Chiese europee: per un’Europa migliore

In vista delle elezioni del Parlamento europeo che si terranno dal 23 al 26 maggio 2019, la Conferenza delle chiese europee (Kek) e la Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Cccme), hanno elaborato uno strumento intitolato ‘Europa: è il nostro futuro – Azione delle chiese per le elezioni del Parlamento europeo 2019’, chiedendo alle chiese di impegnarsi attivamente nel processo.

Le elezioni di maggio, hanno sottolineato le due organizzazioni ecclesiastiche, sono particolarmente significative perché, attraverso il voto diretto, i cittadini dell’Unione europea eleggeranno i deputati europei che daranno forma alla vita nell’Unione con un mandato quinquennale.

A partire da una precisa idea sul futuro, sui valori e sui modelli sociali dell’Ue, che nelle intenzioni della Kek e della Ccme dovrebbe avere a cuore la pace, la giustizia, la solidarietà e la dignità umana, il documento fornisce informazioni tecniche sulle elezioni e sul funzionamento del Parlamento, come ha sottolineato il segretario generale della commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme) Torsten Moritz:

“Il rischio del populismo e degli estremismi politici ha raggiunto livelli senza precedenti nella storia. E’ vero che l’Europa ha commesso i suoi errori, dalla crisi economica e dal modo con cui è stata affrontata in questi anni senza uno spirito di solidarietà vera, alla questione migratoria, dove non c’è stata una gestione condivisa”.

Il fenomeno migratorio è uno dei principali problemi, che stanno a cuore della Kek che, nel dicembre scorso, ha presentato al vicepresidente del parlamento europeo, Mairead McGuinness, una dichiarazione congiunta di diverse Chiese europee e organismi ecumenici internazionali sul tema.

Nel testo si chiede di realizzare politiche efficaci sui migranti, concernenti il reinsediamento, i visti umanitari, la ricerca e il soccorso, con necessità di riaffermare il diritto d’asilo e l’applicazione integrale della convenzione di Ginevra; impegno all’accoglienza, alla protezione e alla solidarietà senza trascurare quelle che sono le esigenze specifiche dei nuovi arrivati in Europa, rispettando la loro dignità; gestione dei conflitti con spirito di tolleranza, buona volontà e impegno costruttivo.

Per molti questo è un impegno gravoso, non facile da realizzare e che toglie spazio ad altri problemi della Comunità europea. Il segretario generale della Ccme però ha puntualizzato: “Noi continuiamo a dire: all’Europa non ci sono alternative, tutti gli altri scenari sono peggiori di quello odierno. Stiamo vedendo come nel nostro continente si sta facendo sempre più fatica a capire cosa sia effettivamente il parlamento europeo e cosa è in grado di fare”.

Nelle pagine del dossier, oltre a essere illustrati i caratteri essenziali del parlamento europeo, quale ruolo svolge, da chi è composto, con un richiamo al sito https://www.stavoltavoto.eu/, sono affrontate alcune tematiche, oltre le migrazioni, il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile, il futuro del lavoro e il modello sociale europeo, la governance economica e il ruolo dell’Europa nel mondo ed, infine, è approfondito l’argomento ‘un’Europa più equa e inclusiva’.

Il dossier si conclude con una serie di proposte concrete: andare a votare, informarsi, mettersi in contatto con i candidati e condividere con loro aspettative e riflessioni, partecipare ai dibattiti locali, coinvolgere le persone, conoscere la posizione delle Chiese. Ma, soprattutto, filo conduttore di tutto il documento e dell’esortazione della Kek, esercitare il proprio diritto al voto: “E’ in gioco la responsabilità particolare che i cristiani sono chiamati a svolgere per la società e per il vivere insieme. Le elezioni si svolgeranno in pochi giorni, ma saranno elezioni che avranno un impatto destinato a far sentire i suoi effetti per molto tempo”.

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