I giovani amano i film ma non il cinema

Il futuro del cinema sono ancora una volta gli anziani, perché i giovani amano i film ma vanno poco nelle sale, secondo quanto è emerso dal Rapporto Cinema 2018 della Fondazione Ente dello Spettacolo. Ad indagare sul consumo di cinema dei millennials è stata l’equipe coordinata da Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica sociale, all’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinatore scientifico del Rapporto Giovani dell’ Istituto Giuseppe Toniolo.

Dal rapporto è emerso che per i giovani tra i 20 i 34 anni l’ ‘andare al cinema’ è un esperienza soprattutto ludica, nei multiplex ‘cattedrali del consumo’ dove è associata anche al mangiar fuori e alla ricerca di socialità, come ha commentato a Vatican News mons. Davide Milani, presidente della Fondazione dell’Ente dello Spettacolo:

“I giovani amano il cinema, il 90% vede almeno un film in settimana. Il problema è portarli in sala, fanno fatica ad entrare perché non sono educati alla sala, perché costa molto e perché i palinsesti delle sale sono più rigidi di quelli dei loro devices elettronici. Serve stringere un alleanza con il pubblico.

Bisogna smettere di pensare alla sala che deve aprire la saracinesca e deve vendere un prodotto, bisogna pensare ad una proposta culturale, precisa, intercettando i nuovi bisogni della gente, i nuovi tempi di fruizione ed essere parte di una proposta culturale molto più ampia. Così si riesce ad intercettare il nuovo pubblico”.

Infatti nel Rapporto 2018, realizzato con il sostegno della Direzione Generale Cinema Mibact e la collaborazione di Istituto Luce-Cinecittà, Università Cattolica di Milano e Istituto Toniolo, curato dalla prof.ssa Mariagrazia Fanchi, docente di Media Studies and Cultural History, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è emerso che dal 2001 al 2016 sono cresciuti dell’11,5% gli italiani tra i 65 e i 75 anni che vanno al cinema:

“Gli over 60 sono grandi consumatori di cinema; hanno una cultura piuttosto sedimentata e hanno ripreso, anche in tempi recenti, ad andare in sala, spinti prevalentemente dal desiderio di condivisione, ma anche da un’autentica passione per il cinema. E’ un dato del mercato statunitense ma anche di quelli europei”.

Nel rapporto il primo dato che colpisce è il significativo ‘delta’ che si osserva tra il notevole interesse che i Millennials hanno per i film e la frequenza delle sale cinematografiche che, pur non essendo affatto residuale, non appare congruente con la passione che i giovani manifestano nei confronti delle pellicole cinematografiche. 9 giovani su 10 affermano, infatti, di vedere almeno un film alla settimana; circa un giovane su due ne guarda, nello stesso arco di tempo, più di uno, mentre gli heavy viewers, cioè coloro che ne guardano uno al giorno sono più di un decimo del campione (12,6%).

Tuttavia una quota molto alta di giovani (81,4%) dichiara di recarsi in un cinema meno di una volta al mese. In ogni caso, circa un giovane su cinque (18,6%) vi si reca più di una volta al mese. Quando si tratta di ‘andare al cinema’ due Millennials su tre (66,3%) preferiscono il multiplex, più ‘anonimo’ ma ricco di servizi. Rispetto ai tempi sociali, la frequenza alle sale non si concentra nei week end ma si distribuisce in maniera analoga tra fine settimana (41,5%) e serate infrasettimanali (46,1%).

Infine, circa un quarto del campione (26%) afferma di intensificare la visione al cinema durante le ‘feste comandate’. Osservando le preferenze accordate ai generi, l’esperienza-cinema sembra essere per i Millennials soprattutto un’occasione di intrattenimento ed evasione. I generi che raccolgono i maggiori consensi sono, infatti, la commedia (21,5%), il thriller (17,5%) e il fantasy (14,5%).

Del resto, coerentemente con questo dato, secondo il 37% dei rispondenti, andare al cinema è un’occasione per vivere con altri un momento di intrattenimento, mentre per il 23,5% è soprattutto un’occasione di divertimento. I fattori di mancata visione cinematografica che i giovani indicano come deterrente sono ‘strutturali’ ed hanno anzitutto a che fare con il costo degli spettacoli, valutato come molto/abbastanza importante nel distogliere da questa forma di consumo dai due terzi del campione.

Il 22% sottolinea, invece, come deterrente la mancanza di un adeguato numero di sale sul territorio, e una percentuale identica la scomodità degli orari di programmazione. Anche la possibilità di vedere e scaricare film dalla rete è indicata dal 30% dei Millennials come fattore disincentivante. L’ultima parte del rapporto è dedicato all’opinione dei Millennials rispetto al futuro del cinema. Il 36% circa immagina che l’andare al cinema sarà sempre più un’esperienza di nicchia, che potrà avvalersi di un sistema di offerta centrato prevalentemente sulle piccole sale.

All’opposto, il 60% circa dei rispondenti ritiene che il sistema delle sale sarà monopolizzato da mega teatri che ospiteranno prevalentemente grandi produzioni di tipo spettacolare. Il 47% pensa che in futuro non ci saranno più sale, piccole o grandi che siano, perché i film verranno fruiti in contesti domestici iper-tecnologici, che offriranno esperienze di visione analoghe a quelle provate in sala. Infine, il 59% immagina che la visione di film si sposterà, sempre a danno delle sale, su device mobili come smartphone e tablet.

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