Papa al Foro Italico: ‘Uomini d’amore, non uomini d’onore’

A venticinque anni dal martirio del Beato Pino Puglisi, il Santo Padre visita la città di Palermo: nell’affollatissimo Foro Italico, tutti aspettano le parole di speranza e incoraggiamento. In quest’attesa si mescolano i sentimenti di rinascita e di giustizia che, seminati con la testimonianza di tanti siciliani, ora danno i frutti.

La liturgia, nella memoria del beato, lascia trasparire le coordinate dell’intera esistenza di 3P: l’amore al prossimo come riflesso dell’amore per Dio e il dono di sé nel segno del chicco di grano sono la sintesi dell’azione di questo umile sacerdote, all’apparenza insignificante, ma nei fatti una solida roccia contro Cosa Nostra.

A partire da questi spunti, l’omelia del Papa si focalizza sulla vittoria cristiana: di fronte al paradigma dell’apparire e dell’avere, il cristianesimo propone la via della vera libertà. Anche quando sembra che il mondo giri attorno ai soldi e al potere e che tutto si riduca all’individualismo, i testimoni ricordano che è possibile, anzi, è necessario cambiare rotta.

Se “avere spinge sempre a volere” in una continua dipendenza, “chi ama, ritrova se stesso” e lascia attorno a sé la luce della gioia.
Proprio nel momento del martirio, padre Pino ha consegnato l’estremo sorriso, quel sorriso che ha generato la sana inquietudine della conversione nell’assassino. Il sorriso di 3P era la luce gentile della forza di Dio, che “scava dentro e rischiara il cuore”.

Se “il diavolo entra dalle tasche”, dagli affari loschi, il Signore entra attraverso la gioia. Come ha ricordato il Papa, il mafioso non può dirsi cristiano, perché bestemmia con la vita il nome di Dio. L’appello risuona forte: “oggi abbiamo bisogno di uomini d’amore, non di uomini d’onore; di servizio, non di sopraffazione; di camminare insieme, non di rincorrere il potere”.

Ai mafiosi è richiesta la conversione del cuore: il rischio di perdere se stessi e mandare tutto in perdita è reale. Ma anche a coloro che si dicono cristiani è rivolto il monito del Papa: vivacchiare, trovare compromessi per la comodità significa essere conniventi; non compiere il male è un necessario presupposto, agire bene è la vocazione che ci caratterizza.

Rispondere alla chiamata divina vuol dire non aspettare che la società cambi, ma dare il proprio contributo, servendo il popolo.
Ecco l’unico populismo che può trovare cittadinanza nel Vangelo: non la costruzione di muri contro gli altri, ma il servizio del popolo senza clamore o contese.

L’ultima consegna di Papa Francesco ai siciliani è scegliere una vita bella, una vita di dono e di sorriso, sulle orme di Cristo, perché, come diceva padre Pino Puglisi, “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”.

89.31.72.207