La Santa Sede lavora per la tutela dei minori

Evitare che in futuro si ripeta ‘il dramma’ dell’abuso sessuale da parte di chierici e portare la voce delle vittime ai vertici della Chiesa sono stati i temi al centro della IX assemblea plenaria della Pontificia commissione per la tutela dei minori, svoltasi a Roma fino al 9 settembre.

I partecipanti all’assemblea hanno ascoltato alcune testimonianze di vittime e “hanno altresì riflettuto sui recenti avvenimenti nella Chiesa universale che hanno ferito così tanti, inclusi coloro i quali hanno sofferto abusi, le famiglie e le comunità dei fedeli: tali atti hanno privato molti bambini della loro infanzia.

Le domande che sono emerse negli ultimi mesi, non solo pongono l’attenzione sulla serietà della questione degli abusi, rappresentano anche l’opportunità per porre l’attenzione di tutti sugli strumenti di prevenzione al fine di rendere il futuro diverso dal nostro passato. Il nostro punto di partenza non è indagare i casi particolari ma prevenire per il futuro”.

Il presidente della Commissione vaticana, card. Sean Patrick O’Malley, intervistato da Radio Vaticana, ha sostenuto che “è cruciale portare la voce delle vittime ai vertici della Chiesa per far capire a tutti quanto sia importante per la Chiesa dare delle risposte in maniera rapida e corretta a ogni situazione di abuso in qualsiasi momento si manifesti.

In particolare, alla luce della situazione attuale, se la Chiesa si dimostra incapace di rispondere con tutto il cuore e di fare di questo tema una priorità, tutte le nostre altre attività di evangelizzazione, opere di carità e di educazione, ne risentiranno. Questa deve essere la priorità su cui ci dobbiamo concentrare ora”.

Il compito della commissione è quella di ‘promuovere best practices’, ossia le linee guida per la salvaguardia e la prevenzione, ma anche di realizzare “programmi di educazione e formazione per coloro che sono ai vertici della Chiesa, in modo tale che i nostri vescovi, i sacerdoti e i religiosi siano consapevoli della gravità della questione e abbiano gli strumenti per poter rispondere in modo tale da porre la tutela dei minori e la cura pastorale della vittima come priorità”, ha sottolineato il card. O’Malley.

E nei giorni precedenti all’assemblea plenaria, i 16 membri del team avevano incontrato circa 200 presuli neo-ordinati partecipando a due corsi organizzati uno dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, l’altro da quella per i Vescovi.

Nel giorno conclusivo, inoltre, il presidente della commissione aveva illustrato alcuni impegni presenti e futuri della Commissione, il cui lavoro spesso non è facile considerando “che ci sono molti continenti dove questo è un tema nuovo, di cui la gente non parla molto, talvolta, e in particolare, nelle terre di missione, dove la Chiesa ha davvero poche risorse”.

Infine il card. O’Malley ha segnalato che tra i nuovi progetti c’è quello di creare dei ‘Survivors Advisory Panels’ (Comitati consultivi dei sopravvissuti) in diversi continenti. Da ultimo la Pontificia Commissione per la Tutela dei minori lavorerà ‘attivamente’ con diversi stakeholder in occasione del 30° anniversario dalla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia ratificata da 196 Stati (inclusa la Santa Sede), in programma il 20 novembre 2019:

“La Commissione lavorerà attivamente con diversi stakeholder per cogliere questa opportunità di promuovere la consapevolezza sulla tutela dei minori”.

E nel comunicato finale la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori ha reso noto la pianificazione dei lavori nel prossimo biennio: “Nell’aprile 2019 “la commissione sponsorizzerà la Safeguarding Conference for Church Leaders in Central/Eastern Europe. Inoltre la commissione, ad Aparecida, in Brasile, offrirà insieme alla Conferenza Episcopale Brasiliana la Commissione una settimana di formazione sul tema della salvaguardia a Vescovi e formatori.

Per novembre 2019 i membri hanno ricevuto l’invito a tenere un incontro con il Consiglio Episcopale Latino Americano in Messico. Nel 2020, a Bogotá, in Colombia, la commissione co-sponsorizzerà il Congress on Protection of Minors destinato agli operatori della Chiesa e della società civile”.

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