GMG 2022, sono importanti tre anni e mezzo di preparazione con Maria

“La prima cosa che studiamo e guardiamo, dopo aver fatto un respiro profondo, è ‘Cosa andava bene a Panama?’. Dobbiamo analizzare dove eravamo. Analizziamo dov’era il Sinodo, analizziamo ciò che è accaduto dopo il Sinodo… Guardiamo a tutti i punti positivi, guardiamo ai punti che non erano così buoni. Decideremo nei prossimi due mesi come andrà”. Così il card. Kevin Farrell, prefetto per il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, in un’intervista a Rome Reports ha fatto il punto sulla preparazione alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù in programma a Lisbona nel 2022.

A quasi sessanta giorni dalla conclusione dell’incontro di Panama, l’immagine che rimane nella mente del porporato è come si siano trovate bene insieme “e in che modo siano state mescolate insieme culture diverse, nazionalità diverse. Alcuni potrebbero a malapena comunicare tra loro, a causa del linguaggio. Eppure erano tutti lì e tutti insieme e non c’era tensione. C’era gente che rispettava tutti gli altri” ha affermato. Questo rispetto e questa universalità della Chiesa Cattolica, per Farrell, sono tra gli aspetti principali di ogni GMG.

Dopo aver riflettuto sull’evento panamense, i preparativi per Lisbona 2022 decolleranno a velocità record. Si sta mettendo in piedi una squadra ancora più numerosa di giovani provenienti da tutto il mondo, come ha raccomandato il Sinodo dell’ottobre scorso. Alla domanda se sarà presente il simulacro di Nostra Signora di Fatima, il card. Farrell ha risposto che “certamente, la Madonna sarà inclusa, sempre lo è. Lei è sempre stata e sarà ovviamente un fattore molto importante. Quando visiti il Portogallo, non puoi pensare al Portogallo senza Fatima” ha affermato. In conclusione il prefetto vaticano ha ricordato che Papa Francesco ha un grande interesse per la Giornata Mondiale della Gioventù ed è la persona che guida tutto il processo di pianificazione.

Un ruolo preminente nell’organizzazione della GMG 2022 è riservato a mons. Américo Manuel Alves Aguiar, il giovane vescovo che il Papa ha nominato ausiliare di Lisbona lo scorso 1° marzo. In alcune dichiarazioni rilasciate a Vatican News Aguira ha sottolineato che, nonostante l’evento si svolgerà a Lisbona e sarà organizzato dall’arcidiocesi, si deve promuovere la partecipazione dell’intero paese e di tutti i portoghesi: “L’organizzazione del viaggio è immediatamente responsabilità della diocesi e del Patriarcato di Lisbona, ma è un compito assegnato al giovane portoghese. Non può essere altrimenti”. Per il futuro prelato “ognuno ha un compito, ognuno ha un lavoro da fare. Non tutti serviamo tutto, ma tutti serviamo qualcosa”.

Il nuovo vescovo ausiliare ha quindi spiegato in sintesi la struttura organizzativa della prossima GMG, il cui comitato sarà presieduto dal Patriarca di Lisbona, insieme a due “polmoni”: “Un polmone è pastorale e l’altro è logistico ed esecutivo. Poi ci sono sette dipartimenti, ventuno servizi”. L’importante, ha spiegato Aguira, non sarà la settimana dell’incontro ma l’intero itinerario preparativo di tre anni e mezzo, insieme a “cosa succederà dopo che il Papa sarà tornato in volo a Roma. Cioè, il prima e il dopo sono importanti per la Chiesa in Portogallo e per i giovani”. “Sono convinto – ha concluso – che sarà un’occasione unica per la Chiesa in Portogallo di riattivare il lavoro con i giovani”.

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