“Frammenti di spazi parigini” firmati Tombolini alla Biblioteca del Ministero delle Politiche Agricole

La Biblioteca Storica del Ministero delle Politiche Agricole ospita regolarmente degli eventi come presentazioni di libri, concerti e mostre. Il 10 luglio  alle ore 15,00 è stata inaugurata una mostra fotografica su Parigi del fotografo Fabio Massimo Tombolini dal titolo “ Frammenti di spazi parigini” visitabile sino al 27 luglio dalle ore 9,00 alle ore 14,00 nei giorni lavorativi.

E’ importante sottolineare come una biblioteca di grande storicità decida di ospitare una mostra fotografica che ha sicuramente una natura più moderna ma basta fare riferimento ad un volume edito di recente dalla Fabrizio Serra editore dal titolo  “Viaggi tra i libri: le biblioteche italiane nella letteratura del Gran Tour”, di Fiammetta Sabba, docente presso il dipartimento di beni culturali dell’università di Bologna, che possiamo vedere le biblioteche da un altro punto di vista.

Questa autrice ha condotto una lunga ricerca finalizzata a mettere in luce come le biblioteche fossero state luoghi anche di visita e incluse dai viaggiatori del Gran Tour.  L’Italia, che è il Paese del Grand Tour, è oggetto di viaggi ed escursioni di natura certamente culturale e le biblioteche sono incluse negli itinerari dei visitatori come parte integrante del suo vissuto. Si arriva al punto di consegnare delle lettere di presentazione per poterle visitare.

Nel volume si racconta che Lady Miller, visitò per esempio la Vaticana, accompagnata da dei Ciceroni, la presenza di questi ultimi dimostra che era una pratica usuale includerla come meta di un viaggio. L’Ambrosiana disponeva di una Pinacoteca e quindi era ancor più visitata.

Questo processo della biblioteca come luogo di visita ha radici ancora più antiche: le biblioteche sono una componente essenziale del percorso culturale anche nei piccoli paesi. Esse vengono prima dei musei (che sono un concetto più moderno) e degli archivi. Molto spesso è nelle biblioteche che vengono depositati oggetti e documenti e oggi questo concetto integrato sta rinascendo.

A Roma per esempio la Casanatense, affitta i suoi spazi e la biblioteca Angelica organizza eventi. Non meravigliamoci di vedere quindi una mostra di fotografica in una biblioteca di rilevanza storica. Anzi ad evidenziare questo concetto integrato, possiamo dire che siamo già al 3° congresso nazionale di Musei Archivi e Biblioteche ovvero con l’acronimo MAB in cui ci si parla e ci si confronta tra professionisti della cultura. Quindi perché non aprirsi alla fotografia, in un periodo estivo come questo il fotografo Tombolini ci propone anche lui un tour in una città meravigliosa di indiscutibile fascino come Parigi.

L’artista è anche lui un esempio di integrazione oltre ad essere un fotografo teatrale, e nel suo curriculum sono molti i soggetti teatrali fotografati, ha anche una grande esperienza libraria, vanta 9 anni di lavoro presso l’Istituto della patologia del libro dove ha potuto consolidare la sua preparazione ottenuta frequentando l’Università Gregoriana e Diplomandosi in Conservazione dei Beni Culturali. E’ molto bravo anche a descrivere le sue esperienze culturali collaborando ad alcune riviste dove si possono regolarmente leggere i suoi articoli. Per essere coerente con i suoi molteplici interessi, ci propone una mostra sui dettagli di Parigi che ha intrinseca una intuizione felice: Parigi la città della grandezza, la città dei boulevard, la città imperiale che rinasce con Napoleone viene vista da Tombolini con occhi diversi. Il titolo della mostra è esplicativo: “Frammenti di spazi parigini”, quindi si parla di spazio, di grandezza ma si sceglie di passare dal frammento, quindi si parte dal dettaglio per arrivare alla grandezza di Parigi.

E’ una scelta inconsueta che ci porta a riflettere su come il particolare in una città come Parigi non siano mai stati lasciati al caso e sia sempre molto studiato. Chi non ricorda le belle insegne della metropolitana?! Sono elegantissime, degne di un  arredo urbano non casuale. In una foto di Tombolini se ne vede una, ma come ha illustrato il fotografo durante l’inaugurazione nel passato quelle insegne erano di un altro tipo.

E’ per questo che alla domanda perché fotografare Parigi, un soggetto quasi banale e scontato, tutti abbiamo una foto di quella città nei nostri archivi digitali e non, la risposta è quasi implicita perché Parigi è una città che cambia, Parigi è sempre in movimento, vi sono sempre dei nuovi interventi architettonici e il lavoro di Fabio che svolge dal 2006 al 2012 illustra anche dei soggetti che attualmente non ci sono più.

La fotografia è anche questo, una forma di documentazione di una realtà che può mutare nel tempo e che riesce a fermare il tempo anche solo per un attimo.

E’ per questo che il tecnicismo di Tombolini è rilevante, le sue foto, che dal frammento ti proiettano nello spazio grande di Parigi, ti aiutano a cogliere dei dettagli che forse trascureremo per osservare la grandezza di questa capitale.

Le foto che sono in mostra sono 60 e fanno venire la voglia di tornare a Parigi iniziandola a guardare con altri occhi, dalle foto di Tombolini impareremo a cercare il dettaglio e a scrutare il particolare: in questo modo saremo affascinati da questi scatti ospitati in questa cornice inusuale. Potremmo dire che anche in questo caso faremo un nuovo percorso e dalle fotografie ossia dal contenuto della mostra impareremo ad osservare anche il suo contenitore ossia questa Biblioteca storica e importante, dal frammento quindi allo spazio.

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