‘Gaudete et exsultate’ (3). La lotta contro il male

Forse uno dei capitoli che potrà far storcere il naso a diversi è l’ultimo. Il testo, infatti, dell’esortazione non presenta particolari punti oscuri: è chiaro e lineare.

Dopo un capitolo (il terzo) in cui il Papa mette in evidenza alcune caratteristiche della santità, facendo leva sulle Beatitudini, e dopo un capitolo (il quarto) in cui offre un affresco della santità nel mondo attuale, ‘Gaudete et exsultate’ parla della lotta contro il male.

Il pontefice intende chiarire fin da subito che il male non esiste in astratto: esiste il maligno che opera nel mondo e non è un mito. La stessa preghiera del ‘Padre nostro’, tradotta in maniera più accurata, lo dichiara: ‘liberaci dal maligno’! Ecco perché occorre vigilanza e discernimento.

Sembra quasi che papa Francesco, ritornando più volte ‒ non solo nel testo dell’esortazione! ‒ su questo tema, voglia sottolineare una mancanza nella Chiesa di oggi: c’è un deficit di discernimento, di cui dobbiamo prendere coscienza tutti, laici e non. E questo a motivo del fatto che ogni cristiano è esposto sul crinale di una lotta, di un combattimento tra bene e male.

I Vangeli, ad una lettura attenta, lo ricorda in modo impressionante: non c’è pagina in cui Gesù scaccia i demoni, guarisce e libera gli uomini. Il cristiano ‒sembra dire il Papa ‒ non può sfuggire, non può tirarsi indietro da questa lotta: deve ogni giorno decidere da che parte stare. Ecco perché è necessario un allenamento, cioè un serio discernimento.

Non solo dobbiamo fare attenzione al peccato che alberga nei nostri cuori, ma al peccato del mondo ‒ nell’eucaristia tutta l’assemblea afferma: “Agnello di Dio, che togli il peccato del mondo”! ‒, che molto spesso inconsapevolmente propaghiamo con i nostri atteggiamenti e i nostri gesti. Ecco la ‘meta-noia’, la conversione!

Sicuramente alcuni commentatori cercheranno di attenuare, ammorbidire, perfino rinnegare la portata di quest’ultimo capitolo: è successo per l’ ‘Amoris laetita’, succederà anche per questa esortazione. Tuttavia il Pontefice non fa altro che cercare di presentare, in tutti i modi e in tutte le forme, pagine del Vangelo, troppo spesso dimenticate!

(fine)

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