L’Ordine di Malta a fianco di migranti e giovani: sono le priorità

Sono 120 i volontari dell’Ordine di Malta che parteciperanno alla XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù a Panama dal 22 al 27 gennaio: Francia, Italia e Germania i paesi di provenienza dei volontari, tutti specializzati in attività di soccorso e prima assistenza medica. Saranno presenti a tutti i principali eventi internazionali e alle messe della manifestazione, ispirata quest’anno al passo del Vangelo di Luca: ‘Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola’.

Quindi dopo l’assistenza fornita a Roma durante il Giubileo della Misericordia, l’Ordine di Malta rinnova la sua missione di assistere i pellegrini con una caratteristica: per l’occasione i volontari, pur appartenendo a corpi nazionali diversi, indosseranno infatti uniformi uguali. Particolarità del loro contributo sarà proprio la capacità di interagire in lingue diverse con giovani pellegrini provenienti da molti paesi del mondo. I volontari dell’Ordine di Malta integreranno i servizi di primo soccorso, della protezione civile e dei pompieri di Panama in stretta cooperazione con la Gendarmeria e la Guardia svizzera vaticana.

L’altra priorità ribadita dal Gran Maestro, Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, ricevendo il Corpo Diplomatico accreditato presso il Sovrano Ordine di Malta per la tradizionale udienza di inizio del nuovo anno, sono i migranti. Nel discorso ha ricordato che il 2019 sarà un anno difficile per molte popolazioni, così come è stato quello precedente:

“I conflitti stanno portando i bisogni umanitari a livelli critici. Ci sono guerre che durano da anni, come quelle in Siria e quelle nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan. E non dimentichiamo lo Yemen, dove assistiamo ad una delle peggiori crisi dei nostri tempi. Impresso nella nostra mente è il volto della piccola Amal, la bimba di 6 anni morta di fame e di stenti ritratta dal New York Times.

Più di 20.000.000 di persone, in soli quattro paesi, si trovano di fronte a fame e carestia. Per gestire l’enorme flusso migratorio che consegue da questo scenario drammatico, l’Ordine di Malta ha appoggiato e contribuito dall’inizio al delicato ed arduo percorso avviato dalle Nazioni Unite per giungere alla stesura dei nuovi patti globali per migranti e rifugiati:

i primi accordi intergovernativi non vincolanti nati sotto l’egida dell’Onu e adottati da molti stati membri nel recente vertice di Marrakech a dicembre. Al summit ha partecipato anche una delegazione dell’Ordine di Malta guidata dal Gran Cancelliere e dal Grande Ospedaliere, i quali nell’ambito di diverse sessioni hanno illustrato il contributo dell’Ordine per la gestione dei flussi migratori.

Essi hanno così testimoniato il grande impegno profuso sin dall’inizio della discussione sui Global Compacts per migranti e rifugiati. Siamo convinti infatti che se vogliamo governare e rendere sostenibili le migrazioni, un fenomeno globale e irreversibile, il ‘global compact’ è lo strumento più efficace di cui disponiamo. Nessun paese né in Europa né nel mondo può agire da solo per gestire questo fenomeno con efficacia. Dispiace che alcuni Stati abbiano deciso di ritirare il loro appoggio”.

Ed ha citato in particolare le migrazioni nel Mediterraneo con numeri di dispersi che si aggira intorno al 20%: “Se parliamo di migrazioni non possiamo non citare il Mediterraneo, da sempre crocevia simbolo di convivenza di popoli diversi, di scambi culturali e commerciali, luogo di incontro per eccellenza. Eppure qui si consuma una delle peggiori tragedie dei nostri tempi; in fuga da povertà, guerre e carestia 2.000 persone sono morte nelle acque di questo azzurro mare che abbraccia 3 continenti e oltre 20 nazioni. Solo nel settembre del 2018, il 20% di chi è partito dalla Libia risulta morto o disperso, in altre parole 2 persone su 10 non ce l’hanno fatta (secondo i dati dell’Istituto degli studi di Politica Internazionale)”.

Non ha dimenticato la crescita della tratta degli schiavi: “L’odioso business della tratta degli esseri umani si nutre proprio di povertà e disperazione. E sono dunque i migranti (spesso minorenni, spesso giovani donne) le prime vittime del fenomeno che riguarda circa 25.000.000 di persone.

Attraverso i nostri due Ambasciatori per monitorare e combattere il traffico di esseri umani (a Ginevra e a Lagos) l’Ordine di Malta è impegnato a tenere alta l’attenzione della comunità internazionale sul fenomeno e lavora affinché cresca una maggiore consapevolezza dell’opinione pubblica per agevolare politiche mirate alla riduzione del fenomeno, come l’introduzione di leggi stringenti nella catena di produzione dei beni di consumo. Di recente, a Lagos, è stato aperto un centro di assistenza per donne vittime di traffico. Le attività di sensibilizzazione riguardano anche il traffico di organi, un business spietato che genera un giro di affari di oltre un miliardo di dollari”.

Ed ha ricordato l’impegno dell’Ordine di Malta nel mondo: “L’Ordine di Malta ha messo in campo negli ultimi mesi un nuovo impegno in Medio Oriente, dove anni di controllo delle milizie del DAESH e di violenti conflitti hanno causato milioni di sfollati e paralizzato le infrastrutture locali. Al fine di agevolare il percorso di ritorno e reintegrazione delle comunità di sfollati nelle pianure di Ninive, nel nord dell’Iraq, la nostra agenzia internazionale di soccorso, ‘Malteser International’, sta ricostruendo case e scuole.

I nostri operatori sono al lavoro per creare opportunità di sostentamento per i membri della comunità che rientrano nelle loro terre, tra cui cristiani e altre minoranze religiose come ad esempio gli Yazidi che hanno subito terribili persecuzioni… In Libano, l’aumento del 25% della popolazione, causato dall’afflusso di rifugiati dalla Siria, ha avuto un forte impatto sulla già fragile struttura del paese e sulle condizioni di vita delle comunità locali.

L’associazione nazionale dell’Ordine di Malta, che gestisce dieci centri medici, quattro cliniche mobili oltre a molti programmi di assistenza per giovani disabili, insieme al ‘Malteser International’ sta lavorando per migliorare l’assistenza sanitaria nelle regioni più vulnerabili del paese…

In Centro e Sud America non si placa la tragedia di chi fugge dalla povertà. Ricordiamo tutti con angoscia le immagini delle carovane di migranti, composti peraltro da moltissimi minori non accompagnati. In Colombia, dove molti venezuelani cercano rifugio, la nostra agenzia internazionale sviluppa programmi sanitari e alimentari per aiutare la popolazione sfollata”.

E l’Ordine di Malta opera anche in Africa: “Nel continente africano, dove sono in corso alcune tra le peggiori crisi umanitarie, l’Ordine di Malta opera direttamente o contribuisce al funzionamento di centinaia di ospedali e dispensari. In un recente viaggio in Uganda, il Grande Ospedaliere ha presenziato alla cerimonia di inaugurazione di una scuola per ragazzi, per lo più rifugiati dal vicino Sud Sudan. Un progetto significativo: la scuola è infatti realizzata con materiali sostenibili a impatto zero sull’ambiente.

Da anni il ‘Malteser International’ lavora nella regione per migliorare la fornitura di acqua potabile sia per i rifugiati che per gli abitanti locali e sviluppa progetti sanitari per ridurre la diffusione di malattie. Team sanitari sono al lavoro anche nella Repubblica Democratica Del Congo a seguito della recente nuova epidemia di Ebola”.

Però il 2019 è l’anno anche di nuovi progetti: “Continueremo a occuparci dei rifugiati, che a livello globale hanno raggiunto quota 68.000.000. La maggioranza è accolto in Paesi poveri, sempre meno quelli che arrivano in quelli ricchi… Vogliamo promuovere un seminario a Roma tra i rappresentanti delle varie religioni, per trovare quei valori comuni per sostenere le popolazioni colpite da conflitti, e quindi elaborare una carta di principi guida. Infine, abbiamo avviato uno nuovo progetto nella piana di Ninive, nel nord dell’Iraq, per ricostruire i villaggi e le infrastrutture, e permettere così alle comunità e alle minoranze religiose fuggite a causa delle violenze di poter fare ritorno nelle proprie case”.

L’Ordine di Malta conta su 80.000 volontari in tutto il mondo, di cui 9.800 in Italia, 42.000 dipendenti tra medici, paramedici, assistenti sociali ed esperti in soccorso d’emergenza. Grazie alle sue mense sociali sparse nei Paesi, solo nel 2018 l’Ordine ha distribuito 5.500.000 di pasti ai bisognosi.

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