Mons. Leuzzi invita i giovani a seguire Gesù

‘Seguiamo Gesù, per essere protagonisti nella storia, per essere qualcuno e non qualcosa’; è l’invito che mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo-Atri ha rivolto ai giovani della sua diocesi, ad un anno dalla sua nomina a vescovo, con una lettera aperta, incentrata sulla sfida della vocazione:

“Noi siamo sottoposti a tante chiamate specialmente con la grande opportunità dei telefonini e facciamo fatica a capire quale sia la telefonata più importante e decisiva per la nostra vita. E’ la grande sfida per tutti noi: conoscere chi mi chiama e cosa mi propone. Prima di rispondere, però, bisogna verificare chi è il soggetto che mi interpella, se davvero esiste. Oggi viviamo in un mondo in cui la chiamata può essere virtuale, ossia può provenire da una realtà ignota e che, talvolta, non esiste”.

Il vescovo ha chiesto ai giovani se la Croce ha un senso per loro: “La Croce non è il segno della consolazione, ma della scoperta della mia grandezza. La Croce viene incontro a te, nella tua Parrocchia, per dirti che sei grande! E sei grande non perché sei giovane, come tanti t’illudono, ma perché sei conosciuto da Colui che è salito sulla Croce. Essere conosciuti dal Crocifisso non è una semplice condivisione della tua sofferenza, ma il fondamento della tua grandezza. Sei grande perché sei conosciuto da Lui, dal Crocifisso!

Noi tutti vogliamo essere conosciuti, famosi, illustri. Ma solo la sua conoscenza ci fa grandi! Non fidarti di quanti ti promettono successo e notorietà. Sarai famoso solo se scoprirai di essere conosciuto dal Crocifisso, perché sulla Croce Gesù ti ha amato in modo incondizionato: ti ama perché ti ama. Nessun amore è simile a quello che si è manifestato sulla Croce. A ciascuno di noi la scelta: vuoi essere amato per qualcosa o per quello che sei?”

Quindi il vescovo ha invitato i giovani a non ‘fermarsi alla superficie’ ed a sperimentare l’amore di Cristo: “Tutti siamo portati a scegliere la prima proposta, perché noi pensiamo che non possa esistere un amore senza ricevere un contraccambio. Lo scandalo della Croce è tutto qui: Gesù è il fondamento dell’amore senza utilità. Lui ti ama così come sei! Ma, se Gesù è Dio, perché non mi chiede di firmare la mia accettazione?”

Mons. Leuzzi ha ricordato che c’è poi una seconda sfida: “Capire cosa mi propone colui che mi chiama. Nei momenti difficili della vita può capitare di accogliere qualsiasi proposta perché siamo nel bisogno e cerchiamo qualcuno o qualcosa che ci dia speranza. Sono i momenti più impegnativi della vita. Se scegliamo proposte non adeguate, rischiamo di non avere il coraggio di respingerle una volta che ci siamo accorti che si trattava di una proposta sbagliata”.

Infine mons. Leuzzi ha proposto ai giovani della sua diocesi di ‘ascoltare la chiamata di quel Gesù’ come è successo a san Gabriele dell’Addolorata, che è stato tentato di fuggire dall’amore del Crocifisso, ma alla fine si è arreso! Cari giovani, vi auguro di arrendervi di fronte all’amore che ci rivela la Croce! E’ la resa che può cambiare la tua vita e quella del mondo.

Non correre più inutilmente, inseguendo questo o quel messaggio, questa o quell’app! Molte volte dietro questi messaggi e queste app ci sono interessi che tu nemmeno immagini. Tu vali molto più! Sei grande perché sei amato dal Crocifisso! E’ l’amore che ti ricorda e ti accompagna perché tu sia sempre qualcuno e non qualcosa”.

Ed ha invitato i giovani a sperimentare la strada che la Chiesa annuncia e che è quella ‘percorsa’ da Gesù: “Cari giovani, oggi, cambiare rotta può risultare molto più difficile: una volta scelta una strada sbagliata il cammino può essere di non ritorno! Io desidero proporvi di ascoltare la chiamata di quel Gesù che camminava lungo le vie della Palestina: oggi, gli apostoli dicono nuovamente a te ‘Coraggio! Alzati, ti chiama’.

Lui merita la nostra fiducia, perché non è un famoso animatore religioso o politico, ma il Figlio di Dio che oggi desidera invitarti a camminare con Lui. Per andare dove? Per essere protagonista nella storia, essere qualcuno e non qualcosa. E ciò è possibile perché ci aiuta a vedere!..

Sono tante oggi le vie attraverso cui, nel nome della razionalità, della sincerità, dell’autenticità e, spesso, anche della stessa generosità’– si nascondono proposte fantasiose, lontane dalla realtà. Affascinanti, ma astratte! Si forma in noi un mondo che assume il volto fantasioso di ciò che pensiamo. Se incontri Gesù, tutto cambia! Nessuna fantasia, nessuna utopia, ma la gioia di camminare con fiducia, creatività e serenità con Colui che ci apre la strada aiutandoci a conoscere che cosa c’è realmente dietro tutto ciò che percepiamo con i sensi. Non camminerai più nel buio!”

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