A Panama il papa ai volontari: fate chiasso d’amore

Prima di imbarcarsi per il volo di ritorno a Roma papa Francesco ha incontrato i volontari della Gmg panamense; quelli che hanno assicurato la riuscita dell’evento attraverso un lavoro senza sosta per garantire ordine e sicurezza all’enorme flusso di pellegrini o attraverso piccoli gesti come offrire acqua, cibo e i vari kit, riuniti nello Stadio Rommel Fernández.

Il papa li ha ringraziati del lavoro svolto, prendendo spunto da quanto gli ha raccontato una volontaria: “Avete dovuto anche vivere momenti duri che vi hanno richiesto diversi sacrifici. Come ci dicevi, Bartosz, uno sperimenta anche le proprie debolezze. Il bello è che queste debolezze non ti hanno fermato nel tuo impegno e nemmeno sono diventate la cosa centrale, né la più importante.

Le hai sperimentate nel servizio, sì; cercando di capire e di servire gli altri volontari e i pellegrini, certo; però hai avuto il coraggio di non farti frenare da questo, di non farti paralizzare, e sei andato avanti. Che i nostri limiti, le nostre debolezze non ci paralizzino!

Andare avanti, con i nostri difetti, poi li correggeremo, con le nostre debolezze…, andare avanti, e così è la bellezza di saperci inviati, la gioia di sapere che al di sopra di tutti gli inconvenienti abbiamo una missione da portare avanti.

Non lasciare che i limiti, le debolezze e nemmeno i peccati ci frenino e ci impediscano di vivere la missione, perché Dio ci chiama a fare quello che possiamo e a chiedere quello che non possiamo, sapendo che il suo amore ci prende e ci trasforma in maniera graduale.

Non spaventatevi se vedete le vostre debolezze; non spaventatevi neanche se vedete i vostri peccati: rialzatevi e avanti, sempre avanti! Non rimanete a terra, non chiudetevi, andate avanti con quello che avete di più importante, andate avanti, che Dio sa perdonare ogni cosa! Impariamo da tanti che come Bartosz hanno messo il servizio e la missione al primo posto, e il resto vedrai che verrà in aggiunta”.

Li ha ringraziato perché ad ogni gesto compiuto c’è stata messa passione: “Avete preparato ogni particolare con gioia, creatività e impegno, e con molta preghiera. Perché le cose pregate si sentono e si vivono in profondità. La preghiera dà spessore e vitalità a tutto quello che facciamo.

Pregando scopriamo di far parte di una famiglia più grande di quanto possiamo vedere e immaginare. Pregando ‘apriamo il gioco’ alla Chiesa che ci sostiene e ci accompagna dal cielo, ai santi e alle sante che ci hanno segnato il cammino, ma soprattutto pregando ‘apriamo il gioco’ a Dio, perché Egli possa agire e possa entrare e possa vincere”.

Ed ha sottolineato che il volontariato ha bisogno di impegno e di rinunce come Stella Maris: “Tanti di voi avete fatto rinunce… Pensate adesso: a che cosa ho rinunciato io per diventare volontario? Pensateci un momento… Voi, con quello che avete pensato, avete dovuto accantonare sogni per prendervi cura della vostra terra e delle vostre radici.

Questo il Signore lo benedice sempre, non si lascia vincere in generosità. Ogni volta che rinviamo qualcosa che ci piace per il bene degli altri e specialmente dei più fragili, o per il bene delle nostre radici come sono i nostri nonni e i nostri anziani, il Signore ce lo restituisce al cento per uno.

Ti vince in generosità, perché nessuno può vincerlo in generosità, nessuno può superarlo nell’amore. Amici, date e vi sarà dato, e sperimenterete come il Signore vi verserà in grembo ‘una misura buona, pigiata, colma e traboccante’, come dice il Vangelo”.

Ed anche a loro ha dato il mandato della missione: “Cari amici, avete fatto un’esperienza di fede più viva, più reale; avete vissuto la forza che nasce dalla preghiera e la novità di una gioia diversa frutto del lavoro fianco a fianco anche con persone che non conoscevate.

Adesso viene il momento dell’invio: andate, raccontate, andate, testimoniate, andate, trasmettete quello che avete visto e udito. E questo, non fatelo con tante parole ma, come avete fatto qui, con gesti semplici, con gesti quotidiani, quelli che trasformano e fanno nuove tutte le cose, quei gesti capaci di creare un ‘chiasso’, un ‘chiasso’ costruttivo, un ‘chiasso’ d’amore”.

(Foto: Vatican Media)

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