Card. Parolin: San Nicola di Bari ed il cammino del dialogo

“Sono trascorsi 50 anni da quando il mio Predecessore San Paolo VI, elevò la Basilica di San Nicola di Bari a Basilica Pontificia, attribuendo l’ufficio di Delegato Pontificio all’Arcivescovo pro tempore di Bari. Questa importante ricorrenza è motivo di gioia per l’Arcidiocesi, per la città e la Regione Puglia, per l’Ordine dei Predicatori che custodisce il sacro tempio, come pure per l’intera cattolicità poiché questo luogo di fede, di preghiera, di incontro e di dialogo ha favorito il movimento ecumenico”: così ha scritto al vescovo della città, mons. Francesco Cacucci, papa Francesco alcune settimane fa in occasione della ricorrenza.

Nella lettera il papa aveva sottolineato la vocazione della basilica nel cammino ecumenico: “Ciò è stato facilitato dalla sincera devozione al Santo Vescovo di Myra dei fedeli d’Oriente e d’Occidente. Il mio pensiero va a tutti coloro che in qualsiasi modo hanno cooperato all’attività liturgica, pastorale, culturale e soprattutto ecumenica, i cui frutti ho potuto constatare personalmente nella mia recente visita in occasione dell’incontro di preghiera e di riflessione con i Capi delle Chiese presenti in Medio Oriente… La preghiera ha una straordinaria forza evangelizzante ed è necessaria per il raggiungimento della piena comunione tra i cristiani”.

Riprendendo il messaggio papale nella solennità del santo il segretario di stato Vaticano, card. Pietro Parolin, ha sottolineato il suo esempio ‘ecumenico’: “Nel fare memoria del Vescovo di Myra – in cui si incontra il grande amore per la retta fede unito a quello per l’armonia nella Chiesa e il vero spirito dell’ecumenismo, cioè l’amore per la verità e l’amore per chi la pensa diversamente in materia di fede – vorremmo essere capaci di trasmettere qualcosa dello splendore che viene dal Vangelo e che conferisce dignità a ogni uomo, che risana ogni cuore ferito e dà speranza in ogni situazione, anche la più difficile.

Riconoscere oggi san Nicola come Patrono, significa riconoscere con apprezzamento e gratitudine la fondamentale continuità della nostra comunità attraverso i secoli. Nel corso dei secoli si sono susseguiti molti avvenimenti, e molti sono stati i cambiamenti, eppure ci sentiamo figli ed eredi di coloro che ci hanno preceduto. In san Nicola vogliamo professare il valore della tradizione autentica, in cui ritrovare la radice della nostra cultura e della nostra umanità”.

Il segretario di stato vaticano ha sottolineato i doni spirituali che la Parola di Dio offre ai cristiani, riprendendo un brano della vita di san Nicola scritto sa sant’Andrea di Creta: “Così la figura di San Nicola ha un grande ruolo nelle relazioni ecumeniche perché è il Santo più venerato nell’Ortodossia, e specialmente nel mondo slavo. Egli ci ricorda che un vero cammino di dialogo tra le Chiese passa sempre attraverso l’umiltà di cercare il bene e l’interesse dell’altro”.

In particolare, il card. Parolin evidenzia che il Signore domanda di percorrere ‘il cammino dell’obbedienza’: “E’ proprio questo il cammino che il Signore ci domanda di percorrere, quello dell’obbedienza. Spesso la vita ci pone davanti ad ostacoli e limiti e ci costringe a rinunciare ai sogni e ai progetti.

Il Vangelo ci ricorda che è proprio in quell’occasione – in cui ‘un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi’ – che la sequela diventa segno trasparente e dimostrazione di un amore distaccato e purificato, che si fa dono generoso e lieto. E’ quello che vediamo nei santi e in particolare oggi in san Nicola, la cui vita, fin dalla prima giovinezza, fu improntata all’obbedienza.

Anche in lui si realizzò la Parola del Signore detta a Pietro, perché sotto l’imperatore Diocleziano venne esiliato e imprigionato: ‘Un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi’. Cari fratelli e sorelle, chiediamo al santo Patrono di vivere nella sequela umile, nel servizio disinteressato e nella logica del dono, per ricevere da Dio il premio che nessuno potrà toglierci”.

Ed ha concluso l’omelia recitando una delle preghiere più note con cui lo invoca la liturgia orientale: “Regola di fede, icona di mitezza, maestro di temperanza, la testimonianza della tua vita ti ha manifestato al tuo gregge. Per questo, umiliandoti sei stato esaltato, e, facendoti povero, hai ottenuto ricchezza. O grande Pastore, Padre Nicola, intercedi per la salvezza delle nostre anime presso Cristo che è Dio”.

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