Papa Francesco indica la strada dell’unità per arrivare alla santità

Nel Regina Coeli della festa dell’Ascensione papa Francesco ha invitato i fedeli a ‘tenere uniti’ il cielo e la terra: “L’Ascensione del Signore al cielo, mentre inaugura una nuova forma di presenza di Gesù in mezzo a noi, ci chiede di avere occhi e cuore per incontrarlo, per servirlo e per testimoniarlo agli altri.

Si tratta di essere uomini e donne dell’Ascensione, cioè cercatori di Cristo lungo i sentieri del nostro tempo, portando la sua parola di salvezza sino ai confini della terra. In questo itinerario noi incontriamo Cristo stesso nei fratelli, soprattutto nei più poveri, in quelli che soffrono nella propria carne la dura e mortificante esperienza di vecchie e nuove povertà.

Come all’inizio Cristo Risorto inviò i suoi apostoli con la forza dello Spirito Santo, così oggi Egli invia tutti noi, con la stessa forza, per porre segni concreti e visibili di speranza”.

E’ l’epilogo di un altro week end intenso per papa Francesco che venerdì scorso ha ricevuto in udienza sua Beatitudine Rastislav, metropolita delle Terre Ceche e della Slovacchia, Arcivescovo di Prešov, sottolineando i legami spirituali grazie alla predicazione dei santi Cirillo e Metodio:

“Benediciamo Dio per i legami spirituali che ci accomunano e che ci incoraggiano a proseguire nell’edificazione vicendevole e nella ricerca comune della pace, dono del Risorto. Tra tali legami vorrei evocare la presenza, qui a Roma, nell’antica basilica di san Clemente, della tomba di san Cirillo, apostolo degli Slavi, la cui predicazione ha diffuso la fede nelle terre dove la vostra Chiesa svolge la sua missione”.

Ricordando il gesto compiuto dai due santi ha sottolineato il valore della santità per l’Europa: “Il gesto di Cirillo e Metodio ci ricorda che noi cristiani abbiamo insieme ereditato, e abbiamo continuamente bisogno di condividere, un immenso patrimonio comune di santità. Tra i tanti testimoni, innumerevoli martiri hanno professato la fedeltà a Gesù nei secoli passati, come san Clemente, ma anche in tempi recenti, ad esempio quando la persecuzione ateista ha colpito i vostri Paesi.

Ancora oggi le sofferenze di molti fratelli e sorelle perseguitati a causa del Vangelo sono un richiamo urgente, che ci interpella a ricercare una maggiore unità. Possa l’esempio di Cirillo e Metodio aiutarci a valorizzare questo patrimonio di santità che già ci unisce!”

L’altro aspetto sottolineato dal papa ha riguardato il rapporto tra evangelizzazione e cultura: “Bizantini di cultura, i Santi fratelli ebbero l’audacia di tradurre il messaggio evangelico in una lingua accessibile ai popoli slavi della Grande Moravia. Incarnando il Vangelo in una determinata cultura, diedero sviluppo alla cultura stessa.

L’apostolato dei santi Cirillo e Metodio, che oapa Giovanni Paolo II proclamò co-patroni d’Europa, rimane per tutti noi oggi un modello di evangelizzazione. Per annunciare il Signore non basta riaffermare gli schemi del passato, ma occorre porsi in ascolto dello Spirito, che sempre ispira vie nuove e coraggiose per evangelizzare i contemporanei. Lo fa anche oggi, pure in Paesi tradizionalmente cristiani spesso segnati da secolarizzazione e indifferenza”.

L’ultimo elemento sottolineato dal papa ha riguardato l’unità: “Essi riuscirono a superare le divisioni sorte tra comunità cristiane di culture e tradizioni diverse. In questo senso si può dire che furono ‘autentici precursori dell’ecumenismo’. Ci ricordano così che unità non significa uniformità, ma riconciliazione delle diversità nello Spirito Santo.

Possa la testimonianza dei santi Cirillo e Metodio accompagnarci, lungo il cammino verso la piena unità, stimolandoci a vivere questa diversità nella comunione e a non scoraggiarci mai nel nostro percorso, che siamo chiamati a compiere per volontà del Signore e con gioia”.

La tensione all’unità in Europa è stata sottolineata ancora una volta incontrando la delegazione belga ‘Logia’: “Attraverso la vostra presenza nel cuore dell’ambito pubblico e nei media, voi attestate che la scelta di seguire Cristo e di mettere in pratica le sue parole non costituisce mai una perdita di umanità ma favorisce lo sviluppo dei nostri talenti e delle nostre competenze in vista del bene di tutti, al servizio dell’edificazione di una società più giusta, più fraterna, più umana secondo il cuore di Dio…

Attraverso le vostre molteplici iniziative, possiate testimoniare il desiderio della Chiesa di accompagnare, con le diverse forze sociali, ‘le proposte che meglio possono rispondere alla dignità della persona umana e al bene comune’, appoggiandovi sulla grande ricchezza della tradizione cristiana e sulla Dottrina sociale della Chiesa.

Abbiate a cuore di manifestare, con le parole e le azioni, che la fede in Gesù Cristo non è mai sinonimo di chiusura, perché essa è dono di Dio offerto a tutti gli uomini come un cammino che libera dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento e la sorgente di una gioia che nessuno può toglierci”.

E li ha invitati allo sviluppo di ‘legami di fraternità’: “In questa prospettiva, vi invito anche, attraverso i vostri incontri mensili, a sviluppare legami di fraternità per rendere visibile questa comunione delle differenze, di cui lo Spirito Santo è il maestro, il capo progetto, per far crescere, con la vostra testimonianza di vita, una cultura dell’incontro e del dialogo in mezzo alla società.

Sotto l’impulso della grazia di Dio, possiate umilmente mettere in luce quella santità a cui il Signore ci chiama, costruendo, con audacia e perseveranza, ponti tra gli uomini, tra le generazioni, tra i diversi ambiti sociali e professionali, e riservando un’attenzione particolare ai piccoli, ai poveri e a tutte le persone che sono, in un modo o nell’altro, escluse”.

Ed anche ai membri dei Circoli ‘San Pietro’ l’invito è stato quello di diventare santi nella carità: “In questa prospettiva, vi invito anche, attraverso i vostri incontri mensili, a sviluppare legami di fraternità per rendere visibile questa comunione delle differenze, di cui lo Spirito Santo è il maestro, il capo progetto, per far crescere, con la vostra testimonianza di vita, una cultura dell’incontro e del dialogo in mezzo alla società.

Sotto l’impulso della grazia di Dio, possiate umilmente mettere in luce quella santità a cui il Signore ci chiama, costruendo, con audacia e perseveranza, ponti tra gli uomini, tra le generazioni, tra i diversi ambiti sociali e professionali, e riservando un’attenzione particolare ai piccoli, ai poveri e a tutte le persone che sono, in un modo o nell’altro, escluse”.

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