Il papa ai pellegrini di Bologna e Cesena: l’eucarestia è la porta della santità

Sabato 21 aprile papa Francesco ha ricevuto in piazza San Pietro 13000 pellegrini delle diocesi di Bologna e di Cesena-Sarsina, accompagnati dai vescovi Matteo Zuppi e Douglas Rigattieri, per ringraziarlo della sua visita del 1° ottobre 2017; una grande festa animata anche dalle canzoni di Gianni Morandi.

Nel salutare i fedeli, che gli hanno regalato anche 30 kg di tortellini, papa Francesco li ha ringraziati per l’accoglienza calorosa riservatagli durante la visita pastorale: “L’Eucaristia ci riconcilia e ci unisce, perché alimenta il rapporto comunitario e incoraggia atteggiamenti di generosità, di perdono, di fiducia nel prossimo, di gratitudine.

L’Eucaristia, che significa ‘rendimento di grazie’, ci fa percepire l’esigenza del ringraziamento: ci fa capire che ‘si è più beati nel dare che nel ricevere’, ci educa a dare il primato all’amore e a praticare la giustizia nella sua forma compiuta che è la misericordia; a saper ringraziare sempre, anche quando riceviamo ciò che ci è dovuto.

Il culto eucaristico ci insegna anche la giusta scala dei valori: a non mettere al primo posto le realtà terrene, ma i beni celesti; ad avere fame non solamente del cibo materiale, ma anche di quello ‘che dura per la vita eterna’”.

Riprendendo la sua ultima esortazione apostolica papa Francesco ha sottolineato la necessità di intraprendere la strada verso la santità: “Cari fratelli e sorelle, gli uomini e le donne del nostro tempo hanno bisogno di incontrare Gesù Cristo: è Lui la strada che conduce al Padre; è Lui il Vangelo della speranza e dell’amore che rende capaci di spingersi fino al dono di sé. Ecco la nostra missione, che è ad un tempo responsabilità e gioia, eredità di salvezza e dono da condividere.

Essa richiede generosa disponibilità, rinuncia di sé e abbandono fiducioso alla volontà divina. Si tratta di compiere un itinerario di santità per rispondere con coraggio all’appello di Gesù, ciascuno secondo il proprio peculiare carisma… Vi incoraggio a far risuonare nelle vostre comunità la chiamata alla santità che riguarda ogni battezzato e ogni condizione di vita.

Nella santità consiste la piena realizzazione di ogni aspirazione del cuore umano. E’ un cammino che parte dal fonte battesimale e porta fino al Cielo, e si attua giorno per giorno accogliendo il Vangelo nella vita concreta. Con questo impegno e con questo slancio missionario, destinato a ridare nuovo impulso all’evangelizzazione delle vostre Diocesi, darete un seguito concreto alle esortazioni che vi ho rivolto nel corso della mia visita.

Non stancatevi di cercare Dio e il suo Regno al di sopra di ogni cosa e di impegnarvi al servizio dei fratelli, sempre in stile di semplicità e di fraternità”.

Al termine dell’udienza festosa papa Francesco è stato ringraziato dai vescovi delle due diocesi. Mons. Douglas Rigattieri, vescovo di Cesena-Sarsina lo ha ringraziato per le due indicazioni lasciate al popolo cesenate: “Dopo la sua visita ha presso avvio una serie di incontri formativi per laici sui temi della Dottrina sociale della Chiesa, non lasciando così cadere il suo invito a ‘non balconare’, ma di essere tutti protagonisti della vita sociale della nostra città.

E in cattedrale, tra le tante importanti sollecitazioni pastorali che Ella ci ha dato, ne raccolgo una, simpatica, ma non meno impegnativa: l’invito che Ella ha fatto ai preti di non fare colazione con l’aceto, ma di prendere un buon caffè-latte; fuor di metafora, di essere sempre gioiosi, perché, toccati dall’incontro con Cristo, non si può non essere nella gioia”.

Mentre nella messa di ringraziamento ha detto che non bisogna arrendersi davanti ai fallimenti: “La storia di coloro che si sono avventurati nel seguire il Maestro di Nazareth è segnata da successi, ma anche da fallimenti. Sembra tuttavia che questi ultimi siano prevalenti…

Sono passati 2000 anni: ma continua il rifiuto, l’indifferenza verso il Maestro di Nazareth, anche nel nostro mondo; oggi la chiamiamo ‘desertificazione spirituale’. Per questo papa Benedetto XVI indisse un Anno della fede constatando come una vasta area del mondo sia toccata da un deserto spirituale e viva come se Dio non esistesse… L’esperienza del fallimento della predicazione continua ancora oggi nel suo corpo mistico, la Chiesa”.

In precedenza mons. Zuppi, vescovo di Bologna, aveva indirizzato un omaggio di ringraziamento al papa: “Nella nostra città il card. Lercaro insegnava ad apparecchiare con cura e bellezza le due mense, quella dell’Eucarestia e quella della condivisione con tutti, particolarmente i più poveri.

Lei lo ha fatto con tutti nella intensa celebrazione conclusiva allo Stadio, intima e profonda allo stesso tempo, così larga e personale, con tante presenze tra le quali abbiamo voluto ricordare anche il mio predecessore, il card. Caffarra che aveva atteso con gioia la celebrazione e che è morto solo poche settimane prima.

Grazie per il pranzo a san Petronio, l’altro lato della stessa mensa, che ha raccolto i tanti che vivono situazioni di sofferenza, quei fratelli più piccoli che Lei ci aiuta ad amare vincendo la paura e l’indifferenza e a farlo con tenerezza e reciproca consolazione”.

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