24 ore per il Signore: il perdono risveglia il credente

Nel messaggio quaresimale papa Francesco ha invitato i giovani a partecipare a ’24 ore per il Signore’, che si svolge venerdì 9 marzo: “Una occasione propizia sarà anche quest’anno l’iniziativa ’24 ore per il Signore’, che invita a celebrare il Sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica. Nel 2018 essa si svolgerà venerdì 9 e sabato 10 marzo, ispirandosi alle parole del Salmo 130,4: ‘Presso di te è il perdono’.

In ogni diocesi, almeno una chiesa rimarrà aperta per 24 ore consecutive, offrendo la possibilità della preghiera di adorazione e della Confessione sacramentale”. Infatti commentando il passo evangelico di domenica scorsa nell’Angelus ha sottolineato l’atteggiamento di Gesù verso il Padre:

“L’atteggiamento di Gesù raccontato nell’odierna pagina evangelica, ci esorta a vivere la nostra vita non nella ricerca dei nostri vantaggi e interessi, ma per la gloria di Dio che è l’amore. Siamo chiamati a tenere sempre presenti quelle parole forti di Gesù ‘Non fate della casa del Padre mio un mercato!’ E’ molto brutto quando la Chiesa scivola su questo atteggiamento di fare della casa di Dio un mercato.

Queste parole ci aiutano a respingere il pericolo di fare anche della nostra anima, che è la dimora di Dio, un luogo di mercato, vivendo nella continua ricerca del nostro tornaconto invece che nell’amore generoso e solidale. Questo insegnamento di Gesù è sempre attuale, non soltanto per le comunità ecclesiali, ma anche per i singoli, per le comunità civili e per la società tutta.

E’ comune, infatti, la tentazione di approfittare di attività buone, a volte doverose, per coltivare interessi privati, se non addirittura illeciti. E’ un pericolo grave, specialmente quando strumentalizza Dio stesso e il culto a Lui dovuto, oppure il servizio all’uomo, sua immagine. Perciò Gesù quella volta ha usato ‘le maniere forti’, per scuoterci da questo pericolo mortale”.

L’iniziativa ‘24 ore per il Signore’ è promossa dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e celebrata in concomitanza con la Quarta domenica di Quaresima.

Per l’occasione il direttore di Famiglia Cristiana e di Credere, don Antonio Rizzolo, così ha commentato l’iniziativa: “Questo è un bel modo per vivere bene il tempo di Quaresima e approfittare dell’occasione, sull’esempio dello stesso papa Francesco, per riconciliarsi con Dio e con i fratelli mediante il sacramento del perdono”.

Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, illustrando la quinta edizione, ha affermato all’Agenzia Sir: “Durante il Giubileo abbiamo toccato con mano quanto il nostro popolo sentisse il bisogno della misericordia. E’ un cammino che continua, una dimensione che, in maniera speciale, vediamo entrare sempre di più nella vita delle nostra comunità.

L’esperienza del perdono è senza dubbio una delle esperienze più belle che possiamo sperimentare nella nostra vita: se però non lo imploriamo come dono del Padre, se non ci lasciamo perdonare da Lui, non saremo capaci di poterlo ricevere e, a nostra volta, di perdonare i nostri fratelli”.

Commentando il salmo i monaci dell’abbazia di Borzone così hanno spiegato il perdono di Dio: “Il pellegrino, dopo aver fatto l’esperienza personale del perdono, ne diviene annunciatore e testimone anche per altri, anzi per tutti. Il suo rapporto così personale e intimo con Dio non è esclusivo, ma inclusivo: lo conduce ad una più profonda comunione e solidarietà con tutto il suo popolo…

Allora il credente diventa davvero ‘sentinella’. Lo è perché spia e riconosce la venuta del Signore come una nuova aurora che ci libera dalle tenebre del peccato; lo è a maggior ragione perché è in grado di rincuorare l’intero popolo annunciando che il giorno della liberazione è vicino. Essere profeti significa che la propria speranza può e deve diventare la speranza di tutti.

Che la nostra attesa può e deve diventare l’attesa di tutti. La sentinella è questo: un credente che, a motivo dell’esperienza profonda di Dio che ha personalmente vissuto, diventa capace, anche nella notte, di sostenere insieme a tutti, con legami profondi di fraternità, l’attesa del giorno di Dio, della sua misericordia, della sua redenzione”.

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