Papa ai parrocchiani: ascoltate Gesù

Terminati gli esercizi spirituali papa Francesco ha visitato, domenica scorsa, la parrocchia romana di San Gelasio I Papa a Ponte Mammolo, dove ha celebrato la messa della Seconda Domenica di Quaresima, incontrando i bambini e gli anziani.

All’arrivo nel quartiere il papa ha salutato i fedeli all’esterno della chiesa, sotto la pioggia: “A che ora siete arrivati? Vi siete bagnati eh? Grazie per la pazienza. Sentite, la vita assomiglia a questo pomeriggio. A volte c’è il sole, altre piove… sappiate che nella vita ci sono tempi belli e brutti. Un cristiano deve sempre andare avanti con coraggio.

Ci saranno tempeste… Avanti, Gesù ci guida. Così deve fare un cristiano, andare avanti nei tempi belli e brutti. Ne tempi brutti cosa dobbiamo fare? Dobbiamo prendere la mano di Gesù. Io mi lascio portare per mano da Gesù? Rispondiamo ognuno nel proprio cuore. Sempre Gesù è con noi. Se faccio uno sbaglio Gesù se ne va? Rimane, ma rimane triste, ma non se ne va. Gesù rimane perché ci vuole tanto bene”.

Poi ha incontrato i bambini, che hanno posto domande e Matteo gli ha chiesto una firma sul pallone, chiedendo loro di seguire Gesù: “E cosa dobbiamo fare noi, nei tempi brutti, quelli che ci fanno soffrire, cosa dobbiamo prendere in mano? La mano di… [rispondono: “di Gesù!”], perché Gesù ci porti per mano avanti. Ognuno pensi – ma non dica nulla, non dire nulla –: “Io mi lascio portare per mano da Gesù?”. Ognuno risponda nel suo cuore. “Io mi lascio portare per mano da Gesù?”.

“Eh, a volte no, Padre, perché faccio cose non tanto belle o mi annoio…”. Ma sempre Gesù è con noi! E se io faccio uno sbaglio nella vita, Gesù se ne va? [rispondono: “No!”] Non capisco… [gridano: “No!”] Rimane? [rispondono: “Sì!”] E rimane contento? [rispondono: “Sì… no…”] Se io faccio uno sbaglio, rimane contento? [rispondono: “No!”] No! E’ rattristato, ma non se ne va. Ci accompagna sempre.

Ricordate questo: nei momenti più brutti, pure, nei momenti in cui noi facciamo le cose più brutte, Gesù rimane lì perché ci vuole tanto bene. Capito? [rispondono: “Sì!”] Chi è accanto a noi nelle cose belle? [rispondono: “Gesù!”] E nelle cose brutte? [rispondono: “Gesù!”] E non se ne va… [rispondono: “Mai!”] Non si annoia? [rispondono: “No!”] Siamo noi, ad annoiarci, eh? Grazie”.

Agli anziani ha chiesto la loro testimonianza: “Questa testimonianza, ognuno con la fede, con il volere bene alla gente, facendo buoni auguri agli altri, è come conservare il fuoco. Voi siete la brace, la brace del mondo sotto le ceneri: sotto le difficoltà, sotto le guerre ci sono questi braci, braci di fede, braci di speranza, braci di gioia nascosta.

Per favore, conservate le braci, quelle che avete nel cuore, con la vostra testimonianza. Ci siano i problemi che ci sono, ci siano i problemi che verranno, ma quell’essere consapevoli che io ho una missione, nel mondo e nella Chiesa: portare avanti quel fuoco nascosto, il fuoco di una vita.

Perché la vostra vita non è stata inutile: è stata fuoco, fuoco, ha dato calore, ha fatto tante cose. Ma il fuoco alla fine si spegne e rimangono le braci. Non dimenticatevi di questo: voi siete le braci del mondo, le braci della Chiesa per tenere acceso il fuoco”.

Al termine di dialogare con i giovani, portando la propria testimonianza: “E parlate con i giovani, per favore: ascoltate i giovani. Loro ne hanno bisogno! Non rimproverate i giovani, no, no. Lasciateli parlare, domandate tante cose che vi vengono in mente, perché non è facile capire i giovani.

Ma parlate con loro. Hanno bisogno della vostra esperienza, hanno bisogno di quel fuoco nascosto che è nelle vostre braci. Capito? Non dimenticate: io sono brace di Gesù, brace della storia, brace del mondo, brace della Chiesa. Siete le braci, sotto le ceneri”.

Infine nell’incontro con i poveri papa Francesco ha affermato che il futuro è nella vita: “Ci sono ricchi, c’è gente meno ricca, ci sono poveri, ci sono persone nel bisogno, c’è gente che ha bisogno di medicine… Ma sempre bisogna curare la vita. La vita è la cosa principale, perché è una cosa che non si può fare in laboratorio: la dà Dio, la conserva Dio. Sì, i laboratori ci aiuteranno con le medicine a conservare la vita, ma la vita è un dono di Dio”.

Poi ha celebrato la messa, spiegando che nella Trasfigurazione Gesù mostra il ‘volto di Dio’: “glorioso, luminoso, trionfante, vincitore. E questo lo fa per prepararli a sopportare la Passione, lo scandalo della croce, perché loro non potevano capire che Gesù sarebbe morto come un criminale, non potevano capirlo. Loro pensavano che Gesù fosse un liberatore, ma come sono i liberatori terreni, quelli che vincono in battaglia, quelli che sono sempre trionfanti.

E la strada di Gesù è un’altra: Gesù trionfa tramite l’umiliazione, l’umiliazione della croce. Ma siccome questo sarebbe stata uno scandalo per loro, Gesù fa loro vedere cosa viene dopo, cosa c’è dopo la croce, cosa ci aspetta, tutti noi. Questa gloria e questo Cielo. E questo è molto bello! E’ molto bello perché Gesù ci prepara sempre alla prova”.

L’altro messaggio del papa ai fedeli è l’ascolto della Parola di Dio: “Il messaggio di Gesù è prepararli facendo loro vedere la sua gloria; il messaggio del Padre è: ‘Ascoltatelo’. Non c’è momento della vita che non possa essere vissuto pienamente ascoltando Gesù. Nei momenti belli, fermarci e ascoltare Gesù; nei momenti brutti, fermarci e ascoltare Gesù.

Questa è la strada. Lui ci dirà cosa dobbiamo fare. Sempre. E andiamo avanti in questa Quaresima con queste due cose: nelle prove, ricordare la gloria di Gesù, cioè quello che ci aspetta; che Gesù è presente sempre, con quella gloria per darci forza. E durante tutta la vita, ascoltare Gesù, cosa ci dice Gesù: nel Vangelo, nella liturgia, sempre ci parla; oppure nel cuore…

Ascoltare Gesù e fare quello che Lui dice: questa è la strada sicura. Andare avanti con il ricordo della gloria di Gesù, con questo consiglio: ascoltare Gesù e fare quello che Lui ci dice”.

Queste parole hanno fatto parte di un pensiero iniziato durante l’Angelus, dove il papa ha spiegato che la Trasfigurazione è il momento più alto per far comprendere agli apostoli la Resurrezione:

“Questo evento della trasfigurazione permette così ai discepoli di affrontare la passione di Gesù in modo positivo, senza essere travolti. Lo hanno visto come sarà dopo la passione, glorioso. E così Gesù li prepara alla prova. La trasfigurazione aiuta i discepoli, e anche noi, a capire che la passione di Cristo è un mistero di sofferenza, ma è soprattutto un dono di amore, di amore infinito da parte di Gesù.

L’evento di Gesù che si trasfigura sul monte ci fa comprendere meglio anche la sua risurrezione. Per capire il mistero della croce è necessario sapere in anticipo che Colui che soffre e che è glorificato non è solamente un uomo, ma è il Figlio di Dio, che con il suo amore fedele fino alla morte ci ha salvati”.

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