A Prato un convegno ecumenico sulla spiritualità ecologica

‘Tutto è in relazione’, ‘tutto è collegato’, ‘tutto è connesso’: questo è il ritornello che attraversa l’enciclica ‘Laudato sì’, sulla cura della casa comune. La prospettiva focale su cui si regge l’enciclica è quella della ‘ecologia integrale’, espressione che dà il titolo al cap. IV e che ricorre altre nove volte nel testo. Come papa Francesco spiega nel n. 16, i temi che tratta la ‘Laudato sì’ “non vengono mai chiusi o abbandonati, ma anzi costantemente ripresi e arricchiti” a partire da una pluralità di prospettive che si integrano.

Per rendere efficace gli assunti dell’enciclica papale a Prato domenica 17 e lunedì 18 la comunità ‘Ricostruttori nella preghiera’, il Centro studi cristiani vegetariani e la Rete interdiocesana nuovi stili di vita in collaborazione con la diocesi di Prato, la Federazione Chiese evangeliche in Italia e la Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta, organizzano un convegno sul tema ‘Ecologia integrale e spiritualità ecologica’, che avrà un’importante sessione ecumenica con il confronto tra chiese cattolica, evangelica ed ortodossa.

Al convegno sono attesi i contributi di ben cinque vescovi: mons. Franco Agostinelli, mons. Mario Meini, vescovo di Fiesole, mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva e presidente di Pax Christi, mons. Ambrogio Sprefico, vescovo di Frosinone e presidente della commissione Cei per il dialogo interreligioso, mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne. Con loro mons. Fabiano Longoni, direttore ufficio nazionale problemi sociali e del lavoro della Cei.

Ci saranno anche l’imam Izzedin Elzir, il rabbino Joseph Levi, il presidente dell’Unione buddista italiana Giorgio Ruspa e la monaca induista Ghiri. E poi pastori protestanti e personalità come Grazia Francescato, fra’ Roberto Lanzi della comunità di Siloe e p. Adriano Sella, promotore dei Nuovi Stili di Vita. Al coordinatore del convegno, p. Guidalberto Bormolini, responsabile della comunità dei ‘Ricostruttori nella preghiera’ abbiamo chiesto di spiegare le finalità del convegno:

“Teologi, pastori e vescovi delle chiese cattoliche, evangeliche ed ortodosse e i rappresentanti delle principali religioni praticate in Italia sono invitati ad una riflessione ecumenica e ad un confronto interreligioso sull’enciclica ‘Laudato Sì’, sui profetici principi di un’ecologia integrale, sui passi fatti per attualizzarli e sui progetti futuri da realizzare. Al terzo anno dalla pubblicazione del documento, ancora molto resta da fare nella direzione indicata dalla ‘Laudato Sì’ e per questa ragione si ritiene necessario tenere desta l’attenzione con questo appuntamento unico nel dibattito italiano sul tema”.

In quale modo poter vivere una spiritualità ecologica?
“L’ecologia è, letteralmente, lo ‘studio della casa comune’. A ben guardare questa casa comune non coincide esclusivamente con lo spazio fisico dove ci troviamo a vivere ma corrisponde anche a quell’orizzonte spirituale in cui scegliamo di abitare.

Come ricordava Jospeh Ratzinger nel lontano 1981 (‘In principio Dio creò il cielo e la terra’, Lindau 2006), recuperando l’annuncio della creazione, a lungo dimenticato da teologi e predicatori, è oggi possibile rinvenire nella buona terra di Dio quell’origine comune di tutti i viventi, umani e non, ovvero quella casa comune di cui si occupa l’ecologia.

Ma se l’essere umano è inserito, assieme alle altre creature, all’interno della terra e dei suoi ritmi, egli allora non costituisce una unità isolata, posta in cima ad una scala gerarchicamente orientata, come spesso si è pensato, ma, piuttosto, come uno dei tanti fili di cui è intessuta quella meravigliosa maglia che è la vita.

In questo senso amare e rispettare la natura non significa cadere in una sorta di deismo, ma al contrario, rappresenta un ulteriore riconoscimento del rispetto e della devozione dovuti nei confronti di Dio Padre onnipotente, creatore del cieli e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili”.

Come si può vivere l’invito del papa contenuto nella ‘Laudato sì’?
“E’ sempre più urgente unire un forte impegno interiore e spirituale ad un altrettanto forte impegno sociale. Il disastroso sfruttamento della terra e la sofferenza di esclusi, poveri, ‘scarti umani’ sono messi nell’enciclica in ‘intima relazione’ (§ 16). Spesso nella Chiesa post-conciliare i due temi sono stati bandiera di fronti opposti.

L’enciclica sembra ricomporre armoniosamente queste due anime: ascesi e vita di preghiera con impegno politico per trasformare la società ed annunciare il Regno. Compiti che possono esser anche assolti da persone diverse attraverso vocazioni diverse, ma collegate in un unico ideale e in un’unica Comunità di credenti”.

Durante il convegno sarà inaugurato il nascente villaggio ‘Laudato sì’ nell’antico borgo di Mezzana sui monti dell’Appennino vicino a Montecuccoli: in cosa consiste?
“Riportiamo in vita un borgo morto per insegnare che la morte non è l’opposto della vita, ma una porta per altra vita. Immerso nel silenzio e nel verde, vicino a Prato, il villaggio nuovo diventerà un centro di preghiera, di meditazione e di spiritualità.

All’interno di questo villaggio, in cui è praticata l’ecologia spirituale, nascerà un Hospice di meditazione. Un luogo, dove le persone sono accompagnate a vivere in pienezza ogni istante, partecipando a tutte le attività e alla vita del Borgo e dei suoi abitanti, nei limiti imposti dal proprio stato di salute.

Alcune famiglie vivranno nel Borgo, e già sono al lavoro per la ricostruzione, facendo nascere un villaggio di persone che vogliono vivere integralmente i principi dell’enciclica. Un luogo in cui amore per il Creatore e per la creazione sono vissuti in gesti concreti, stili di vita e stili di preghiera. Per testimoniare che tutto questo è possibile!”.

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