Da Madrid un invito a non dimenticare l’ospitalità

A Madrid, dove il 41° incontro europeo annuale animato dalla comunità di Taizé ha riunito 15.000 giovani da tutto il continente europeo, il priore di Taizé, frère Alois, alla presenza del primate dei vescovi di Polonia, mons. Wojciech Polak, arcivescovo di Gniezno, e del vescovo ausiliare di Wrocław, mons. Andrzej Siemieniewski, ha annunciato che il prossimo incontro europeo avrà luogo in Polonia, nella città di Wrocław, dal 28 dicembre 2019 al 1° gennaio 2020:

“Nel momento in cui la costruzione dell’Europa incontra molta resistenza, dove si moltiplicano delle incomprensioni tra i paesi, un incontro in Polonia permetterà a migliaia di giovani di fare l’esperienza che una fiducia reciproca può essere costruita”. Sarà la terza volta che questo raduno della gioventù cristiana europea di tutte le confessioni avrà luogo a Wrocław (dopo 1989 e 1995) e la quinta volta in Polonia (dopo Varsavia 1999 e Poznan 2009).

Il filo conduttore dell’incontro madrileno, sviluppato dal priore di Taizè, è stato quello dell’accoglienza con l’icona biblica delle ‘Querce di Mamre’, invitando i giovani ad essere i protagonisti della pace attraverso la preghiera: “La pace è violata in troppe arti del mondo. Preghiamo per la pace e la giustizia, perché esse non esistono l’una senza l’altra. Non accettiamo situazioni di ingiustizia, né vicino a noi né lontano. Ma sforziamoci di lottare con un cuore riconciliato. Non aggiungiamo l’odio alla violenza”.

Ed ha invitato i giovani nelle proprie città ad impegnarsi in ‘azioni di pace’, suggerendo tre sfide: “La prima è ridurre il divario che si crea tra ricchi e poveri. Possiamo, in piccoli gruppi nelle nostre Chiese, essere più attenti a una situazione di povertà? Anche con pochi mezzi, con quasi nulla, è possibile incominciare ad esempio rompendo con delle visite l’isolamento di un senzatetto, di una persona anziana che vive da sola, di bambini abbandonati. Una seconda emergenza è senza dubbio l’accoglienza di migranti e rifugiati”.

Per la terza sfida li ha invitati ad essere ‘solidali creativi’: “Ma una cosa è certa: non ci saranno soluzioni senza rapporti personali con chi cerca rifugio o un futuro migliore in altri paesi. E questa terza pista: la pace tra gli umani necessita solidarietà con la creazione.

Il nostro meraviglioso pianeta è minacciato dallo sfrenato sfruttamento delle sue risorse, dalle diverse forme di inquinamento e dalla perdita di biodiversità. E questo porta a ingiustizie e violenza tra gli umani. Tutti possiamo fare passi concreti per rispondere a questa sfida”.

Queste tre sfide ha bisogno però di un cuore riconciliato: “Vi ho appena invitato affinché, nei nostri impegni, lottiamo con un cuore riconciliato. Ciò suppone che discendiamo alla fonte della riconciliazione. Questa fonte non è un’idea, è una persona, è Cristo. Egli ci dà la sua pace. Senza la pace interiore che riceviamo da Lui, la tentazione allo scoraggiamento e all’amarezza rischia di diventare troppo forte”.

Anche nelle riflessioni precedenti frère Alois aveva invitato i giovani a riflettere sul significato dell’ospitalità per ‘risvegliare la speranza’: “Noi fratelli di Taizé, ci aspettiamo molto da questo incontro europeo a Madrid. Il nostro ardente desiderio è che risvegli la speranza. Di fronte alle grandi difficoltà e alle sfide del nostro tempo, alcuni sono presi dallo scoraggiamento e dalla disillusione. L’esperienza di condivisione e comunione che stiamo facendo in questi giorni potrebbe incoraggiarci a guardare al futuro con speranza”.

Il ‘pellegrinaggio della fiducia’ è necessario per costruire ‘ponti’ in Europa e nel mondo: “Costruire relazioni, costruire ponti al di là di ciò che divide, ecco ciò di cui hanno bisogno le nostre società. Una società non può sopravvivere senza la fiducia tra le persone che la costituiscono. La fiducia consente un dialogo su ciò che divide. La fiducia può arrivare fino a rispettare e persino apprezzare le peculiarità dell’altro”.

In questo ‘cammino della fiducia’ anche la Chiesa è sollecitata a svolgere un ruolo importante: “Sì, la Chiesa è chiamata ad essere un luogo di amicizia, un’amicizia che sta crescendo sempre più. In questi giorni ci viene data un’immagine dell’universalità della Chiesa. E questo ci permette d’intuire che i cristiani possono promuovere la globalizzazione con un volto umano; è anche una responsabilità speciale per loro”.

La fiducia è la forza per cui ogni giovane può andare avanti nella vita, anche se è vulnerabile: “Anche la nostra fiducia in Dio è fragile. In una certa misura, tutti conosciamo il dubbio: dubitiamo dell’amore di Dio, alcuni ne dubitano persino l’esistenza. Perciò dove trovare la fonte della fiducia? Perché la fiducia nasca e rinasca in noi, abbiamo bisogno di qualcuno che si fidi di noi, qualcuno che ci accolga, che offra la sua ospitalità”.

Fidandosi di Gesù si scopre che la vita è bella: “Per i discepoli, Gesù non è solo il maestro che li istruisce. Li ha chiamati per stare con lui e li manda perché si fida di loro. Se anche noi potessimo vedere in Gesù colui che si fida completamente di noi”.

Quindi frère Alois ha assegnato un compito ai giovani: “Cerchiamo come le nostre comunità locali possono aprirsi di più. Andiamo verso chi è differente: i più poveri accanto a noi, gli immigrati, i cristiani di altre confessioni, i credenti di altre religioni, quelli che non possono credere. L’attenzione alla solidarietà umana è inseparabile dalla vita interiore.

Come credenti, vediamo come rinnovare la nostra preghiera, esercitiamoci ad essere attenti all’amore di Dio, nei nostri giorni e nelle nostre notti. Questo ci rende capaci di farci prossimo a chi è diverso”.

Infine ha indicato le date per il 2019 di questo ‘pellegrinaggio della fiducia sulla terra’:”Gli incontri a Taizé ne saranno delle tappe, si terranno ogni settimana dell’anno, con una settimana speciale dedicata ai giovani dai 18 ai 35 anni, dal 25 agosto al 1 settembre. Essa sarà preceduta da un fine settimana di amicizia tra giovani cristiani e musulmani, dal 22 al 25 agosto. Altrove nel mondo, diversi incontri segneranno il percorso del pellegrinaggio.

Un gruppo dal Libano e di altri paesi mediorientali è qui per invitarci a stare più vicini alla loro realtà e a offrirci ospitalità a casa loro. Dal 22 al 26 marzo, ci sarà un incontro di giovani a Beirut. Dopo l’estate andremo più a sud, in Africa. Abbiamo così tanto da imparare dall’ascolto di ciò che il Sudafrica ha attraversato negli ultimi decenni e al punto in cui è oggi. Il Sudafrica è molto lontano dall’Europa ma siete tutti invitati, dal 25 al 29 settembre, per un incontro di giovani all’estremità dell’Africa, a Città del Capo”.

Infine, augurando di non ‘dimenticare l’ospitalità’, frère Alois ha invitato i giovani a visitare, insieme alla Comunità, le città di santa Teresa, Avila e a Barcellona: “Questi sono per noi due luoghi di sorgente. Teresa d’Avila ci incoraggia nella nostra vita di comunità ad andare a un continuo inizio. E a Barcellona siamo stati più volte accolti così calorosamente. Forse alcuni di voi possono ancora modificare il loro viaggio di ritorno e unirsi a noi ad Avila o a Barcellona”.

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