I Gesuiti propongono quattro ‘preferenze’ per la vita cristiana

“Le Preferenze apostoliche universali sono il frutto di un processo di discernimento, che è durato quasi due anni. Tutti i gesuiti, come pure coloro che condividono la nostra missione, sono stati invitati a parteciparvi. Le Preferenze offrono un orizzonte, un punto di riferimento per tutta la Compagnia di Gesù. Stimolano la nostra fantasia e accendono i nostri desideri. Ci rendono uniti nella missione. Le nuove Preferenze rappresentano quattro ambiti vitali per il nostro mondo d’oggi.

La Compagnia li farà oggetto di un’attenzione particolare durante i prossimi dieci anni. Vi invitiamo a saperne di più e a passare all’azione insieme a noi! Vogliamo cambiare le cose, facendo la differenza con il Vangelo”: sono queste le preferenze apostoliche universali della Compagnia di Gesù per il decennio 2019-2029, approvate da papa Francesco.

Le Preferenze apostoliche universali sono il frutto di un processo di discernimento, che è durato quasi due anni. Tutti i gesuiti sono stati invitati a parteciparvi. Il discernimento si è concluso con una conferma di papa Francesco durante un incontro con il padre generale, Arturo Sosa.

Per quanto riguarda il discernimento i Gesuiti hanno sottolineato: “Siamo bombardati da immagini e stimoli, al punto che quasi non c’è più spazio per trovare il proprio sé autentico e lasciare che Dio ci incontri. Spesso non conosciamo i nostri desideri, oppure li soffochiamo, e così accade anche per le nostre passioni e il senso della nostra vera vocazione. Senza la saggezza dello Spirito, possiamo facilmente avere la sensazione di non essere responsabili del nostro destino, come burattini in balìa del momento.

E’ attraverso il discernimento che prendiamo contatto con il nostro io più profondo, lo spazio dove Dio ci parla. Il discernimento non è necessario solo quando si devono risolvere problemi gravi, è un mezzo per lottare, per seguire meglio il Signore giorno per giorno e ora per ora”.

Attraverso l’esercizio del ‘discernimento’ i gesuiti intendono offrire un’alternativa più ‘profonda’ alla secolarizzazione: “Vogliamo accompagnare le persone nel discernere scelte complesse in ambito sociale, economico, culturale e politico. Favoriremo la creazione di contesti che favoriscano processi personali liberi, indipendenti dalle pressioni sociali o etniche. Vogliamo accompagnare le persone nel discernere scelte complesse in ambito sociale, economico, culturale e politico. Favoriremo la creazione di contesti che favoriscano processi personali liberi, indipendenti dalle pressioni sociali o etniche”.

La seconda ‘preferenza’ è il cammino con gli esclusi, partendo dalle Beatitudini: “Vediamo che il divario tra ricchi e poveri si allarga in tutto il mondo e sentiamo parlare settimanalmente di centinaia di persone che muoiono mentre cercano di raggiungere una nuova casa. I leader politici hanno alimentato l’odio ed eretto muri fra ricchi e poveri, giovani e anziani, fra chi è nella propria patria e chi deve emigrare. Abbiamo anche presente, con grande pena, la realtà dei bambini che hanno subito abusi psicologici o sessuali.

Desideriamo, prima di tutto e soprattutto, la conversione del nostro cuore, che ci renda vivi e sensibili a Cristo sofferente in mezzo a noi. Le nostre comunità desiderano essere più ospitali e aperte e imparare a vivere più profondamente nello Spirito di Gesù, uno Spirito che accoglie”.

Il compito di questa seconda ‘preferenza’ è il lavoro nell’ ‘ospedale da campo’: “Il nostro lavoro nel campo dell’istruzione, a tutti i livelli, renderà le persone più consapevoli del bisogno urgente di riconciliazione e dei tanti che sono esclusi, vulnerabili, messi ai margini. Vogliamo che tutti quelli che partecipano alla nostra missione educativa sognino di costruire, passo dopo passo, una nuova cultura basata sui valori del Vangelo.

Vogliamo lavorare insieme in questo ‘ospedale da campo’ che è il nostro mondo, testimoniando una fede che promuove la riconciliazione basata sulla giustizia. Vogliamo portare speranza al nostro mondo, immaginare nuove strade e percorrerle fino in fondo”.

La terza ‘preferenza’ è dedicata alla cura della ‘casa comune’: “Come mai prima d’ora, la creazione oggi grida e lotta per essere liberata. La crisi ambientale odierna colpisce in modo particolare i poveri e i più vulnerabili. I cristiani e tutte le persone di buona volontà devono agire con urgenza. Intere nazioni e popoli hanno bisogno di una conversione ecologica se vogliamo essere dei custodi leali di questo meraviglioso pianeta. Possiamo ancora cambiare il corso della storia.

La nostra fede esige che la creazione sia custodita e rinnovata. Un modo di vivere completamente nuovo si apre come conseguenza di un rapporto personale e appassionato con Gesù. Abbiamo la grazia di trascendere noi stessi. Abbiamo nuove forze per prenderci cura degli altri e del creato. Possiamo vivere con un nuovo orizzonte, abbracciando la visione di Gesù del Regno di Dio, di un mondo e di un ecosistema rinnovato e trasformato dove siamo tutti fratelli e sorelle, responsabili gli uni verso gli altri”.

La quarta ‘preferenza’ è l’accompagnamento dei giovani nelle scelte della vita: “La gioventù è tempo di decisioni fondamentali e l’inizio della realizzazione dei nostri sogni. Eppure, i giovani di oggi devono affrontare sfide enormi: l’incertezza delle relazioni nell’era digitale, la diminuzione delle opportunità di lavoro, la crescita della violenza politica, la discriminazione, il degrado dell’ambiente.

Tutto questo rende difficile per loro trovare una strada per costruire relazioni personali e familiari di sostegno, basate su solide basi spirituali ed economiche. Incontrando Gesù, i giovani possono trovare la via della realizzazione più profonda. Il Sinodo del 2018 sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale riconosce l’importanza di assumere la prospettiva dei giovani. Siamo al loro fianco. Con loro intravediamo il futuro. Camminiamo con loro per percepire e discernere dove lo Spirito guida il nostro mondo e la nostra Chiesa”.

E la risposta dei Gesuiti si basa ancora sulla valorizzazione degli Esercizi spirituali: “I giovani hanno così tante possibilità in questa era digitale che li unisce come mai prima d’ora. Vogliamo camminare con loro, discernendo queste possibilità e trovando Dio nel profondo della realtà.

L’accompagnamento dei giovani ci mette sulla via della conversione; richiede un nuovo modo di vivere nella comunità gesuita, un modo più coerente, più personale, più aperto, più evangelico. Vogliamo che le nostre opere apostoliche e le nostre case siano luoghi aperti alla creatività dei giovani, spazi nei quali si favorisce l’incontro con il Dio della vita, rivelato da Gesù, e l’approfondimento della fede cristiana”.

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