La Chiesa di Milano vuole bene al papa

Sabato 8 settembre nel Duomo di Milano, mons. Mario Delpini ha presieduto il Pontificale nella Solennità della Natività della Beata Vergine Maria con il Rito di Ammissione dei Candidati al Diaconato e al Presbiterato, che segna, tradizionalmente, l’avvio dell’Anno Pastorale.

E’ un invito a non avere paura e a procedere su cammini di comunione e fraternità ‘per raccogliere le sfide del presente e rendere più abitabile la terra’, quello che, nelle parole dell’arcivescovo, si fa auspicio e compito per tutta la Chiesa ambrosiana.

Nell’omelia l’arcivescovo ha preso avvio dalla visita dell’angelo, in sogno, a Giuseppe, invitando i fedeli a non temere: “La Chiesa di Milano accoglie oggi l’annunciazione dell’angelo di Dio che si avvia un nuovo anno pastorale, che un anno di grazia è inaugurato perché continui il cammino verso il compimento delle promesse di Dio e l’angelo di Dio ripete anche a ciascuno di noi: non tirarti indietro, non temere.

Si rivolge a quelli che come Giuseppe sono laici, desiderosi di formare una famiglia secondo l’intenzione di Dio di dare un futuro alla terra, uomini e donne che si sentono circondati da uno scetticismo sul futuro, da una sorta di rassegnazione alla precarietà dei rapporti, da una inclinazione al sospetto che suggerisce di vivere di esperimenti, piuttosto che di impegni definitivi nelle relazioni affettive, nelle responsabilità genitoriali”.

Una Chiesa ambrosiana, quindi, volta a riprendere la strada con forza all’inizio di un nuovo Anno di grazia, è quella a cui si è rivolto l’arcivescovo: “Dio si rivolge a tutta la nostra comunità ecclesiale che avvia il nuovo anno pastorale e che deve affrontare non solo la dedizione ordinaria per l’annuncio del vangelo, i percorsi di comunione e la sollecitudine per i fratelli e le sorelle più bisognosi di attenzione e di soccorso, ma deve dare compimento a due eventi sinodali di grande importanza:

il ‘sinodo minore diocesano Chiesa dalle genti’ che ci impegna ad avviare percorsi per costruire la Chiesa di domani, Chiesa che tutti i cattolici devono sentire come la propria Chiesa da qualsiasi parte del mondo siano venuti a Milano e il Sinodo dei Vescovi su ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’ da cui trarremo spunto per una pastorale giovanile rinnovata.

Di fronte a queste sfide potremmo avvertire la complessità dei problemi e l’inadeguatezza delle nostre risorse. Anche per questo l’angelo che visita la nostra Chiesa e i nostri sogni invita: Non temete! Non tiratevi indietro! Non dubitate della presenza dello Spirito che illumina, sostiene, incoraggia”.

E la Parola di Dio si rivolge anche ai giovani, chiedendo loro di non avere paura: “Si rivolge a quelli che come questi giovani sono incamminati sulle strade della consacrazione al ministero, al servizio della Chiesa, alla preghiera. Talora avvertono di essere circondati da una ammirazione sproporzionata che li immagina come uomini eccezionali, come eroi inarrivabili e hanno forse l’impressione di essere dei temerari e degli ingenui.

Talora forse avvertono anche di essere circondati da una specie di incomprensione, se non proprio di disprezzo, come se fossero incamminati su una strada improbabile, una sorta di rimedio fantastico all’insostenibilità della vita ordinaria. E l’angelo di Dio rinnova anche a loro l’invito: ‘Non temete! Non tiratevi indietro: voi siete fatti per un amore che non è secondo la carne, ma secondo lo Spirito: se Cristo è in voi, lo Spirito è vita per la giustizia’”.

L’invito è rivolto anche ai consacrati: “Si rivolge a noi, ministri ordinati, diaconi, preti, vescovi che riprendiamo il nostro servizio ordinario alle nostre comunità. Alcuni di noi sono forse scoraggiati dalle fatiche che sembrano inconcludenti, dalle difficoltà dei rapporti, dentro il clero e dentro le comunità, che sembrano insanabili, dalla complessità delle procedure che sono paralizzanti, dal troppo lavoro, dalle troppe pretese”.

La parola dell’Angelo di Dio è rivolta anche al vescovo: “Si rivolge anche a me, chiamato a servire questa santa e gloriosa Chiesa di Dio, in questo tempo e in questo luogo. Avverto anch’io, con tutta sincerità, quanto sia inadeguato il mio pensiero, quanto siano limitate le mie forze, quanto siano maldestre alcune mie espressioni e decisioni.

Mi rendo conto che sarebbe necessario essere dappertutto, intervenire con tempestività, leggere in profondità le situazioni e le persone e come sia al contrario lento il procedere, timido l’intervento, superficiale la comprensione”.

Ed infine si è rivolta ai laici, invitandoli a vedere il seme che germoglia, secondo le parole di papa Paolo VI: “Si rivolge anche a tutti gli uomini e le donne di buona volontà che amano questa terra, questa Chiesa, questo nostro paese e lo vorrebbero vedere sereno, fiducioso nel suo futuro, degno della sua storia, coraggioso nel raccogliere le sfide del presente e lungimirante nell’impresa di rendere più abitabile la terra. Talora sono scoraggiati, impauriti, complessati, smarriti in un groviglio inestricabile di pensieri, problematiche, desideri, parole”.

Ed al termine della celebrazione mons. Delpini ha letto ai fedeli un decreto intitolato ‘La Chiesa di Milano vuole bene al Papa e non possiamo prescindere dal riferimento in lui’:

“Gli vogliamo bene perché lui ci vuole bene come ci ha dimostrato venendo a Milano poco più di un anno fa e invitandomi a partecipare come padre sinodale al Sinodo dei giovani. Segno che vuole ascoltare la Chiesa ambrosiana per la sua cura e discernimento rivolti ai giovani. Questo affetto si esprime ascoltando la sua voce e leggendo i suoi testi”.

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