Carlo Carretto. Breve ritratto di un testimone ‘ingombrante’

Carlo Carretto nasce ad Alessandria il 2 aprile 1910, in una famiglia di contadini proveniente dalle Langhe. E’ il terzo di sei figli, di cui quattro si faranno religiosi. La famiglia si trasferisce presto a Torino, in un quartiere periferico, dove c’è un oratorio salesiano che avrà molta influenza sulla formazione di Carlo e su tutta la famiglia. A 18 anni inizia a insegnare come maestro di scuola elementare.

Milita nell’Azione Cattolica giovanile torinese, dove entra su invito di Luigi Gedda che ne è il presidente. Nel 1932 consegue la laurea in filosofia e pedagogia, ma continua a insegnare come maestro elementare, prima a Sommaria del Bosco poi a Torino. Nel 1940 vince il concorso per direttore didattico e viene assegnato come tale a Bono, in Sardegna. Dopo poco tempo è dispensato dal suo incarico per contrasti con il regime fascista.

Riceve da Roma l’incarico di reggere le fila dell’Azione Cattolica nel Nord Italia. Non avendo aderito al regime, è radiato dall’albo dei direttori didattici e tenuto sotto sorveglianza. Nel 1945, dopo la caduta del fascismo e la fine della guerra, è chiamato a Roma da Pio XII e da Luigi Gedda per organizzare l’Associazione Nazionale Maestri Cattolici.

Nel 1946 diventa presidente della Gioventù Italiana di Azione cattolica (Giac). L’anno dopo organizza una grande manifestazione di giovani a Roma: è la famosa adunata dei 300.000 ‘baschi verdi’. Nel 1952 esplodono i contrasti che covano da tempo, in campo cattolico, riguardo ai rapporti con la politica. La posizione di Carretto e del suo gruppo va divaricandosi sempre più da quella di Gedda e, dalle pagine dei loro giornali, invitano gli iscritti a una scelta più religiosa, basata su un’idea di Chiesa che rilanci il primato della fede evangelica sul cattolicesimo di facciata.

Il 1952 è l’anno delle elezioni amministrative di Roma e del pasticcio, nato dalla volontà di Gedda e di alcuni vescovi, di sostenere una lista civica comprendente anche forze di destra. ‘Operazione Sturzo’: cosi è chiamata questa scelta ambigua che alla fine non ha successo e porta alle dimissioni di Carlo Carretto.

Inizia un periodo di laboriosa e sofferta ricerca che sfocia nella decisione di entrare tra i Piccoli Fratelli di Gesù. L’8 dicembre 1954 parte per l’Algeria, per il noviziato di El Abiodh, vicino a Orano. Per dieci anni conduce una vita eremitica nel Sahara, dove fa una profonda esperienza di vita interiore e di preghiera, nel silenzio e nel lavoro.

Scrive ‘Lettere dal deserto’, un vero best seller. Dopo il ritorno in Europa, nel 1965 Carlo si stabilisce a Spello, in Umbria, per iniziare una nuova fraternità di preghiera e di accoglienza. Carretto sarà per oltre 20 anni l’instancabile animatore di questo centro, noto in Italia e all’estero. Durante questi anni continua la sua attività di scrittore. Tra i suoi libri va ricordato ‘Famiglia piccola chiesa’ (1949) che suscita contrasti nel mondo cattolico.

Muore il 4 ottobre 1988, festa di san Francesco di Assisi del quale è stato appassionato biografo.

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