#Stavoltavoto: cittadini europei consapevoli

Il prossimo 26 maggio, saremo chiamati a eleggere i nostri rappresentanti al Parlamento Europeo: nonostante la decisività di questo momento per l’orientamento politico dei prossimi cinque anni, soprattutto per la diffusione del nazionalismo e dell’antieuropeismo, l’uomo medio non ne ha ancora piena consapevolezza. Non solo, la disinformazione e le fake news hanno inquinato la scena politica, gettando in un clima di indifferenza o sfiducia l’elettorato.

Come risposta, il Parlamento Europeo ha promosso una campagna di sensibilizzazione per promuovere la partecipazione consapevole alle prossime elezioni: saranno gli stessi cittadini a diventare attivisti e a guidare un movimento dal basso per formare l’identità europea.
Attraverso l’hashtag #stavoltavoto, sarà possibile individuare sui social network gli eventi sul territorio e scoprire le potenzialità immense dell’Unione Europee a tutela dei diritti.

Esempio significativo è l’esperienza di Natascia Arcifa, responsabile di ATLAS area EUe e studentessa universitaria di Giurisprudenza presso l’Università di Catania: “L’idea di partecipare alla community #stavoltavoto nasce dalla constatazione, purtroppo amara, del fatto che molti nostri concittadini non solo non siano a conoscenza dell’imminenza delle prossime elezioni europee, ma soprattutto non si siano ancora accorti dell’incidenza dell’UE in tutti i campi della nostra vita. Mi sembrava paradossale che molti si fossero interrogati su questa tematica solo dopo il referendum per la Brexit, cioè dopo 60 anni dai Trattati di Roma!”.

Essere cittadini e non saperlo: è questo il dramma che sta vivendo l’Unione, che trova sempre minore legittimazione popolare: “è vero che il processo democratico europeo ancora deve perfezionarsi, ma i cittadini hanno a disposizione strumenti per far sentire la propria voce, soprattutto con l’elezione dell’unica istituzione che ci rappresenta, appunto il Parlamento Europeo, che via via ha assunto maggior peso politico e giuridico”.

Il rischio più grave è proprio l’arresto del processo di inclusione a causa dell’emersione di forze disgregatrici, che ritengono il nazionalismo l’unica soluzione alla crisi: “Bisogna partire dai temi caldi e dal confronto: superare le barriere ideologiche su immigrazione, lavoro, famiglia, diritti, libertà e trovare spazi di condivisione di informazioni e posizioni personali sono le prospettive per una rinascita europea”.

Proprio in questa prospettiva, ATLAS, con la partecipazione delle associazioni studentesche ELSA Catania e AEGEE Catania, ha organizzato nel capoluogo etneo, lo scorso 28 febbraio, l’incontro ‘EU for dummies – viaggio al centro dell’Europa’: “Abbiamo voluto proporre temi basilari, sulle istituzioni europee, sul loro funzionamento, sulla rappresentanza dei cittadini, sulle principali politiche dell’Unione, ponendoci non nell’ottica del giurista, ma di chi si troverà il 26 maggio nella cabina elettorale per esprimere il suo voto. Al momento di speech, è seguito il workshop, per discutere insieme delle sfide che aspettano l’Europa nei prossimi anni”.

Può sembrare poco? Considerando la capacità diffusiva dei nuovi media, la strategia proposta dal Parlamento Europeo è positiva: “per vincere la disinformazione, bisogna utilizzare i suoi stessi strumenti: se i social sono il luogo virtuale per diffondere fake news, l’opera di informazione corretta va iniziata proprio da lì. E’ nostro compito portare avanti il processo di integrazione europeo con ogni mezzo e senza pregiudizi: solo così il motto dell’UE Uniti nella diversità potrà diventare realtà”.

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