Per una vita consacrata rinnovata. Breve ritratto di René Voillaume

René Voillaume nasce il 19 luglio 1905 a Versailles, in una numerosa famiglia di origini lorenesi. Il padre, Charles, è ingegnere e il suo lavoro lo porta spesso lontano da casa. La madre, Marthe Wagner, è una donna forte e riservata, profondamente religiosa. René ha nove anni quando scoppia la Prima Guerra mondiale.

Mentre il padre si trova al fronte, la famiglia risiede per 5 anni a La Bourboule, una località di villeggiatura a sud di Clermont-Ferrand, conosce l’abbé de Fraissinette, sacerdote di grande valore umano e spirituale, che lascerà una traccia profonda nella vita del giovane Voillaume. Terminata la guerra, la famiglia ritorna a Versailles.

René frequenta da esterno il collegio Saint-Jean-de-Béthune, retto dai Padri Eudisti. In un primo tempo egli pensa di intraprendere gli studi tecnici e di diventare ingegnere, ma progressivamente si manifesta in lui l’attrattiva per la vita religiosa. Nel dicembre 1921 vive una forte esperienza spirituale, davanti all’Eucaristia. Qualche mese dopo conosce la figura di Charles de Foucauld grazie alla fortunata biografia scritta da René Bazin, famoso romanziere francese: Voillaume ne rimane affascinato e decide di seguir il corso di studi teologici nel Seminario di Saint-Sulpice di Issy-les-Moulinaux.

Ordinato prete il 29 giugno 1929, si reca a Roma, presso l’ ‘Angelicum’, per perfezionare gli studi. Lì conosce e frequenta il padre domenicano Garrigou-Lagrange, insigne professore di teologia e saggio maestro spirituale. Nel frattempo, d’accordo con il card. Jean Verdier, allora arcivescovo di Parigi, compie alcuni brevi viaggi in Algeria, dove sogna di potersi stabilire, sull’esempio di Charles de Foucauld.

Completati gli studi, nel gennaio del 1932 Voillaume raggiunge Tunisi per un primo anno presso l’Institut des Belles Lettres Arabes. L’anno seguente scopre quello che diventerà il luogo della fondazione ideata da Foucauld ma rimasta fino ad allora sulla carta: El-Abiodh Sidi Cheikh, nel Sahara algerino. L’8 settembre 1933, nell’affollata basilica del Sacro Cuore di Montmartre a Parigi, il card. Verdier presiede la sua cerimonia di vestizione e di consacrazione.

Insieme a Voillaume ci sono anche quattro suoi compagni. Nasce così la prima comunità dei Piccoli Fratelli di Gesù. Il mese successivo la piccola fraternità si stabilisce a El-Abiodh. Nei primi mesi del 1936 da Roma giunge l’approvazione della nuova Congregazione religiosa e, tre anni dopo, quella delle Costituzioni.

In questo periodo si colloca un evento importante, l’incontro a El Golea, con Magdeleine Hutin (nella foto accanto a René), la fondatrice delle Piccole Sorelle di Gesù. Allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, la piccola comunità monastica si disperde: degli undici fratelli che la compongono, solo tre rimangono a El-Abiodh: gli altri vengono mobilitati dall’esercito e si disperdono sui vari fronti del conflitto.

Questo li porta a vivere la loro consacrazione al di fuori delle mura e dei ritmi monastici, a contatto con realtà e problematiche di cui la Chiesa progressivamente si va rendendo conto in modo nuovo. In particolare, emerge la drammatica situazione di povertà materiale e spirituale in cui vivono milioni di operai, in un clima culturale dominato dall’ideologia marxista che contrasta duramente la fede cristiana.

In Voillaume e nei suoi compagni si fa strada l’idea di fondare una fraternità operaia in Francia e di stilare un nuovo testo delle Costituzioni. Inizia così un ampio giro di consultazioni a Parigi, Marsiglia e Roma. René espone le sue idee e si confronta con molte persone: i padri Domenicani Labourdette, Lebret, Loew; alcuni esponenti della ‘Mission de France’, il filosofo Jacques Maritain, nominato ambasciatore presso la Santa Sede; mons. Costantini, mons. Montini, il cardinal Tisserant, e lo stesso papa Pio XII.

Tornato in Francia, trova in mons. de Provenchères, vescovo di Aix-en-Provence, un convinto sostenitore del suo progetto. Nasce così la prima fraternità operaia in Francia. Da quel momento in poi la vita di René Voillaume cambia radicalmente: le comunità dei Piccoli Fratelli si espandono a macchia d’olio; egli, poi, tiene conferenze e istruzioni ai novizi che, sempre più numerosi, chiedono di entrare a far parte della fraternità.

Dopo l’intensa stagione conciliare, che vede anche il progressivo sviluppo della sua Famiglia spirituale, Voillaume abbandona ogni incarico istituzionale ma continua ad essere un prezioso punto di riferimento. Si ritira prima nella fraternità di Cepie, nella diocesi di Carcassone, poi a Le Tubet (Aix-en-Provence), poi presso le Piccole Sorelle, dove muore il 13 maggio 2003, all’età di 98 anni.

Erede, non designato, di Charles de Foucauld, René ha elaborato la sua idea di vita consacrata nel suo libro ‘Au coeur des masses’ (in italiano ‘Come loro’), che è, probabilmente, l’opera che lo ha reso noto come profondo autore spirituale e fondatore di una nuova forma di vita religiosa.

E’ anche il libro che ha dominato il primo periodo del suo lavoro letterario, quello che corrisponde alla rifondazione della fraternità dei Piccoli Fratelli di Gesù all’indomani della Seconda Guerra mondiale, e che si estende fino ad includere il Concilio Vaticano II. Qui Voillaume compie una riflessione sulla vita contemplativa delle fraternità.

Egli osserva l’evoluzione delle forme della vita religiosa contemplativa e nota come questa tenda a uscire da chiostro ed a penetrare nella vita quotidiana delle persone; non si tratta soltanto di trovare Dio ma di realizzare un’assimilazione della vita con il cuore di Gesù, salvatore e redentore del mondo, lì dove ci si trova.

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