Il card. Parolin all’ospedale ‘Bambino Gesù’ per gli auguri di Natale

Nei giorni scorsi il segretario di Stato della Santa Sede, card. Pietro Parolin, si è recato all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per il tradizionale scambio di auguri per le festività natalizie, accolto dalla presidente, Mariella Enoc, dalla duchessa Maria Salviati e dal direttore generale, Ruggero Parrotto. Dopo la celebrazione eucaristica nella cappella affollata di familiari, dipendenti e volontari, il segretario di Stato si è recato a visitare i piccolissimi pazienti ricoverati nel reparto di chirurgia neonatale, accompagnato dal direttore del Dipartimento di neonatologia, prof. Pietro Bagolan.

Il card. Parolin si è soffermato a salutare una nuova coppia di gemelline siamesi provenienti da Bangui. La presidente Enoc, rivolgendo al cardinale un sentito grazie per la sua vicinanza, ha sottolineato che “il Bambino Gesù è un ospedale con grandi maestri, dove crescono e cresceranno nuovi professionisti appassionati. E questa è una promessa per il futuro”. Ha terminato il suo intervento con un annuncio: “Ci diamo appuntamento per il 19 marzo per i 150 anni del nostro Ospedale. Li celebreremo consapevoli e grati per il nostro passato, ma proiettati verso il futuro”.

Nell’omelia il card. Parolin ha ricordato l’incontro tra Maria ed Elisabetta, che “ci permette di entrare con umiltà e semplicità in questo mistero, per esserne profondamente coinvolti. Nella narrazione di San Luca questo episodio è il punto d’incontro della storia di San Giovanni Battista con quella di Gesù. Il primo è il ‘precursore’ che prepara il popolo alla venuta del Messia; il secondo è l’Inviato di Dio, colui che ‘è più forte’ del profeta stesso, che battezzerà ‘in Spirito Santo e fuoco’, il Salvatore dell’umanità”.

Il segretario di stato vaticano ha sottolineato la premura della Madonna nella visita alla cugina: “Dopo l’annuncio ricevuto dall’Arcangelo Gabriele, Maria ha ‘fretta’ di incontrare Elisabetta, pur mancando ancora tre mesi alla nascita del Battista. La premura della Santa Vergine non è quindi dovuta a ragioni contingenti, ma ci svela quello che ella sta vivendo in quel particolare momento.

Nel suo animo infatti si sovrappongono e si intrecciano sentimenti diversi, come l’emozione del sacro timore per la straordinarietà dell’evento in cui è stata coinvolta, la gioia per il realizzarsi delle promesse messianiche e la fede con cui si è abbandonata alla volontà di Dio”.

E Maria continua anche ‘oggi’ a visitare il ‘popolo’: “Anche oggi Maria viene a noi per portarci il Salvatore. E lo stupore di Santa Elisabetta diventa il nostro stupore: ‘A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?’. Allo stesso modo Maria ci accompagna fino alla grotta di Betlemme dove, con nostra meraviglia, ci metterà in braccio Gesù, il Figlio di Dio.

Ecco come e dove si conclude il nostro cammino di Avvento. Ecco cosa significa ‘prepararsi al Natale’: essere pronti ad accogliere il Salvatore tra le nostre braccia, conquistati a tanto amore dal cuore materno e immacolato di Maria. Lasciamoci prendere per mano dall’umile ‘serva del Signore’. Lei ci condurrà con certezza da Colui che è il nostro Salvatore”.

Al termine ha rivolto un saluto ai dipendenti, ricordando il prossimo anniversario dell’ospedale: “Sono lieto, pertanto, che l’Ospedale si sforzi di aprirsi verso le periferie, in sintonia con l’invito di Papa Francesco ad essere Ospedale dei figli del mondo. Con questo Natale ci avviciniamo a una tappa importante del vostro percorso: i 150 anni di fondazione dell’Ospedale pediatrico più antico d’Italia.

E’ un passaggio particolarmente significativo, che deve aiutarci a fare grata memoria del passato, a vivere con intensità il presente e a entrare con coraggio e speranza nel futuro. La memoria, infatti, è il bagaglio che serve alle persone, per andare oltre loro stesse verso orizzonti nuovi.

La memoria, coniugata con il discernimento, dona la consapevolezza che esistono sì sfide, ostacoli, difficoltà e perfino drammi, che tante volte sembrano superiori alle nostre umili forze, ma che se il Signore è con noi avremo nulla da temere. E il Signore è con noi, è l’Emmanuele. Con il profeta Isaia ripetiamo: “Consólati, consólati, popolo mio: presto verrà il tuo Salvatore”.

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