Dai vescovi siciliani auguri scomodi per un Natale vero

‘Natale sarà vero solo nell’accoglienza’: questo è il cuore del messaggio della Conferenza Episcopale Siciliana, pubblicato lo scorso 21 dicembre, della solennità della Nascita di Cristo, incupita dalle recenti scelte del Governo. Pur senza entrare nell’ottica politica, i vescovi siciliani mettono in luce i gravi effetti del decreto Sicurezza, varato come freno ai flussi migratori, ma lesivo dei diritti della persona.

Fin dall’inizio del documento, si precisa che il magistero della Chiesa è contrario all’immigrazione selvaggia e incontrollata, anzi, esige che all’accoglienza si aggiunga la protezione e, soprattutto, l’integrazione di quanti fuggono dai loro Paesi d’origine e approdano sulle nostre coste in vista dell’Italia e dell’Europa.

Non si tratta di privilegiare gli extracomunitari e opprimere gli italiani, secondo la retorica politico-istituzionale, piuttosto, si chiede con forza di operare per il bene comune in una situazione di perdurante crisi economica. E’ scandaloso che, a 70 anni dalla promulgazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, sia portata avanti la negazione della dignità di donne, uomini e, cosa ancor più grave, di bambini!

E’ scandaloso che, pur difendendo giustamente i segni della nostra fede e della nostra tradizione, come il presepe, molti cristiani non ne traggano le conseguenze di cooperazione e carità! “La fede, se non ha le opere, è morta in se stessa!” (Gc 2,17): il presepe senza accoglienza è un vuoto simbolo o, peggio, uno strumento di divisione.

Ben vengano, dunque, le azioni a difesa dei simboli della cristianità contro il laicismo imperante, purché rendano visibile un substrato di autentico spirito evangelico, che si conforma a quel ‘Ero forestiero e mi avete ospitato’ (Mt 25,35). I Vescovi non restano sul piano dei principii astratti, forniscono indicazioni e mettono a disposizione le strutture ecclesiastiche, in primo luogo la Caritas e l’Ufficio Migrantes, per un’azione integrata, nell’ottica della sussidiarietà e della solidarietà.

E’ grave, però, che, insieme con il Decreto Sicurezza, che limita l’accesso alla protezione internazionale, mentre raddoppia i tempi di “detenzione” (considerate le precarie situazioni igienico-sanitarie) nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, sia portata avanti una vera e propria persecuzione fiscale contro gli enti assistenziali religiosi che sono stati in prima fila nella tutela della persona umana – italiana o straniera che fosse – con un netto risparmio per lo Stato.

L’augurio è per un Natale vero nei segni e nei fatti, sotto la protezione della Vergine Odigitria – colei che indica il cammino – affinché il nostro spirito possa aprirsi a un’“umanità intelligente e fraternità concreta e tenace”.

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