A Rimini il Meeting interroga la storia sulla felicità

‘Le forze che cambiano la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice’ è il titolo della XXXIX edizione, in svolgimento a Rimini dal 19 al 25 agosto, presentato all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, grazie all’accoglienza dell’ambasciatore Pietro Sebastiani: “Sono stato ben lieto di riprendere la consuetudine di ospitare a Palazzo Borromeo l’evento di presentazione del Meeting per l’amicizia fra i popoli. Il rapporto con il Meeting verte sulla sua capacità di dialogo e incontro a livello internazionale e sulla sottolineatura del suo contributo come ricchezza per la comunità nazionale e per i carismi dei movimenti scaturiti dal Concilio Vaticano II”.

E nel saluto alla stampa la presidente della Fondazione Meeting, Emilia Guarnieri, ha spiegato che il prossimo meeting “sarà una sorpresa anche per i visitatori più affezionati per una manifestazione che, per restare fedele alla sua natura di evento aperto al dialogo e all’incontro, si evolve e muta di anno in anno”.

Alla presentazione ha partecipato anche il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, che ha spiegato la sua presenza: “Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ormai da anni, esprime un vivo apprezzamento nei confronti del Meeting per l’amicizia fra i popoli che si tiene a Rimini.

La mia presenza qui oggi è segno concreto del sostegno del Miur a questa manifestazione: condividiamo gli obiettivi e lo spirito di confronto che la anima. La formazione è fondamentale per fornire ai giovani strumenti attraverso i quali gestire e governare le sfide che li attendono. Un’istruzione di qualità è determinante per favorire la crescita di persone protagoniste e libere che concorrano, attraverso il loro agire, a ‘muovere la storia’ nella direzione giusta”.

E’ intervenuto anche sua Beatitudine, card. Louis Raphaël I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, che ha raccontato la difficile situazione dei cristiani in Medio Oriente: “Prima della caduta del regime i cristiani in Siria erano 1.500.000, oggi sono circa 500.000. Nel 2014 120.000 cristiani sono stati cacciati dalle loro case da Mosul e dalla piana di Ninive. Sono rimasti circa tre anni nei campi. Oggi Mosul e la piana di Ninive sono state liberate e la Chiesa ha potuto restaurare le case e le scuole con l’aiuto delle agenzie e della carità di tante persone”.

Inoltre il card. Sako ha evidenziato che, anche se sulla sicurezza si registrano progressi, non vi sono ancora segni che consentano di sperare in un futuro migliore: “Questa è una grande sfida per i cristiani. La nostra preoccupazione come Chiesa è tenere questi cristiani sul posto e assicurare loro una vita libera e dignitosa. Le religioni devono svolgere un ruolo importante, ma soprattutto devo no svolgerlo i veri credenti, se vogliono dare una testimonianza forte e significativa al loro Creatore, Dio di tutti gli uomini e fonte di ogni misericordia. Coloro invece che invocano la vendetta devono tacere e convertirsi alla pace”.

Il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, ha invece parlato delle più recenti scoperte dell’astrofisica, soprattutto dei cosiddetti esopianeti che saranno al centro di uno spazio dedicato del Meeting: “La scienza ha determinato cambiamenti epocali e arricchito il senso della nostra presenza nell’Universo. Gli esopianeti, come la scoperta delle onde gravitazionali e tante altre scoperte ne sono la prova.

Ma se da una parte il pensiero scientifico è un linguaggio irrinunciabile e universale per l’indagine dell’uomo e sull’uomo, dall’altra la scienza ha sempre bisogno del dialogo e del confronto con altri linguaggi altrettanto universali per aprire nuovi orizzonti al nostro pensiero”.

La presentazione della prossima edizione è stata conclusa dalla sua presidente, Emilia Guarnieri, che ha spiegato l’esperienza dell’amicizia del Meeting: “In un mondo dominato da particolarismi e contrapposizioni, nella confusione e nella fatica a trovare punti di valore e di riferimento comuni, il Meeting lancia un suggerimento: ripartire da un uomo felice. Occorre ripartire da un uomo, da ogni uomo, per ristabilire legami, per ritrovare la fiducia. Legami, fiducia e speranza da una parte rispondono al cuore dell’uomo che è fatto per la positività e dall’altra all’evidenza di un mondo multiculturale che grida l’inevitabilità della convivenza”.

Ed ha concluso soffermandosi su due eventi che caratterizzano la prossima edizione: “Nei microcosmi, come la famiglia, così come nei grandi scenari della storia, «gli uomini sono stati disposti anche a enormi sacrifici, come le ricostruzioni dopo le guerre, la lotta alla malattia, la fatica del lavoro a condizione che fosse evidente il significato.

Nella figura di Giobbe, al centro di una grande mostra del Meeting 2018, ciò emerge come domanda di senso di fronte al dolore. Anche lo spettacolo inaugurale, ispirato a ‘La Scarpetta di raso’ di Paul Claudel, con un grande allestimento in esterno, metterà in evidenza fin dalla prima sera il grande protagonista della storia che è il desiderio di felicità”.

Il titolo dell’edizione è tratto dal ‘Prologo della Regola’ di san Benedetto, e segna proprio l’inizio di tutto quell’impressionante cammino di umanizzazione e civilizzazione del mondo che è stato capace di costruire l’Europa, di fronte alla decadenza della grande tradizione greco-romana e alla violenza barbarica.

Il Meeting, approfondendo il metodo con cui è nato e si è sviluppato in quasi 40 anni, proporrà soprattutto l’incontro con testimoni del mondo economico, politico, sociale, scientifico, artistico e storico, approfondendo gli ambiti della quotidianità di tutti, dalla salute al lavoro, dalla mobilità all’innovazione. Mettendo a tema vicende umane che, a volte in sordina e apparentemente con poco rilievo, pongono semi di novità destinati a fiorire, a creare nuovi orizzonti di conoscenza.

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