Il simbolo delle ceneri

L’imposizione delle ceneri: un gesto che apre la Quaresima. Apparentemente un gesto che potrebbe dare adito a risonanze tristi, tanto più che una delle formule che accompagna la stessa imposizione recita così:

‘Ricòrdati che sei polvere, e in polvere tornerai’. Segno, dunque, di quella fragilità, di quella debolezza che è connaturata all’uomo. Eppure le ceneri, proprio perché hanno questo significato, nascondono anche un altro inconsueto e bello. La Sacra Scrittura ci dice che tra l’ ‘adam’ (uomo) e l’ ‘adamà’ (terra) c’è una parentela, c’è un legame. Certo entrambi sono destinati alla morte.

La terra finirà, così come l’uomo muore. Ma c’è anche un altro aspetto da considerare. La terra, il cosmo intero, ci dice San Paolo in un passo noto di una sua lettera, attende, gemendo e soffrendo, il giorno in cui sarà rinnovata. Potremmo dire che sotto la cenere c’è la brace che è costituita da un forte e intenso desiderio, sepolto nel cuore dell’uomo e nel mistero del cosmo: il desiderio di ‘cieli nuovi e terra nuova’.

Come ogni ‘adam’ attende la risurrezione, così anche ‘adamà’ è in attesa di una sua r-icreazione. Entrambi gemono e soffrono perché davanti a loro non c’è un destino triste, ma un destino glorioso. Come da quell’antica polvere, secondo il testo della Sacra Scrittura, Dio trasse il primo Adamo, così dall’ultima polvere Dio trarrà il nuovo Adamo: le ceneri, imposte sul nostro capo, ci ricordano anche questo!

Il gesto, pertanto, invita a pensare a quel legame indissolubile e inscindibile, che fin dalla prime pagine della Bibbia è espresso, tra l’uomo e la sua terra. Non c’è salvezza dell’uomo senza la salvezza della terra. A testimoniarlo per tutti c’è quella stupenda pagina di Giovanni in cui Maria Maddalena incontra il Risorto nel giardino, cioè nell’Eden.

Là dove sta il Cristo, l’unico e il primo nuovo Adamo, c’è anche quello che l’antico Adamo aveva perso a causa del peccato: quella splendida terra che Dio aveva creato, ossia l’Eden.

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