6 conferenze all’Università Gregoriana sul discernimento secondo sant’Ignazio

Incontrando i gesuiti del Cile, lo scorso 16 gennaio, papa Francesco aveva dichiarato: “Il contributo che vorrei dalla Compagnia di Gesù è di aiutare la Chiesa a crescere nel discernimento. Oggi la Chiesa ha bisogno di crescere nel discernimento”.

Il discernimento è indubbiamente una parola chiave del pontificato di papa Francesco, eppure, a cinque anni dalla sua elezione, continua ad essere forse il termine più frainteso, quando non volutamente distorto.

Per questo il Centro di Spiritualità Ignaziana della Pontificia Università Gregoriana promuove, da giovedì 8 marzo 2018 alle ore 18 con partecipazione gratuita aperta a tutti, il ciclo di conferenze pubbliche ‘Leggi di libertà: il discernimento secondo le regole di Sant’Ignazio.

Secondo p. James Grummer, nuovo direttore del Centro di Spiritualità Ignaziana, il corso rappresenta un passo interessante per approfondire la spiritualità del fondatore dei gesuiti: “Può apparire un paradosso il fatto che Sant’Ignazio di Loyola, uomo di grande libertà, ci abbia lasciato tante regole.

Tuttavia, quello tra regole e libertà, è un contrasto solo apparente. Le leggi infatti sono necessarie per vivere bene, a meno che non divengono una prigione; d’altra parte la libertà, se diventa caos, si rivolta contro di noi. Le regole di Sant’Ignazio sono delle strutture che ci permettono di comprendere la nostra libertà. Esse tutelano, approfondiscono e potenziano ‘la libertà per cui Cristo ci ha liberati’, come scrive san Paolo ai Galati”.

Le sei conferenze proposte affronteranno sei tipologie di regole, tra le tante presenti negli ‘Esercizi Spirituali’ ignaziani, secondo prospettive disciplinari differenti. La prima conferenza è aperta dal filosofo p. Gaetano Piccolo giovedì 8 marzo, alle ore 18; il 15 marzo p. Stanislaw Morgalla affronterà il tema degli scrupoli di coscienza, avvalendosi degli strumenti della psicologia; la settimana successiva, il 22 marzo, sarà la volta di p. Emilio Gonzalez Magana.

Dopo la pausa per le feste pasquali si riprenderà il 12 aprile con p. Federico Lombardi che, forte della sua esperienza di portavoce della Santa Sede, spiegherà cosa significa per sant’Ignazio ‘il retto sentire nella Chiesa militante’. Al ciclo di incontri non relazioneranno solo gesuiti: il 19 aprile interverrà Anna Maria Capuani, dell’Associazione Guide Esercizi spirituali nella Vita Ordinaria (AGEVO). Concluderà il 26 aprile, affrontando le regole sulla gestione dei beni materiali, p. Thomas McClain, economo generale della Compagnia di Gesù.

Infatti secondo sant’Ignazio è importante conoscere le ‘mozioni spirituali’: “Nel cuore abitano diverse ‘mozioni spirituali’ che generano energia per le scelte che siamo chiamati a fare. Talvolta le avvertiamo in contraddizione tra loro. Occorre fermarsi ad analizzare da dove provengono per capire quale vale la pena seguire oppure evitare: Dai loro frutti li riconoscerete.

Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni”.

Infatti la preghiera ignaziana è composta da due momenti distinti: “la preghiera vera e propria e la verifica della preghiera. Il primo momento è il tempo in cui immergersi nella relazione con il Signore e gustarla; il secondo momento serve per accorgersi dei semi gettati e dei frutti che stanno maturando”.

Il Centro di Spiritualità Ignaziana, promotore del ciclo di conferenze, offre un programma accademico di corsi e seminari, giornate di studio, incontri di riflessione, workshop, ecc., su diversi temi della spiritualità ignaziana, con una prospettiva più ampia e allargata di quella strettamente accademica. Offre inoltre il percorso accademico, sia in lingua italiana che in lingua inglese, per conseguire il Diploma in Spiritualità Ignaziana.

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