Chiesa: i giovani la vedono così

Il documento finale elaborato dai giovani, che hanno partecipato all’incontro pre sinodo, è stato consegnato nella domenica delle palme a papa Francesco e confluirà, insieme agli altri contributi pervenuti, nell’Instrumentum laboris, il documento su cui si confronteranno i Padri sinodali:

“Questo documento è una piattaforma sintetizzata per esprimere alcuni dei nostri pensieri ed esperienze. E’ importante notare che queste sono le riflessioni di giovani del 21° secolo provenienti da diverse religioni e contesti culturali. In tal senso, la Chiesa dovrebbe vedere queste riflessioni non come un’analisi empirica di un qualsiasi altro tempo passato ma, piuttosto, come un’espressione di dove ci troviamo, dove siamo diretti e come un indicatore di cosa la Chiesa deve fare per andare avanti.

E’ importante innanzitutto chiarire i parametri di questo documento. Non si tratta di comporre un trattato teologico né di stabilire un nuovo insegnamento della Chiesa. E’ piuttosto un documento che rispecchia le specifiche realtà, personalità, credenze ed esperienze dei giovani del mondo. Esso è destinato ai Padri sinodali.

E’ volto a fornire ai vescovi una bussola che miri ad una maggiore comprensione dei giovani; uno strumento di navigazione per il prossimo sinodo dei vescovi su ‘Giovani, la Fede e il discernimento vocazionale’ ad ottobre 2018. E’ importante notare che queste esperienze siano viste e capite secondo i vari contesti giovanili in cui sono situate”.

Da questa premessa si può evincere lo stile con cui i giovani hanno animato gli incontro della settimana pre sinodale, come ha annotato in conferenza stampa il card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi: “Dal testo affiora un grande desiderio di trasparenza e di credibilità da parte dei membri della Chiesa, in particolare dei pastori: i giovani si aspettano una Chiesa che sappia riconoscere con umiltà gli errori del passato e del presente e impegnarsi con coraggio a vivere ciò che professa.

Al tempo stesso, i giovani cercano educatori dal volto umano, pronti se necessario a riconoscere le loro fragilità. Altre categorie fondamentali del documento sono vocazione, discernimento e accompagnamento. I giovani soffrono oggi per la mancanza di veri accompagnatori, che li aiutino a trovare la loro strada nella vita, e domandano alla Comunità cristiana di farsi carico del loro bisogno di guide autorevoli”.

Nella prima parte del testo si analizzano le opportunità nel mondo: “C’è spesso grande disaccordo tra i giovani, sia nella Chiesa che nel mondo, riguardo a quegli insegnamenti che oggi sono particolarmente dibattuti. Tra questi troviamo: contraccezione, aborto, omosessualità, convivenza, matrimonio e anche come viene percepito il sacerdozio nelle diverse realtà della Chiesa.

Ciò che è importante notare è che, indipendentemente dal loro livello di comprensione degli insegnamenti della Chiesa, troviamo ancora disaccordo e un dibattito aperto tra i giovani su queste questioni problematiche. Di conseguenza vorrebbero che la Chiesa cambiasse i suoi insegnamenti o, perlomeno, che fornisca una migliore esplicazione e formazione su queste questioni.

Nonostante questo dibattito interno, i giovani cattolici cui convinzioni sono in contrasto con l’insegnamento ufficiale desiderano comunque essere parte della Chiesa. D’altra parte, molti giovani cattolici accettano questi insegnamenti e trovano in essi una fonte di gioia. Desiderano che la Chiesa non solo si tenga ben salda ai suoi insegnamenti, sebbene impopolari, ma li proclami anche con maggiore profondità”.

Nonostante queste problematiche i giovani desiderano un incontro vivo con la fede: “In ultima istanza, molti di noi desiderano fortemente conoscere Gesù, ma spesso faticano a comprendere che Lui solo è la fonte di una vera scoperta di sé, poiché è nella relazione con Lui che la persona giunge, in ultima istanza, a scoprire se stessa.

Di conseguenza, sembra che i giovani chiedano testimoni autentici: uomini e donne in grado di esprimere con passione la loro fede e la loro relazione con Gesù, e nello stesso tempo di incoraggiare altri ad avvicinarsi, incontrare e innamorarsi a loro volta di Gesù”.

La seconda parte del documento affronta la questione del discernimento e della fede: “I giovani cercano compagni di cammino per attorniarsi da uomini e donne fedeli che comunichino la verità lasciandoli esprimere la loro concezione della fede e della vocazione. Tali persone non devono essere modelli di fede da emulare, ma testimoni vivi, in grado di evangelizzare attraverso le loro vite.

Molti possono essere gli esempi all’altezza di queste aspettative: possono essere volti familiari del focolare domestico, colleghi nella comunità locale, o martiri che testimoniano la loro fede dando la vita”.

Quindi hanno chiesto una guida in grado di ‘camminare insieme con loro, lasciandoli essere partecipanti attivi di questo viaggio’: “Una guida dovrebbe credere con tutto se stesso nella capacità che un giovane ha nel partecipare alla vita della Chiesa. Una guida dovrebbe coltivare i semi della fede nei giovani, senza alcuna aspettativa di vedere i frutti del lavoro che viene dallo Spirito Santo.

Questo ruolo non dovrebbe esser circoscritto ai presbiteri e ai religiosi, ma anche il laicato dovrebbe esser legittimato a ricoprirlo. Tutte queste guide dovrebbero poter beneficiare di una buona formazione permanente”.

Nella terza parte del documento i giovani hanno affrontato l’azione educativa della Chiesa: “I giovani di oggi bramano una chiesa autentica. Con questo vogliamo esprimere, in particolar modo alla gerarchia ecclesiastica, la nostra richiesta per una comunità trasparente, accogliente, onesta, invitante, comunicativa, accessibile, gioiosa e interattiva.

Una Chiesa credibile è proprio quella che non ha paura di mostrarsi vulnerabile. Per questo, la Chiesa dovrebbe esser solerte e sincera nell’ammettere i propri errori passati e presenti, presentandosi come formata da persone capaci di sbagli e incomprensioni”.

Dopo aver menzionato alcuni errori, che minorerebbero la fiducia dei giovani nella Chiesa, i giovani le hanno chiesto una maggior comunicazione sulla ‘Verità sotto la guida dello Spirito Santo’: “Desideriamo, inoltre, che la Chiesa sia in grado di comunicare questo messaggio attraverso i moderni mezzi di comunicazione e di espressione.

I giovani hanno molti interrogativi, ma non per questo chiedono risposte annacquate o preconfezionate. Noi, giovani della Chiesa, chiediamo alle nostre guide di parlare con una terminologia concreta su argomenti scomodi, come l’omosessualità e il dibattito sul gender, riguardo i quali i giovani già liberamente discutono senza alcuna inibizione…

Desideriamo anche vedere una Chiesa solidale e protesa verso coloro che lottano nelle periferie, verso chi è perseguitato e chi è povero. Una chiesa attraente deve essere necessariamente relazionale”.

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