Papa Francesco invita ad imitare i sogni dei santi

Giornata intensa per papa Francesco quella di sabato scorso incontrando tre gruppi, in cui ha ribadito la necessità dell’ascolto quotidiano della Parola di Dio, come ha detto ai ragazzi della diocesi di Brescia, rispondendo ad una domanda, ‘Ma davvero i vescovi credono che i giovani possano aiutare la Chiesa a cambiare?’:

“In ogni caso posso dire a lui e a tutti voi che questa domanda sta molto a cuore anche a me. Mi sta molto a cuore che il prossimo Sinodo dei vescovi, che riguarderà ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’, sia preparato da un vero ascolto dei giovani. E posso testimoniare che questo si sta facendo. Anche voi me lo dimostrate, col lavoro che sta andando avanti nella vostra diocesi. E quando dico ‘ascolto vero’ intendo anche la disponibilità a cambiare qualcosa, a camminare insieme, a condividere i sogni, come diceva quel giovane”.

In contropiede il papa ha posto ai giovani la domanda se sono disposti ad ascoltare Gesù: “Però anch’io ho il diritto di fare delle domande, e voglio farvi una domanda. Voi giustamente vi chiedete se noi vescovi siamo disposti ad ascoltarvi veramente e a cambiare qualcosa nella Chiesa. E io vi domando: voi, siete disposti ad ascoltare Gesù e a cambiare qualcosa di voi stessi?

Lascio la domanda perché entri nel vostro cuore. La ripeto: voi siete disposti ad ascoltare Gesù e a cambiare qualcosa di voi stessi? Se siete qui, io penso che sia così, ma non posso e non voglio darlo per scontato. Ognuno di voi ci rifletta dentro di sé, nel proprio cuore: Sono disposto a fare miei i sogni di Gesù? Oppure ho paura che i suoi sogni possano ‘disturbare’ i miei sogni?”

Eppoi ha spiegato il ‘sogno’ di Gesù: “Gesù è molto chiaro. Dice: ‘Se uno vuole venire dietro a me, cioè con me, dietro di me, rinneghi sé stesso’. Perché usa questa parola che suona un po’ brutta, ‘rinnegare sé stessi’? Come mai? In che senso va intesa? Non vuol dire disprezzare quello che Dio stesso ci ha donato: la vita, i desideri, il corpo, le relazioni…

No, tutto questo Dio lo ha voluto e lo vuole per il nostro bene. Eppure Gesù chiede a chi vuole seguirlo di ‘rinnegare sé stesso’, perché c’è in ognuno di noi quello che nella Bibbia si chiama l’ ‘uomo vecchio’: c’è un ‘uomo vecchio’, un io egoistico che non segue la logica di Dio, la logica dell’amore, ma segue la logica opposta, quella dell’egoismo, del fare il proprio interesse, mascherato spesso da una facciata buona, per nasconderlo.

Voi conoscete tutte queste cose, sono cose della vita. Gesù è morto sulla croce per liberarci da questa schiavitù dell’uomo vecchio, che non è esterna, è interna. Quanti di noi siamo schiavi dell’egoismo, dell’attaccarsi alle ricchezze, dei vizi. Sono le schiavitù interne queste. E’ il peccato, che ci fa morire dentro. Solo Lui, Gesù, può salvarci da questo male, ma c’è bisogno della nostra collaborazione, che ognuno di noi dica: ‘Gesù, perdonami, dammi un cuore come il tuo, umile e pieno d’amore’… Così era il cuore di Gesù. Così amava Gesù. Così viveva Gesù”.

Ed ha concluso l’incontro chiedendo di imitare i sogni dei santi: “I santi ci dimostrano tutto questo. San Francesco d’Assisi, per esempio: era un giovane pieno di sogni, ma erano i sogni del mondo, non quelli di Dio. Gesù gli ha parlato nel crocifisso, nella chiesetta di san Damiano, e la sua vita è cambiata.

Ha abbracciato il sogno di Gesù, si è spogliato del suo uomo vecchio, ha rinnegato il suo io egoistico e ha accolto l’io di Gesù, umile, povero, semplice, misericordioso, pieno di gioia e di ammirazione per la bellezza delle creature. E pensiamo anche a Giovanni Battista Montini, Paolo VI: noi siamo abituati, giustamente, a ricordarlo come Papa; ma prima è stato un giovane, un ragazzo come voi, di un paese della vostra terra”.

Mentre alla Comunità dell’Emmanuele, che dal 15 agosto è stata riconosciuta come Associazione clericale, ha chiesto di aderire sempre meglio al proprio carisma: “Il carisma della Comunità dell’Emmanuele è inscritto nel suo nome: l’Emmanuele, Dio con noi. E’ essenzialmente dalla contemplazione del mistero dell’incarnazione, in particolare dall’adorazione eucaristica, che voi attingete il dinamismo missionario per annunciare la Buona Notizia a tutti coloro a cui Gesù offre la sua amicizia.

Vi incoraggio a far scoprire agli uomini e alle donne del nostro tempo, dovunque lo Spirito vi mandi, la Misericordia di Dio che ci ha amato al punto di abitare in mezzo a noi. Questa Misericordia del Signore, sempre presente vicino al suo popolo, chiede di essere proposta con un entusiasmo nuovo attraverso una pastorale rinnovata, per poter toccare i cuori delle persone e incitarle a ritrovare la via del ritorno al Padre.

Possa, là dove la vostra Comunità è presente, manifestarsi la Misericordia del Padre, in particolare verso i più poveri, nel cuore o nel corpo, curando le loro ferite con la consolazione del Vangelo, con la solidarietà e l’attenzione”.

Mentre in prima mattinata aveva incontrato l’associazione dei preti del Prado, ricordando il carisma del fondatore: “Il santo Papa Giovanni Paolo II, in occasione della beatificazione di Padre Chevrier, nel 1986 a Lione, vi aveva proposto diversi orientamenti, che ben conoscete, per rafforzare il vostro dinamismo, e da parte mia non posso che rinnovarli.

Per riprenderne soltanto uno, egli vi chiedeva: ‘Parlate di Gesù Cristo con la stessa intensità di fede di Padre Chevrier… I poveri hanno il diritto che si parli loro di Gesù Cristo. Hanno diritto al Vangelo e alla totalità del Vangelo’. Mi piace richiamare, infatti, che l’immensa maggioranza dei poveri ha una particolare apertura alla fede; hanno bisogno di Dio, e la mancanza di attenzione spirituale nei loro confronti costituisce la peggiore discriminazione”.

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