Papa Francesco all’associazione Rondine: i diritti ed i doveri accrescono la coscienza

In occasione del ventennale della fondazione dell’associazione ‘Rondine-Cittadella della Pace’ papa Francesco ha salutato i presenti all’udienza: “Saluto il Presidente, Signor Franco Vaccari, e lo ringrazio per la sua introduzione. Saluto il card. Gualtiero Bassetti, che fin dagli inizi ha sostenuto questa realtà sentendo in essa il ‘profumo’ del venerabile Giorgio La Pira, e l’arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Riccardo Fontana.

In modo speciale saluto voi giovani, che venite da Paesi teatro di conflitti degenerati in varie forme di violenza e di guerra, e che vivete a Rondine l’esperienza dello Studentato Internazionale. E voi, ragazzi di tutte le regioni italiane, con i vostri docenti del Quarto Anno Liceale. E anche voi, ex studenti, soci, sostenitori e amici. Benvenuti!”.

Durante l’incontro il papa ha ricordato l’impegno educativo dell’associazione: “Il vostro impegno educativo è ospitare giovani che, in varie parti del mondo, vivono bloccati in culture avvelenate dal dolore e dall’odio e offrire loro una sfida audace: verificare di persona se l’altro, colui o colei che sta al di là di un confine chiuso, di reticolati o muri invalicabili, sia davvero quello che tutti affermano: un nemico.

In questi vent’anni avete messo a punto un metodo capace di trasformare i conflitti, facendo uscire i giovani da questo inganno e riconsegnandoli ai loro popoli per un pieno sviluppo spirituale, morale, culturale e civile: giovani generosi che, incolpevoli, sono nati col peso dei fallimenti delle precedenti generazioni”.

Poi ha ricordato due nomi molto importanti del monachesimo italiano, dal quale l’Associazione ha mutuato il proprio ‘modus vivendi’: “Quest’opera l’avete fondata su due grandi radici spirituali della vostra terra: san Francesco di Assisi, stimmatizzato a La Verna, e san Romualdo, fondatore di Camaldoli. Avete scelto bene! Anch’io quando ho scelto il nome di Francesco pensavo ai poveri e alla pace.

La povertà, in senso negativo, e la guerra sono collegate in un circolo vizioso che uccide le persone, alimenta sofferenze indicibili e sparge un odio che non si ferma. Scegliendo di dedicarvi ai giovani, voi vi impegnate anche a combattere la povertà e costruire la pace, come opera di giustizia e di amore. Un’azione che alimenta la speranza e pone la fiducia nell’uomo, soprattutto nei giovani”.

Ed il collegamento con un altro personaggio toscano, Giorgio La Pira, è evidente: “La Pira scriveva che La Verna è «il trampolino di lancio per le imprese di pace». Su quel monte è custodito un mistero di dolore e di amore trasfigurante e voi, che avete elaborato il Metodo Rondine per la trasformazione creativa dei conflitti, lassù ricevete continua ispirazione per progredire a servizio del bene comune. E così avete il privilegio di cogliere dei germogli di una fioritura di pace per tutta l’umanità”.

Eppoi ha ricordato l’appello alla pace che l’associazione presenta all’Onu il 10 dicembre, in cui sottolinea che il dialogo è sempre possibile, dando pieno appoggio: “Ho ascoltato l’Appello che avete scritto e che presenterete il prossimo 10 dicembre all’ONU, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Ascoltare una giovane palestinese e un giovane israeliano che insieme chiedono ai governi del mondo di fare un passo che possa riaprire il futuro, trasferendo il costo di un’arma dal bilancio della difesa al bilancio dell’educazione per formare un leader di pace, è una cosa rara e luminosa! Come si potrebbe non essere d’accordo? Ma noi adulti non possiamo cavarcela con un ‘bravi ragazzi!’. Sento di dovervi dare tutto il mio appoggio, la mia simpatia, la mia benedizione”.

A tale proposito ha ricordato il prossimo messaggio per la pace: “Nel Messaggio per la prossima Giornata Mondiale della Pace, il 1° gennaio 2019, che ha per tema ‘La buona politica è al servizio della pace’, ribadisco che la responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare.

Questa missione consiste nel salvaguardare il diritto e nell’incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture. Ascoltandovi aggiungo: tra le parti in conflitto. Perché solo nel dialogo si crea la fiducia”.

Infine congratulandosi per l’approfondimento sull’esortazione ‘Laudato sì’ ha esorato i giovani a non perdere mai lo stupore e l’umiltà: “E’ buona cosa che col vostro metodo vogliate raggiungere contemporaneamente i cittadini e i leader politici, i rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali. La pace infatti è responsabilità di ciascuno.

Per questo, insieme al Cardinale Segretario di Stato, avete incontrato il Corpo Diplomatico presso la Santa Sede. Con gli sforzi di tutti dobbiamo togliere definitivamente la guerra dal pianeta e dalla storia dell’umanità… Avete superato le barriere più dure, quelle interne a ciascuno di voi, dissolvendo l’inganno del nemico, e vi siete stupiti di voi stessi quando avete riaperto i confini bloccati dalle guerre.

Per favore non perdete mai lo stupore e l’umiltà. Custodite, cari giovani di Rondine, la fiducia che avete maturato tra voi e trasformatela in un compito generoso di servizio al bene comune”.

Il richiamo non è stato casuale; infatti nello scorso fine settimana l’associazione aveva incontrato il corpo diplomatico dello stato vaticano ed il segretario di stato vaticano, card. Pietro Parolin, che aveva detto:

“L’impegno della Santa Sede è quello di promuovere il più ampio confronto possibile con tutti i soggetti e le istituzioni che si adoperano per tutelare i diritti dell’uomo e promuovere il bene comune e lo sviluppo sociale per questo oggi esprimo il sostegno a Rondine e al suo impegno ventennale per la costruzione di una società pacifica a partire dalla formazione dei giovani, perché possano divenire quella nuova classe dirigente di cui c’è urgente bisogno, capace di dialogare e trovare soluzioni alle conflittualità sempre più diffuse e differenti, mettendo al centro il bene comune e il rispetto dei diritti di tutti, a partire dai più deboli”.

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