato per raccontare la sua esperienza: “A 12 anni ero contento di studiare la scuola tecnica, per diventare chimico. Mio padre mi diceva che dovevo imparare a lavorare. E cosi a 13 anni ho iniziato a lavorare. Pulivo in una fabbrica di un amico. Le vacanze erano 3 mesi, due mesi e mezzo io lavoravo. Mi ha fatto bene questo lavoro, mi ha aperto gli occhi. Poi avevo gli amici, in parrocchia. Il fine settimana ero con gli amici, andavo a ballare. In quel tempo non esisteva la movida, ma comunque uscivamo, andavamo a ballare”.

Ed ha invitato i giovani a non ‘sentirsi’ vecchi prima del tempo, ma ad affrontare con coraggio le difficoltà: “E’ brutto guardare un giovane in pensione. E ce ne sono. Questa è la fine della giovinezza: invecchiare a 22, 23, o 24 anni. La giovinezza non è passività ma sforzo tenace per raggiungere mete importanti, anche se costa…

Nella vita niente è gratis. Per andare avanti ci vuole lo sforzo di ogni giorno. Tante volte dobbiamo chiudere gli occhi davanti alle difficoltà e rifiutare i compromessi che ti porteranno nella mediocrità. Mettete questa parola bene nel cuore. Un giovane passivo è un giovane che finirà nel fallimento, uno mediocre è uno che finirà nell’essere tiepido. Né caldo, né freddo, tiepido, senza gusto, senza aver lottato”.

Nell’ultima domanda Giovanni ha chiesto invece consigli per affrontare il ‘domani’: “Pregare con il cuore, dialogare con il Signore. Non pensare alle tasche piene di soldi, ma a servire meglio gli altri. Il vostro lavoro futuro dovrà essere un servizio alla società. Tutti voi vi sposerete, quindi l’esempio in famiglia. Nel lavoro, nella società. Ce la metto tutta. Giocarsi tutto. Pregare e non fare scelte di laboratorio. Non perdete la passione, siate inquieti. Il vostro lavoro nel futuro deve essere un servizio alla società, dovete essere di esempio”.

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