Cor Orans: la vita religiosa femminile è centrale nella Chiesa

Nella scorsa settimana è stata presentata l’Istruzione ‘Cor Orans’ sulla vita contemplativa, della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, che è l’Istruzione applicativa della Costituzione Apostolica ‘Vultum Dei quaerere’ sulla vita contemplativa femminile della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

Presentando il documento mons. José Rodríguez Carballo, segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, ha spiegato il contenuto dell’Istruzione: “Nel primo capitolo, dedicato al ‘Monastero autonomo’, viene confermata la ‘giusta autonomia giuridica, di vita e di governo’, che la Chiesa riconosce ad ogni monastero ‘sui juris’, autonomia di cui vengono descritte le condizioni.

Da subito l’Istruzione precisa che l’autonomia giuridica deve ‘presupporre una reale autonomia di vita, cioè la capacità di gestire la vita del monastero in tutte le sue dimensioni (vocazionale, formativa, governativa, relazionale, liturgica, economica…)’: precisazione fondamentale, che rende ragione di alcuni importanti passaggi successivi dell’Istruzione, volti proprio a garantire che i monasteri sui juris vivano una vita significativa, che possa essere realmente di esempio al Popolo di Dio.

Di fatto, il Dicastero ha dovuto più volte constatare con rammarico l’esistenza di monasteri non più in grado di portare avanti una vita dignitosa, senza che ci fosse una legislazione che dicesse quando e come intervenire al riguardo: l’aver colmato questa lacuna legislativa è sicuramente uno dei punti più importanti e più attesi dell’Istruzione”.

Inoltre l’Istruzione ha dedicato una parte consistente alle fondazioni: “criteri di discernimento, condizioni, soggetti coinvolti, modalità di conduzione della fondazione sino alla possibilità dell’erezione canonica…: viene dunque fissato un termine di tempo allo scadere del quale dovrà intervenire la Santa Sede, ‘sentita la Superiora del monastero fondatore, la Presidente federale, l’Assistente religioso e l’Ordinario competente’, per una valutazione sull’opportunità o meno di proseguire. Anche in questo caso il desiderio è che i monasteri siano realtà vive e significative, evitando di prolungare esperienze che non hanno ragionevolmente possibilità di futuro”.

Un altro capitolo interessante è il terzo: “Il capitolo terzo tratta un tema di particolare interesse per i monasteri di vita contemplativa oggi, quello della ‘Separazione dal mondo’… Dopo aver ricordato i presupposti spirituali e la rilevanza della vita contemplativa nella Chiesa, ribadisce che ‘la modalità della separazione dall’esterno dello spazio esclusivamente riservato alle monache deve essere materiale ed efficace, non solo simbolica o spirituale’, secondo la modalità che verrà decisa dal Capitolo conventuale.

Ancora esorta ogni monastero ‘a mantenere con ogni sollecitudine la sua fisionomia principalmente o prevalentemente contemplativa, impegnandosi … a creare e a vivere un ambito di silenzio esteriore ed interiore, nell’ascesi e nel fervido progresso spirituale, nell’accurata celebrazione della liturgia, nella vita fraterna in comune, nell’osservanza regolare e nella disciplina della separazione dal mondo’: esortazione importante e preziosa perché ogni monastero continui ad essere fedele alla propria identità e alla propria missione nella Chiesa”.

Il quarto ed ultimo capitolo riguarda ‘la formazione’: “Si ribadisce l’assoluta importanza della formazione permanente, che ‘deve essere considerata come prioritaria sia nel progetto di vita comunitario, sia nel progetto di vita di ciascuna monaca’; a tal fine ogni comunità ‘è chiamata ad elaborare un programma di formazione permanente sistematico ed integrale, che abbracci tutta l’esistenza della persona’.

Si affida alla Superiora maggiore il compito di promuovere la formazione permanente, ma si ricorda anche che è responsabilità ‘di ogni membro della comunità assicurare che la vita fraterna sia formativa’. Infine ‘si consiglia caldamente la collaborazione tra diverse comunità monastiche, usando i mezzi di comunicazione opportuni’. Quindi l’Istruzione passa ad elencare in modo preciso ed esauriente gli strumenti della formazione permanente”.

E concludendo il segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica ha sottolineato che con questa Istruzione la Chiesa ha grande stima per la vita contemplativa femminile:

“E poiché il diritto segue la vita, con questa Istruzione abbiamo cercato di adeguare la legislazione alla vita dei monasteri e, in certi casi, alle possibilità reali di questi nell’osservanza della normativa propria. Questa Istruzione aiuti la vita contemplativa femminile a continuare ad essere ‘custode di gratuità e di ricca fecondità apostolica’ e a essere ‘sempre testimone visibile di misteriosa e multiforme santità, arricchendo la Chiesa di Cristo con frutti di grazie e misericordia’. Questo è il nostro augurio”.

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