Luigi Biraghi: educatore delle giovani generazioni

Luigi Biraghi nacque a Vignate il 2 novembre 1801, quinto di otto figli di una coppia di agricoltori fittavoli, dalla fede solida e profonda. A undici anni entrò nel seminario diocesano di Milano, dove si distinse fin da subito per un ingegno acuto e per una straordinaria carità operosa.

Ancor prima dell’ordinazione sacerdotale, ricevuta il 28 maggio 1825, gli fu permesso di insegnare materie letterarie ai seminaristi e, nel 1833, venne nominato direttore spirituale, mostrando grandi doti di sapienza e di fervida intelligenza, unite ad una profonda paternità che riversò nei confronti di chi gli era stato affidato. Egli invitava tutti ad ‘amare Gesù Cristo sopra ogni cosa’.

Di grande spirito apostolico, volle fondare un istituto di preti per le missioni in città che non si realizzò per l’opposizione dell’allora arcivescovo di Milano. Tuttavia sostenne in molti modi la nascita del Seminario Lombardo per le Missioni Estere di Milano, oggi noto come Pime e, nel 1838, fondò l’Istituto delle suore di Santa Marcellina, dette ‘Marcelline’, per la formazione della gioventù femminile.

Carisma specifico di questa nuova congregazione fu l’educazione umana, morale e culturale della gioventù femminile di condizione, con l’impegno, tuttavia, di prendersi cura gratuitamente anche dell’educazione delle fanciulle indigenti. Luigi fu un uomo di pace in mezzo alla tensioni che travagliarono la società e la Chiesa di quel tempo.

Egli infatti, operò nel periodo in cui la Lombardia dall’Impero austro-ungarico passò al Regno d’Italia. Divenuto nel 1855 dottore della Biblioteca Ambrosiana, si distinse per i suoi studi, in particolare per quelli sul patrono di Milano, S. Ambrogio. Nel 1873 ricevette l’onorificenza di prelato domestico di Sua Santità Pio IX.

Il Papa lo stimava moltissimo, tanto che nel 1862 gli si era rivolto personalmente con lettera autografa, perché usando la sua grande influenza, facesse da mediatore e paciere nel clero milanese diviso in due fazioni: i sostenitori della nuova unità nazionale italiana, che si stava concretizzando, e i sostenitori del potere temporale dei Papi. Morì l’11 agosto 1879.

Fu educatore anche di alcuni santi tra i quali il beato Giovanni Mazzucconi e il beato Luigi Talamoni, insieme ai quali fu iscritto nell’albo dei beati da papa Benedetto XVI il 30 aprile 2006.

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