Padula (Copercom): il papa invita alla verità nella comunicazione

In occasione della 52^ Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebra domenica 13 maggio papa Francesco ha invitato a meditare sulla frase del Vangelo dell’apostolo Giovanni, ‘La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace’, che si conclude con una preghiera: “Signore, fa’ di noi strumenti della tua pace.

Facci riconoscere il male che si insinua in una comunicazione che non crea comunione. Rendici capaci di togliere il veleno dai nostri giudizi. Aiutaci a parlare degli altri come di fratelli e sorelle. Tu sei fedele e degno di fiducia; fa’ che le nostre parole siano semi di bene per il mondo:

dove c’è rumore, fa’ che pratichiamo l’ascolto; dove c’è confusione, fa’ che ispiriamo armonia; dove c’è ambiguità, fa’ che portiamo chiarezza; dove c’è esclusione, fa’ che portiamo condivisione; dove c’è sensazionalismo, fa’ che usiamo sobrietà; dove c’è superficialità, fa’ che poniamo interrogativi veri; dove c’è pregiudizio, fa’ che suscitiamo fiducia; dove c’è aggressività, fa’ che portiamo rispetto; dove c’è falsità, fa’ che portiamo verità”.

Per approfondire il messaggio del papa abbiamo chiesto al presidente nazionale del Copercom (coordinamento delle associazioni per la comunicazione, composto da 29 associazioni d’ispirazione cristiana), prof. Massimiliano Padula, docente incaricato di ‘Sociologia’ e di ‘Comunicazione’ all’Istituto Pastorale ‘Redemptor Hominis’ della Pontificia Università Lateranense, di spiegarci in quale modo la verità rende liberi:

“La verità, oltre a essere una categoria metafisica e teologica, riguarda l’esistenza concreta di ciascuno. In un certo senso è la risultante di una scelta libera dell’individuo, riflette la sua coscienza, lo connota come agente e testimone del bene o, viceversa, come strumento di male. E’ fondamentale che queste due dimensioni dell’essere (verità e libertà) siano bilanciate e che nessuna prevalga sull’altra. Soltanto in questo modo, la verità ci renderà liberi e, nello stesso tempo, la libertà ci condurrà alla verità”.

Il papa ci mette in guardia dalle ‘fake news’: come difenderci?
“Papa Francesco nel messaggio spiega bene la natura delle fake news; le definisce mimetiche, capaci di apparire plausibili, verosimili, capziose, abili a catturare l’attenzione, sfruttatrici di emozioni facili e immediate. Io, per definirle, uso un termine tipico della zoologia: il criptismo.

Le notizie false oltre a mimetizzarsi, infatti, sono criptiche ovvero si camuffano nel caos indistinto di una comunicazione totalmente rimodulata dalle logiche del digitale. Diventa difficile individuarne la fonte originaria, capirne il senso autentico, condividerle senza rischiare di diventare complici di menzogne.

Nello stesso tempo è facile aderire a esse, condividerne i significati, diventarne portavoce involontari e inconsapevoli. L’unica difesa efficace (al di là di processi normativi, sanzioni e limiti formali) è educarci alla verità, testimoniarla nel nostro quotidiano impedendone distorsioni e alterazioni”.

In quale modo costruire una cittadinanza digitale responsabile?
“Contribuendo a edificare processi di formazione integrale che mettano da parte tecnicismi, algoritmi, utilizzi strumentali dei dispositivi e che siano centrati su un’educazione a quelle categorie dell’esistenze positive che ogni persona possiede. Tra queste: il bello, il giusto, la carità, il rispetto della dignità della persona, l’intelligenza, il confronto, la relazione e, non ultima, la verità.

Noi, come Copercom, lavoriamo proprio nell’ottica di una costruzione di una cittadinanza digitale responsabile che si faccia carico delle insidie ma anche delle straordinarie opportunità che il web (e tutte le sue espressioni) possono determinare.

Uno dei nostri riferimenti etici rimane il Buon Samaritano che – spiega Papa Francesco nel Messaggio per la 48ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali – ‘non solo si fa prossimo, ma si fa carico di quell’uomo che vede mezzo morto sul ciglio della strada’. Il Buon Samaritano diventa, in questo modo, metafora e modello del perfetto comunicatore e del cittadino digitale responsabile”.

Ad ottobre si svolgerà il sinodo per i giovani: in quale modo la Chiesa comunica con loro?
“In tanti modi e da sempre. Con la sua presenza sempre più capillare nei territori fisici e in quelli digitali. Attraverso l’evangelizzazione e la pastorale di tanti sacerdoti, religiosi e religiose che ogni giorno accompagnano i giovani nella loro crescita umana e spirituale.

Ed anche grazie a testimoni straordinari della fede come papa Francesco che io definirei un vero e proprio ‘portatore sano di gioventù’. La scelta illuminante del Sinodo di ottobre lo conferma”.

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