Papa Francesco: la vita consacrata è vita nuova

Per la festa della presentazione al tempio di Gesù Bambino, in cui si festeggia la Giornata mondiale della vita consacrata, papa Francesco ha twittato: “La vita consacrata è incontro vivo col Signore nel suo popolo, è chiamata all’obbedienza fedele di ogni giorno e alle sorprese inedite dello Spirito, è visione di quel che conta abbracciare per avere la gioia: Gesù”.

In serata nella basilica di san Pietro, benedicendo le candele, durante l’omelia della celebrazione eucaristica papa Francesco ha ricordato che Dio è ‘fonte e principio di ogni luce’: “E’ la festa dell’incontro: la novità del Bambino incontra la tradizione del tempio; la promessa trova compimento; Maria e Giuseppe, giovani, incontrano Simeone e Anna, anziani. Tutto, insomma, si incontra quando arriva Gesù”.

Papa Francesco quindi ha esortato i fedeli ad ‘accogliere’ Gesù: “Anzitutto che anche noi siamo chiamati ad accogliere Gesù che ci viene incontro. Incontrarlo: il Dio della vita va incontrato ogni giorno della vita; non ogni tanto, ma ogni giorno. Seguire Gesù non è una decisione presa una volta per tutte, è una scelta quotidiana. E il Signore non si incontra virtualmente, ma direttamente, incontrandolo nella vita. Nella concretezza della vita. Altrimenti Gesù diventa solo un bel ricordo del passato”.

Affinché non rimanga solo un ricordo il papa ha esortato a metterlo al centro della vita di ciascuno: “Quando invece lo accogliamo come Signore della vita, centro di tutto, cuore pulsante di ogni cosa, allora Egli vive e rivive in noi. E accade anche a noi quello che accadde nel tempio: attorno a Lui tutto si incontra, la vita diventa armoniosa.

Con Gesù si ritrova il coraggio di andare avanti e la forza di restare saldi. L’incontro col Signore è la fonte. E’ importante allora tornare alle sorgenti: riandare con la memoria agli incontri decisivi avuti con Lui, ravvivare il primo amore, magari scrivere la nostra storia d’amore col Signore. Farà bene alla nostra vita consacrata, perché non diventi tempo che passa, ma sia tempo di incontro”.

Solo se si fa memoria di Dio fatto uomo si comprende che Dio è vivo: “Se facciamo memoria del nostro incontro fondante col Signore, ci accorgiamo che esso non è sorto come una questione privata tra noi e Dio. No, è sbocciato nel popolo credente, accanto a tanti fratelli e sorelle, in tempi e luoghi precisi.

Ce lo dice il Vangelo, mostrando come l’incontro avviene nel popolo di Dio, nella sua storia concreta, nelle sue tradizioni vive: nel tempio, secondo la Legge, nel clima della profezia, con i giovani e gli anziani insieme. Così anche la vita consacrata: sboccia e fiorisce nella Chiesa; se si isola, appassisce. Essa matura quando i giovani e gli anziani camminano insieme, quando i giovani ritrovano le radici e gli anziani accolgono i frutti.

Invece ristagna quando si cammina da soli, quando si resta fissati al passato o ci si butta in avanti per cercare di sopravvivere. Oggi, festa dell’incontro, chiediamo la grazia di riscoprire il Signore vivo, nel popolo credente, e di far incontrare il carisma ricevuto con la grazia dell’oggi”.

Questo incontro si trasforma in profezia: “L’incontro, che nasce dalla chiamata, culmina nella visione. Simeone dice: ‘I miei occhi hanno visto la tua salvezza’. Vede il Bambino e vede la salvezza. Non vede il Messia che compie prodigi, ma un piccolo bimbo. Non vede qualcosa di straordinario, ma Gesù coi genitori, che portano al tempio due tortore o due colombi, cioè l’offerta più umile. Simeone vede la semplicità di Dio e accoglie la sua presenza.

Non cerca altro, non chiede e non vuole di più, gli basta vedere il Bambino e prenderlo tra le braccia: ‘nunc dimittis, ora puoi lasciarmi andare’. Gli basta Dio com’è. In Lui trova il senso ultimo della vita. E’ la visione della vita consacrata, una visione semplice e profetica, dove si tiene il Signore davanti agli occhi e tra le mani, e non serve altro. La vita è Lui, la speranza è Lui, il futuro è Lui”.

Quindi la vita consacrata è una ‘visione profetica’ “nella Chiesa:è sguardo che vede Dio presente nel mondo, anche se tanti non se ne accorgono; è voce che dice: ‘Dio basta, il resto passa’; è lode che sgorga nonostante tutto, come mostra la profetessa Anna. Era una donna molto anziana, che aveva vissuto tanti anni da vedova, ma non era cupa, nostalgica o ripiegata su di sé; al contrario sopraggiunge, loda Dio e parla solo di Lui”.

Quindi ha ribadito il significato della vita consacrata: “lode che dà gioia al popolo di Dio, visione profetica che rivela quello che conta. Quand’è così fiorisce e diventa richiamo per tutti contro la mediocrità: contro i cali di quota nella vita spirituale, contro la tentazione di giocare al ribasso con Dio, contro l’adattamento a una vita comoda e mondana, contro il lamento, le lamentele, l’insoddisfazione e il piangersi addosso, contro l’abitudine al ‘si fa quel che si può’ e al ‘si è sempre fatto così’.

La vita consacrata non è sopravvivenza, è vita nuova. E’ incontro vivo col Signore nel suo popolo. E’ chiamata all’obbedienza fedele di ogni giorno e alle sorprese inedite dello Spirito. E’ visione di quel che conta abbracciare per avere la gioia: Gesù”.

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