Liberare la libertà: Ratzinger ricorda le radici del pensiero europeo

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‘Liberare la libertà’ è il secondo volume della collana ‘Joseph Ratzinger Testi Scelti’ che raccoglie una selezione di interventi e scritti di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI dedicati al tema ‘Fede e politica’. La collana ‘Joseph Ratzinger Testi Scelti’ è un progetto editoriale in sette volumi sui temi fondamentali del pensiero del papa emerito.

Il libro è impreziosito dalla prefazione di papa Francesco e contiene un testo inedito del papa emerito Benedetto XVI: “Quando si nega questa dipendenza tra creatura e creatore, questa relazione d’amore, si rinuncia in fondo alla vera grandezza dell’uomo, al baluardo della sua libertà e dignità. Così la difesa dell’uomo e dell’umano contro le riduzioni ideologiche del potere passa oggi ancora una volta dal fissare l’obbedienza dell’uomo a Dio quale limite dell’obbedienza allo Stato.

Raccogliere questa sfida, nel vero e proprio cambio d’epoca in cui oggi viviamo, significa difendere la famiglia. D’altronde già san Giovanni Paolo II aveva ben compreso la portata decisiva della questione: a ragione chiamato anche il ‘Papa della famiglia’, non a caso sottolineava che ‘l’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia’. E su questa linea anche io ho ribadito che ‘il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa’…

Per dirla in termini che riecheggiano un motto brechtiano: lasciamo dunque il cielo ai passerotti. Noi invece occupiamoci della terra, cercando di renderla abitabile. La speranza nei cieli non è nemica della fedeltà alla terra: è speranza anche per la terra. Confidando in ciò che è più grande e definitivo, noi cristiani possiamo e dobbiamo infondere la speranza anche in ciò che è provvisorio, nella dimensione politica e nella sfera delle istituzioni”.

Presentando il volume l’arcivescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi, ha sottolineato la ‘convergenza’ dei tre papi: “Oggi viviamo in un contesto di pluralismo etico. Però tutti ci riconosciamo in alcuni principi morali di fondo, che sono anche presenti nella nostra Costituzione repubblicana. Ciò significa che si tratta di un pluralismo ‘inquieto’, che da un lato sente il richiamo della libertà, ma nello stesso tempo avverte l’attrattiva per la verità.

Non è per caso che la stessa discussione politica tocchi spesso tematiche di grande significato etico, non solo di morale individuale ma anche di morale pubblica. Non è questo il segno di un pluralismo ‘inquieto’? Pluralismo che testimonia, pur nel conflitto delle interpretazioni e delle valutazioni, che la politica non basta mai a se stessa e che i politici sono lì anche per qualcosa d’altro dalla politica. E che proprio questo, il fatto di essere a servizio di altro da sé, dona alla politica la sua ultima dignità”.

Nella conclusione della riflessione mons. Crepaldi si è soffermato sull’inedito del papa emerito: “La risposta principale data da Benedetto XVI nel suo inedito è che il piano naturale non riesce a mantenersi come tale, e quindi a raggiungere i suoi fini naturali, senza il piano soprannaturale. Senza il riferimento al Creatore, l’ordine naturale si indebolisce e poco a poco viene perso di vista. Concezione questa che papa Francesco conferma nella sua prefazione.

Si fonda qui il ruolo pubblico della fede cattolica che vanta la pretesa di onorare fino in fondo le esigenze naturali della persona e della società in quanto ‘religione dal volto umano’ e chiede che questo suo ruolo le venga riconosciuto anche dalla politica”.

Pensiero sottolineato anche da mons. Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia e segretario personale del papa emerito Benedetto XVI, ripercorrendo la storia della sua vita: “Così non c’è da meravigliarsi che ben presto l’Europa divenne la passione politica del giovane studioso.

E perciò nemmeno sorprende che il giovane Joseph Ratzinger fu affascinato da Konrad Adenauer e dalla politica risoluta con la quale il primo cancelliere della Germania del dopoguerra, contro tutte le lusinghe e le promesse dell’Unione Sovietica e dopo la ‘cesura di civiltà’ della Germania sotto i nazionalsocialisti, impose nuovamente l’ancoraggio della nuova Repubblica Federale al sistema di valori liberale, proprio della storia giudaico-cristiana e dell’Occidente latino-occidentale”.

Il volume è aperto da un inedito, ‘Se Dio non c’è crollano i diritti umani’, in cui il papa emerito ha tracciato alcuni ‘elementi per una discussione sul libro di Marcello Pera: La Chiesa, i diritti umani e il distacco da Dio’: “L’idea di Dio include il fondamentale concetto dell’uomo quale soggetto di diritto e con ciò giustifica e insieme stabilisce i limiti della concezione dei diritti umani.

Lei nel suo libro ha mostrato in modo persuasivo e stringente cosa accade quando il concetto dei diritti umani viene scisso dall’idea di Dio. La moltiplicazione dei diritti conduce da ultimo alla distruzione dell’idea di diritto e conduce necessariamente al ‘diritto’ nichilista dell’uomo di negare se stesso: l’aborto, il suicidio, la produzione dell’uomo come cosa diventano diritti dell’uomo che al contempo lo negano. Così, nel suo libro emerge in modo convincente che l’idea dei diritti umani separata dall’idea di Dio in ultimo non conduce solo alla marginalizzazione del cristianesimo, ma in fin dei conti alla sua negazione”.

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