A Pisa la 68ª Giornata Nazionale del Ringraziamento

Domenica 11 novembre la diocesi di Pisa ospita la 68ª Giornata Nazionale del Ringraziamento dal titolo ‘… secondo la propria specie …: per la diversità, contro la disuguaglianza’: “Nel contesto della globalizzazione commerciale la varietà delle specie è stata pesantemente ridotta con la coltivazione su grandi estensioni di poche varietà colturali che meglio soddisfacevano le esigenze di una produzione alimentare industriale di massa; in particolare nei cereali. Si è progressivamente cercato di privatizzare la biodiversità agricola tramandataci dalla tradizione contadina”.

Il messaggio dei vescovi riprende le linee programmatiche dell’esortazione apostolica ‘Laudato sì’, in cui si sottolinea che la ‘varietà della vita è un dono prezioso’ e la biodiversità agricola è un bene: “Nel contesto della globalizzazione commerciale la varietà delle specie è stata pesantemente ridotta con la coltivazione su grandi estensioni di poche varietà colturali che meglio soddisfacevano le esigenze di una produzione alimentare industriale di massa; in particolare nei cereali. Si è progressivamente cercato di privatizzare la biodiversità agricola tramandataci dalla tradizione contadina”.

Ricordando il dato della Fao, secondo cui ‘nel 20° secolo nell’indifferenza generale è stato perso il 75% della biodiversità delle colture’, i vescovi incoraggiano a “riscoprire lo stupore della Scrittura quando parla della diversità e varietà del creato, immagine tangibile della generosità del Padre Nostro.

La biodiversità non può essere sottomessa all’interesse prevalente di pochi, ma non può neanche essere limitata ad un pacchetto di risorse a nostra disposizione, perché nella bontà di quella vita plurale che Dio stesso benedice c’è il codice, l’impronta della generatività del Suo amore. Una delle ricchezze del nostro Paese è la grande varietà di prodotti della terra, cui corrisponde un cibo di qualità (il 2018 è l’Anno del cibo italiano)”.

Ed i vescovi elogiano l’Italia agricola, che si è impegnata “per la rigenerazione di un’agricoltura che vuole declinarsi in forme creative, valorizzando la ricca varietà di specie vegetali presenti e contribuendo così alla cura del creato nella sua diversità”.

Nel messaggio i vescovi sottolineano il modello dell’agricoltura italiana contro la disuguaglianza: “L’associazionismo, la compartecipazione e la condivisione che caratterizzano il modello agricolo italiano, costituiscono gli agganci necessari per rendere salda e robusta la persona, la famiglia, la comunità che vive e opera in armonia nel contesto di un’economia di mercato inclusiva che valorizza e promuove le distintività locali.

Un sistema economico capace di rinsaldare il legame degli agricoltori con il territorio e di restituire fiducia al consumatore nella ricerca di maggiore tracciabilità e sicurezza degli alimenti e nella domanda di conoscenza del cibo, della sua provenienza e delle sue tradizioni, è anche capace di vivere e contemplare la biodiversità come ricchezza naturale e genetica su cui investire al fine di garantire forme differenziate di accesso al mercato”.

Ed ecco che nell’ottica di un’economia civile l’agricoltura riveste un posto rilevante, perché si prende cura del creato: “L’agricoltura oggi più che mai è percepita come un bene collettivo, un mezzo di coesione sociale, dove l’accoglienza, l’ospitalità e la solidarietà sono punti di forza per l’abbattimento delle disuguaglianze di ogni genere. In questo contesto l’offerta multifunzionale dell’impresa agricola assume un ruolo strategico per le molteplici possibilità occupazionali che offre alle persone….

Ecco, allora, l’impegno costante a ‘programmare un’agricoltura sostenibile e diversificata’ capace di conciliare, nella sua dimensione morale, il pieno rispetto della persona umana con l’attenzione per il mondo naturale, avendo cura ‘della natura di ciascun essere e della sua mutua connessione in un sistema ordinato’ ma non uniforme, perché l’uniformità rende la natura fragile, rigida, poco adattativa e poco incline alla sopravvivenza”.

Un dato dimostra quanto sia importante considerare l’agricoltura come ‘bene collettivo’: secondo i dati del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in Italia sono oltre 1000 le esperienze di agricoltura sociale con oltre 390 cooperative sociali che danno lavoro a 4000 occupati e sviluppano più di € 200.000.000 di fatturato. Le attività di agricoltura sociale sono rivolte nel 50% dei casi circa a persone con disabilità, cui seguono disoccupati con disagio, minori e studenti in alternanza scuola-lavoro.

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