Festeggiati 91 anni di Benedetto XVI

Il papa emerito Benedetto XVI ha compiuto 91 anni e continua a spendere la sua lunga vita per la Chiesa. In costante preghiera, sta camminando, come ha sottolineato lui stesso, versa la meta e in questo pellegrinaggio tutta la Chiesa sente la sua presenza rassicurante, silenziosa ed orante.

E per l’occasione p. Federico Lombardi, presidente della Fondazione Ratzinger ha svolto una relazione presso la Facoltà di Teologia dell’Università Niccolò Copernico di Toruń, in Polonia, sul tema: ‘Alla ricerca della Verità: da Niccolò Copernico a Benedetto XVI’, a 10 anni dalla mancata visita di Benedetto XVI all’Università La Sapienza di Roma, proponendosi due obiettivi:

“Il primo è di offrire un contributo per ricordare un discorso di Papa Benedetto XVI, che è piuttosto significativo per chi lavora nell’università, come voi, ma che è rimasto meno conosciuto di altri. Proprio tre mesi fa, nel gennaio di quest’anno, ricorreva il X anniversario di questo discorso, e perciò l’ho scelto per questo intervento. Il secondo scopo, prendendo lo spunto da questo discorso, è di esprimere alcune idee sulla linea programmatica della Fondazione Ratzinger, che rappresento e che è lieta di collaborare con voi in quest’occasione e se possibile anche in futuro”.

Ricordando gli avvenimenti p. Lombardi ha spiegato la rinuncia del papa: “Per evitare tensioni, Benedetto XVI due giorni prima della data fissata rinunciò alla visita, ma inviò il testo del discorso, che fu letto e applaudito da molti presenti. In realtà l’episodio rimane un fatto di grave intolleranza da parte di chi voleva presentarsi come alfiere della ragione e della libertà, e moltissimi intellettuali italiani, anche non cattolici, se ne vergognarono profondamente. Ma io non ho intenzione di ritornare su questo.

Penso che oggi ci serva di più riflettere sul contenuto del discorso stesso, che si inserisce nella serie dei non pochi discorsi dedicati da Benedetto XVI alla natura e finalità dell’università, ed è probabilmente uno dei più importanti fra questi”.

Analizzando il discorso mai tenuto dal papa emerito il presidente della Fondazione ha sottolineato il concetto di università per il papa emerito: “Passando poi alla domanda sulla natura dell’università, il papa pensa che ‘l’intima origine dell’università stia nella brama di conoscenza che è propria dell’uomo. Egli vuole sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità’.

Benedetto XVI individua nell’interrogarsi di Socrate la manifestazione più chiara di questo desiderio di conoscere, e mette l’accento sul fatto che Socrate esercita la sua forza maieutica proprio nella critica alla religione mitica antica e nella ricerca di un Dio più alto e veramente divino.

Per Benedetto è fondamentale capire che i cristiani dei primi secoli si sono riconosciuti in questo esercizio socratico: per loro ‘l’interrogarsi della ragione sul Dio più grande, come anche sulla vera natura e sul vero senso dell’essere umano…faceva parte dell’essenza del loro modo di essere religiosi’. Essi dovevano ‘riconoscere come parte della propria identità la ricerca faticosa della ragione per raggiungere la conoscenza della verità intera’”.

Quindi p. Lombardi ha sottolineato la grande apertura mentale del papa emerito: “Ma ciò che mi pare particolarmente significativo è ciò che Papa Benedetto dice subito dopo, manifestando uno spirito straordinariamente umile e rispettoso, davvero aperto al dialogo con la grande cultura della storia e del mondo.

Infatti, dopo aver detto che le Facoltà di filosofia e teologia ‘non devono permettere che l’uomo sia distolto dalla ricerca della verità’, fa una delle affermazioni per me più emozionanti e impressionanti dell’intero discorso: ‘Come possono corrispondere a questo compito? Questa è una domanda per la quale bisogna sempre di nuovo affaticarsi e che non è mai posta e risolta definitivamente.

Così, a questo punto, neppure io posso offrire propriamente una risposta, ma piuttosto un invito a restare in cammino con questa domanda, in cammino con i grandi che lungo tutta la storia hanno lottato e cercato, con le loro risposte e con la loro inquietudine per la verità, che rimanda continuamente aldilà di ogni singola risposta”.

Il discorso, mai pronunciato, era un’apertura al dialogo della teologia con la scienza e la filosofia ed ha toccato problematiche fondamentali per l’uomo: “Sempre nel discorso evocato sono venuti alla luce alcuni nodi problematici cruciali per l’umanità del nostro tempo, a cui Ratzinger ha dedicato moltissima attenzione.

Ne cito due in particolare: i fondamenti del diritto e di un ordinamento giuridico e politico legittimo nel mondo attuale; i fondamenti di un uso responsabile dell’immenso sapere e potere dato all’uomo dallo sviluppo della scienza e della tecnica. Non si tratta in alcun modo di problemi astratti.

Sono di interesse comune evidente, sono al centro della preoccupazione della Chiesa, come è apparso chiaro dalle due ultime grandi encicliche sociali, la ‘Caritas in veritate’ di Benedetto XVI e la ‘Laudato sì’ di papa Francesco.

Sono anche nodi problematici che per essere affrontati nella loro complessità richiedono naturalmente approcci interdisciplinari e quindi chiamano all’appello il mondo che per sua vocazione è chiamato al dialogo interdisciplinare: il mondo universitario”.

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