‘Gaudete et exsultate’: un’esortazione sulla santità. (Prima parte)

Il ricco e variegato magistero di papa Francesco ‒fatto, come è noto, più di gesti che di parole‒ si è arricchito recentemente di un nuovo documento. Apparentemente non c’era un’occasione per un’esortazione.

L’ ‘Evangelii gaudium’, l’ ‘Amoris laetitia’ sono documenti (anche essi esortazioni) scaturiti da una riflessione sinodale, lunga e travagliata. ‘Gaudete et exsultate’ è, invece, una ‘semplice’ esortazione, non nata da una vera e propria necessità. Eppure il tema è di estrema attualità.

La santità non è questione di un tempo nella storia, è, invece, come tutto l’intero primo capitolo fa comprendere, nell’oggi della nostra vita quotidiana che si gioca la salvezza donataci da Cristo. Il Papa pone la sua attenzione non tanto sui gesti di quelli che la Chiesa ha proclamato già santi, che pur vengono citati e additati come modelli, ma su quei gesti semplici, feriali che dicono la presenza nel mondo di un popolo santo.

E’ la ‘santità della porta accanto’ che papa Francesco vuol far emergere. Non tanto, dunque, come detto fin da subito, un trattato sulla santità, ma uno sguardo limpido e sereno sulla bellezza e sulla semplicità dell’essere cristiani oggi, in questo mondo lacerato, dove sembra abbondare la violenza.

Sotto questo profilo, allora, non stupisce che il Papa abbia scelto la forma di un’esortazione e non di un’enciclica. Dobbiamo allenarci a vedere la luce della santità che è in mezzo a noi, anche quando le tenebre sembrano fitte. Dobbiamo imparare a far fruttificare la grazia battesimale che ci è stata data perché tocca a ogni cristiano, in qualunque situazione si trovi, a rendere evidente che un certo stile di vita è possibile ed è praticabile.

Non è un caso che l’esortazione porti la data del 19 marzo, solennità di san Giuseppe. Egli è uno dei santi che, con i suoi gesti semplici e feriali, a noi sconosciuti, anonimi, ha fatto educato e fatto crescere Gesù. Egli, per quanto ci è dato sapere, non ha fatto alcun miracolo, eppure la sua umanità era impastata di una luce che proveniva da Dio. Ai suoi tempi egli sarà stato sicuramente un ‘santo della porta accanto’.

Ecco la santità che dovremmo abituarci a considerare! (segue)

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