Giornata della Memoria: ‘Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario’

‘Giorno della memoria 2019’ per non dimenticare all’Istituto Comprensivo IAC ‘G. Stroffolini’ di Casapulla, in provincia di Caserta: lo scopo della scuola è quello di promuovere iniziative scolastiche di qualità per gli alunni, perché possano perpetuare nel futuro la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia dell’Italia e dell’Europa, come ha sottolineato la dirigente dell’Istituto, dott.ssa Maria Carmina Giuliano.

Ed in occasione del ‘Giorno della memoria’ venerdì 25 gennaio organizza l’incontro con Lea Polgar, ebrea friulana scampata alla deportazione grazie alla famiglia Mistruzzi, Aurelio e Melania, la cui figlia si chiamava anch’essa Lea; e la storica Adriana Carnevale, membro della Comunità ebraica di Napoli e dirigente del Ministero dei Beni Culturali.

La giornata è un momento per non dimenticare l’olocausto; infatti la Repubblica Italiana ha proclamato il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz nel 1945, ‘Giorno della Memoria’, per ricordare la Shoah, il genocidio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno affrontato la deportazione, la prigionia, la morte, nonché quanti, nei diversi campi e schieramenti, si sono opposti al progetto di sterminio, alle persecuzioni degli ebrei e alle deportazioni nei campi nazisti.

A questo scopo, per gli alunni delle classi ‘Terza’ della Scuola Secondaria di primo grado si svolgerà l’evento dal titolo ‘Se conoscere è impossibile, conoscere è necessario’, che è parte del ‘Progetto Legalità’, coordinato dalla docente Valentina Villano, per i tre ordini di scuola. La manifestazione si svolgerà il 25 gennaio 2019 alle ore 11.00 presso la Sala Convegno della sede centrale dell’Istituto Comprensivo IAC ‘G. Stroffolini’.

Tra le storie, colpisce con commozione quella di Lea Polgar, scampata alla deportazione grazie alla famiglia Mistruzzi, Aurelio e Melania, la cui figlia si chiamava anch’essa Lea. Aurelio Mistruzzi era un incisore del Vaticano che diede rifugio e protezione alla giovane Lea nella sua casa romana nel periodo della pubblicazioni delle leggi razziali.

E’ una storia di solidarietà e misericordia, che ha spinto poi Lea Polgar a impegnarsi dopo la guerra affinché venisse riconosciuto l’impegno di questa famiglia, ricordata dal 2017 nel Giardino dei Giusti del Memoriale della Shoah di Yad Vashem a Gerusalemme. La storia di Lea Polgar regala uno sguardo di speranza e fiducia sul coraggio dell’uomo nell’opporsi alla notte buia del Paese.

Inoltre per le classi ‘quarta’ e ‘quinta’ della Scuola Primaria è proiettato il cartone animato ‘La stella di Andra e Tati’, che è stato presentato al festival ‘Cartoons on the bay’ di Torino ed è il primo prodotto d’animazione per l’infanzia sul dramma della Shoah, coprodotto da Rai Ragazzi e dal Centro Larcadarte in collaborazione con il MIUR, e realizzato in occasione dell’80^ anniversario delle leggi razziali e dell’inizio delle persecuzioni antisemite.

Il film racconta la vera storia delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, deportate ad Auschwitz-Birkenau durante la Seconda guerra mondiale all’età rispettivamente di 4 e 6 anni insieme a parte della loro famiglia. Arrivate al campo di concentramento insieme alla mamma, alla zia, alla nonna e al cuginetto Sergio, loro coetaneo, le due bambine si separeranno dagli adulti e verranno condotte al Kinderblok, dove incontreranno altri bambini.

Ad Auschwitz-Birkenau, Andra e Tati perderanno prima la nonna e poi il cuginetto Sergio, ma anche grazie all’aiuto della blokova preposta alla loro vigilanza, riusciranno a sopravvivere fino alla liberazione del campo, quando saranno trasferite prima a Praga e poi in Inghilterra, dove saranno ritrovate dai loro genitori.

La storia si intreccia con quella di una scolaresca dei nostri giorni in gita di istruzione nello stesso campo di concentramento. Tra gli altri c’è il bullo Carlo, che infastidisce continuamente il compagno Matteo. Con il procedere della visita, il suo comportamento cambierà.

Mentre le classi della Scuola Secondaria di primo grado è offerta la visione del film ‘La tregua’ di Francesco Rosi, tratto dal romanzo autobiografico di Primo Levi, che narra il viaggio di ritorno di tre deportati italiani sopravvissuti al campo di concentramento di Auschwitz.

E nel libro ‘Se questo è un uomo’, Primo Levi invitava a non essere indifferenti alle ingiustizie: “Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango e che non conosce pace; che lotta per mezzo pane e che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare; vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi; ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi”.

Quindi la memoria diventa appello, come quello di Elisa Springer, testimone dei campi di concentramento, ai giovani: “Oggi più che mai, è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta, è l’unico modo per farci uscire dall’oscurità”.

L’intenzione della Giornata è lo stimolo a riflettere sulle barbarie che sono state nella storia e che continuano ad esserci; serve a ricordare e imprimere nelle menti le sofferenze atroci inflitte a milioni di persone chiuse in baracche in attesa della morte e sfruttate fino all’ultima goccia di sangue, costrette a lavori pesantissimi, senza cibo, fino allo sfinimento mortale, torturate, umiliate, squartate, ingannate; serve ad insegnare ai giovani che i campi di concentramento sono storia.

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