Storica pace tra Etiopia ed Eritrea

Lunedì 9 luglio Eritrea ed Etiopia hanno firmato una Dichiarazione congiunta di Pace e amicizia in cui si afferma che ‘lo stato di guerra esistente tra i due paesi è giunto al termine’, secondo quanto si è letto sull’account twitter del ministro dell’Informazione eritreo, Yemane Gebremeskel. La dichiarazione è stata firmata dal presidente eritreo Isaias Afewerki e dal premier etiope Abiy Ahmed, giunto ad Asmara per la prima visita tra i leader dei due Paesi del Corno d’Africa dopo 20 anni di ostilità seguiti alla guerra del 1998-2000.

L’accordo di pace è stato salutato positivamente mons. Luigi Bianco, nunzio apostolico in Etiopia ed Eritrea, in una lettera pubblicata sul settimanale diocesano ‘La Vita Casalese’ (Casale Monferrato): “Le comunità cristiane accompagnano con la preghiera questi positivi sviluppi delle relazioni tra i due Paesi e anche per le Chiese si aprono possibilità di collaborazione e di condivisione per il bene dei fedeli e il contributo al servizio della popolazione…

La comunità internazionale, dall’Unione Africana, che ha sede a Addis Abeba, all’Unione Europea ed all’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha manifestato compiacimento per il ristabilimento della pace tra i due Paesi vicini, che condividono tanti aspetti della loro storia, cultura e religione. Naturalmente la popolazione ha accolto le notizie di pace con gioia e speranza di un futuro migliore…

Di fronte a molte sfide, difficoltà e povertà si aprono promettenti prospettive di collaborazione per favorire lo sviluppo sociale ed economico. Sono stati ripristinati i collegamenti telefonici tra i due Paesi e tra pochi giorni riprenderanno i voli tra le due capitali Addis Abeba e Asmara”.

Ed alcune settimane precedenti un’alta delegazione eritrea, guidata dal ministro degli Esteri Osman Saleh, era arrivata nella capitale etiopica, Addis Abeba, per parlare della fine del decennale conflitto tra i due paesi. A dare il benvenuto c’era anche il card. Berhaneyesus Souraphiel, presidente dell’associazione delle Conferenze Episcopali Membri dell’Africa Orientale (AMECEA), oltre che Presidente della Conferenza Episcopale dell’Etiopia ed arcivescovo metropolita di Addis Abeba, che ha definito questo evento ‘un momento felice per le Chiese cattoliche in Etiopia ed Eritrea’ affermando che i fedeli di entrambi i paesi hanno pregato per la pace dall’inizio del conflitto.

Secondo il card. Berhaneyesus la Chiesa Cattolica ha fatto da ponte durante tutti gli anni di stallo attraverso l’Assemblea dei Vescovi dell’Etiopia e dell’Eritrea, riunita fino a poco tempo fa per discutere la vita della Chiesa in entrambi i paesi, fino a quando papa Francesco ha creato la Chiesa metropolitana ‘sui iuris’ eritrea.

Il conflitto tra l’Etiopia e l’Eritrea, cominciato nel 1998 per una disputa sulla definizione dei confini, si era formalmente concluso con la firma dell’accordo di pace di Algeri, il 12 dicembre del 2000, che sanciva l’istituzione di una commissione volta a stabilire definitivamente i confini dei due Paesi.

Tuttavia, le tensioni si erano ulteriormente aggravate nel marzo 2012, quando le forze militari etiopi avevano lanciato un assalto ad alcune postazioni in territorio eritreo, in risposta al presunto addestramento, da parte dell’Eritrea, di ‘gruppi sovversivi’ finalizzati ad effettuare attacchi in Etiopia.

Ed a Vatican News l’arcivescovo di Asmara, mons. Menghesteab Tesfamariam, nei giorni precedenti l’accordo a Roma, aveva manifestato gratitudine per la pace tra i due Stati del Corno d’Africa: “La Chiesa in Eritrea è una piccola Chiesa, fatta di quattro diocesi – o eparchie, come si chiamano nella tradizione orientale. Questa Chiesa continua a evangelizzare, a fare anche servizi sociali. Nelle scuole, nelle cliniche e quindi è una Chiesa impegnata, nonostante tutte le difficoltà che incontra, che cerca di fare la sua missione.

Abbiamo ancora vocazioni sacerdotali e religiose, quindi possiamo veramente fare il lavoro di evangelizzazione, il lavoro sociale per il nostro popolo, che ne ha bisogno, di educazione, di cure mediche, di promozione umana. Allo stesso tempo, in questi giorni, si parla della pace possibile, dopo 20 anni, tra le due nazioni vicine, Etiopia ed Eritrea. Siamo molto contenti che questo sia arrivato finalmente e preghiamo che coloro che sono impegnati nel dialogo sulla pace possano veramente prendere le decisioni con coraggio e con saggezza per il bene dei due popoli”.

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