Francesco Solanus: testimone dell’amore per i poveri

I poveri, gli ammalati, gli emarginati e i senza fissa dimora: è il tratto singolare della personalità di padre Francis Solanus Casey (1870-1957), frate cappuccino, secondo beato tra i religiosi nati negli U.S.A. (l’altro è il missionario e apostolo degli indios in Guatemala Stanley Francis Rother).

Egli rimaneva anche digiuno, per donare il proprio pranzo ai poveri. Inoltre, passava ore e ore ad accogliere con pazienza, ascoltare e consigliare la gente sempre più numerosa, che si rivolgeva a lui. Padre Casey, nacque il 25 novembre 1870 in una fattoria del Wisconsin, lungo le rive del Mississippi.

Poi, la vocazione: voleva diventare sacerdote diocesano, ma per la sua indole e inclinazione ad essere un apostolo della carità gli fu consigliato di orientarsi verso una congregazione: così avvenne la scelta dei cappuccini nel 1896. Erano altri, i suoi talenti, ma i suoi superiori se ne accorsero subito: “Per la gente sarà una specie di curato d’Ars”, dissero nel giorno della sua ordinazione nel 1904 come prete ‘simplex’, cui era impedito di predicare in pubblico e di confessare.

Da cappuccino prese a modello frate Francisco Solano, il missionario spagnolo in Sudamerica del XVI. Per venti anni e più fu portinaio nel convento di San Bonaventura di Detroit, dove visse di fede e di ascolto. Il suo ministero di carità e conforto fu particolarmente notato durante la grande depressione del 1929, quando la sua preoccupazione per i poveri ispirò i cappuccini di Detroit a fondare la loro mensa, un servizio di carità che continua ancora oggi.

Morì nel 1957 a causa di una grave infezione della pelle, che i medici non erano riusciti a curare. Assistito dalla sorella, padre Solanus se ne andò con il sorriso e con scritto sulla porta della sua stanza d’ospedale quello che la sua voce non riusciva più a dire: ‘Io do l’anima mia a Gesù Cristo’. Un messaggio che sintetizza l’intera sua vita, che ha ancora molto da insegnare all’uomo di oggi.

“Innalzando il cappuccino americano agli onori degli altari, papa Francesco lo addita a tutta la Chiesa, ha affermato il cardinale Amato nell’omelia della beatificazione, come discepolo fedele di Cristo, buon pastore. Oggi la Chiesa e la società hanno bisogno dell’esempio e dell’opera di padre Solanus”.

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