“Gaudete et exsulate” (2). I due nemici della santità

Un aspetto degno di nota come dell’esortazione ‘Gaudete et exsultate’ si trova nel secondo capitolo. In esso, infatti, vengono presi in considerazione i due nemici della santità: lo gnosticismo e il pelagianesimo. Su di essi recentemente (22 febbraio 2018) si era soffermata la Congregazione per la dottrina della fede con la lettera ‘Placuit Deo’ e, inoltre, erano stati già indicati come due possibili ostacoli ad una vera e autentica evangelizzazione nell’ ‘Evangelii gaudium’.

Francesco, riallacciandosi tanto all’uno quanto all’altro documento, vuole mettere in guardia da una falsa santità. Lo gnosticismo esalta a tal punto la conoscenza o una determinata esperienza da presentare un cristianesimo astratto e, perciò, invivibile. Il pelagianesimo, invece, considera ‘più cristiano’ e, dunque, ‘più santo’ un certo stile di vita al punto tale da considerarlo come un modello che tutti devono praticare.

Entrambi hanno un difetto: rischiano di fare a meno della realtà e, dunque, della storia, dove Dio si è manifestato e si manifesta ancora. “Non siamo giustificati, scrive il Papa, dalle nostre opere o dai nostri sforzi, ma dalla grazia del Signore che prende l’iniziativa” (n. 52). In altri termini non possiamo essere santi senza l’opera di Dio.

Ancora una volta emerge l’invito del Papa a guardare con attenzione: è possibile che riteniamo santo ciò che in realtà non lo è. Una santità disincarnata, che non prende in seria considerazione e assume la realtà così come essa si presenta, non solo non è santità, ma non può essere additata come modello di vita.

“Senza renderci conto, fa notare il Papa, complichiamo il Vangelo e diventiamo schiavi di uno schema che lascia pochi spiragli perché la grazia agisca” (n. 59). Due sono i ‘parametri’ per un’autentica santità: Dio e il fratello. Due volti, anzi uno solo, quello di Dio, che si riflette nei molti volti dei fratelli che incontriamo (cf. n. 61), è una pietra che apre una breccia tra le mura apparentemente inespugnabili delle fortezze dello gnosticismo e del pelagianesimo.
(segue)

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