Papa Francesco invita i giovani ad avere la ‘faccia tosta’

Lunedì 19 marzo papa Francesco ha aperto la riunione pre-sinodale dei giovani al Pontificio Collegio internazionale ‘Maria Mater Ecclesiae’ alla presenza di molti giovani arrivati dai cinque continenti in vista del Sinodo dei vescovi di ottobre che sarà dedicato proprio alle nuove generazioni:

“Saluto tutti i 15340! Speriamo che domani siano di più in questo nostro interloquire per fare uscire quello che ognuno di voi e di noi abbiamo nel cuore. Parlare con coraggio. Senza vergogna, no. Qui la vergogna si lascia dietro la porta. Si parla con coraggio: quello che sento lo dico e se qualcuno si sente offeso, chiedo perdono e vado avanti. Voi sapete parlare così. Ma bisogna ascoltare con umiltà.

Se parla quello che non mi piace, devo ascoltarlo di più, perché ognuno ha il diritto di essere ascoltato, come ognuno ha il diritto di parlare. Grazie per aver accettato l’invito di venire qui. Alcuni di voi hanno dovuto fare un lungo viaggio. Altri, invece di andare a dormire, perché è ora di andare a dormire da loro, sono collegati con voi. Faranno la notte ascoltando.

Venite da tante parti del mondo e portate con voi una grande varietà di popoli, culture e anche religioni: non siete tutti cattolici e cristiani, nemmeno tutti credenti, ma siete certamente tutti animati dal desiderio di dare il meglio di voi. E io non ho dubbi su questo. Saluto anche quelli che si collegheranno, e che lo già hanno fatto: grazie del vostro contributo!”

Poi ha spiegato perché i giovani sono indispensabili per la Chiesa: “Abbiamo bisogno di voi per preparare il Sinodo che a ottobre riunirà i Vescovi sul tema ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’. In tanti momenti della storia della Chiesa, così come in numerosi episodi biblici, Dio ha voluto parlare per mezzo dei più giovani: penso, ad esempio, a Samuele, a Davide e a Daniele. A me piace tanto la storia di Samuele, quando sente la voce di Dio…

E’ stato un giovane ad aprire quella porta. Nei momenti difficili, il Signore fa andare avanti la storia con i giovani. Dicono la verità, non hanno vergogna. Non dico che sono ‘svergognati’ ma non hanno vergogna e dicono la verità. E Davide da giovane incomincia con quel coraggio. Anche con i suoi peccati. Perché è interessante, tutti questi non sono nati santi, non sono nati giusti, modelli degli altri.

Sono tutti uomini e donne peccatori e peccatrici, ma che hanno sentito il desiderio di fare qualcosa di buono, Dio li ha spinti e sono andati avanti. E questo è bellissimo”.

Invitandoli ad ‘andare avanti’ con coraggio il papa ha ribadito che il Vangelo è la linfa vitale: “Cari giovani, il cuore della Chiesa è giovane proprio perché il Vangelo è come una linfa vitale che la rigenera continuamente. Sta a noi essere docili e cooperare a questa fecondità. E tutti voi potete collaborare a questa fecondità: che siate cristiani cattolici, o di altre religioni, o non credenti. Vi chiediamo di collaborare alla fecondità nostra, a dare vita. Lo facciamo anche in questo cammino sinodale, pensando alla realtà dei giovani di tutto il mondo.

Abbiamo bisogno di riappropriarci dell’entusiasmo della fede e del gusto della ricerca. Abbiamo bisogno di ritrovare nel Signore la forza di risollevarci dai fallimenti, di andare avanti, di rafforzare la fiducia nel futuro. E abbiamo bisogno di osare sentieri nuovi. Non spaventatevi: osare sentieri nuovi, anche se ciò comporta dei rischi. Un uomo, una donna che non rischia, non matura.

Un’istituzione che fa scelte per non rischiare rimane bambina, non cresce. Rischiate, accompagnati dalla prudenza, dal consiglio, ma andate avanti. Senza rischiare, sapete cosa succede a un giovane? Invecchia! Va in pensione a 20 anni! Un giovane invecchia e anche la Chiesa invecchia. Lo dico con dolore. Quante volte io trovo comunità cristiane, anche di giovani, ma vecchie. Sono invecchiate perché avevano paura.

Paura di che? Di uscire, di uscire verso le periferie esistenziali della vita, di andare là dove si gioca il futuro. Una cosa è la prudenza, che è una virtù, ma un’altra è la paura. Abbiamo bisogno di voi giovani, pietre vive di una Chiesa dal volto giovane, ma non truccato, come ho detto: non ringiovanito artificialmente, ma ravvivato da dentro”.

Ed infine li ha invitati a mostrare la ‘faccia tosta’: “Siete i protagonisti ed è importante che parliate apertamente. ‘Ma ho vergogna, mi sentirà il cardinale…’. Che senta, è abituato. Vi assicuro che il vostro contributo sarà preso sul serio. Già da ora vi dico grazie; e vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me. E quelli che non possono pregare, perché non sanno pregare, almeno mi pensino bene”.

Aprendo la riunione pre sinodale il segretario del Sinodo, card. Lorenzo Baldisseri, ha ringraziato il papa “perché ha voluto dedicare la prossima Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi a ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’, mettendo i giovani e il loro progetto di vita al centro del cammino pastorale della Chiesa in tutto il mondo.

Grazie, perché ha voluto che il Sinodo ‘sui’ giovani fosse anche in certo modo un Sinodo ‘per’ i giovani, ‘con’ i giovani e ‘dei’ giovani, in cui tutti i ragazzi e le ragazze possano sentirsi protagonisti ed esprimere ciò che portano nel cuore, nella consapevolezza che, come Ella ha affermato nella bellissima Veglia di preghiera per la GMG dello scorso anno, ‘ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri, ha qualcosa da dire agli adulti, ha qualcosa da dire ai preti, alle suore, ai vescovi e al Papa’.

Grazie, infine, perché ha voluto convocare questa Riunione pre-sinodale come ulteriore tappa del cammino di preparazione al Sinodo, una tappa che permetterà concretamente a tanti giovani, a quelli presenti fisicamente qui a Roma, ma anche a quelli collegati attraverso le reti di comunicazione sociale, di dialogare, di confrontarsi apertamente e di giungere a elaborare un Documento condiviso in vista dell’Assemblea sinodale di ottobre”.

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