Nicaragua: scontro nella Chiesa intorno a mons. Baez

In Nicaragua, una comunità cattolica pro governativa ha consegnato al nunzio apostolico a Managua una lettera aperta da recapitare a papa Francesco. Nella missiva, si chiede la rimozione di mons. Silvio Baez, vescovo ausiliare della capitale, accusandolo di ‘golpismo perverso’ a causa della sua denuncia delle violazioni dei diritti umani.

“Mons. Baez deve smetterla di impegnarsi a favore di un golpismo perverso, che pretende di imporre al nostro popolo la volontà di minoranze di ricchi imprenditori, alleati con abortisti, femministe, narcotrafficanti e delinquenti, come lui stesso lo ha ammesso”, recita il testo consegnato dalla Comunità San Paolo Apostolo al diplomatico vaticano.

Tra le battaglie portate avanti da mons. Baez c’è quella della mediazione della Chiesa cattolica fra il governo e la società civile nicaraguense, dopo che le proteste studentesche iniziate nello scorso aprile hanno scatenato una ondata di repressione che ha lasciato un bilancio di oltre 300 morti.

Da qui, la risposta del Governo di Daniel Ortega, che di fatto ha sospeso le conversazioni, accusando la Chiesa di non essere imparziale. Il coordinamento delle Comunità Ecclesiali di Base dell’arcidiocesi di Managua ha respinto la richiesta della Comunità san Paolo Apostolo, sottolineando che quest’ultima non forma parte della rete ufficiale di comunità cattoliche e la sua presa di posizione riflette ‘la campagna di maldicenze e diffamazioni promossa dal governo contro mons. Baez”.

Una situazione delicata, che necessita di maggiore attenzione per possibili focolai che potrebbero innescarsi. Non è la prima volta che la Comunità San Paolo Apostolo interviene per giustificare la posizione del Governo, secondo il quale le proteste di piazza fanno parte di un piano golpista contro Ortega.

E’ del luglio scorso, che il medesimo gruppo ha inviato una lettera aperta a Leonardo Boff, noto teologo brasiliano ed esponente della Teologia della Liberazione. Tra le righe, accese critiche per aver chiesto al governo di Managua di ‘smetterla di uccidere la sua gente’.

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