Sinodo: la Chiesa in ascolto dei giovani

“Annunciare la gioia del Vangelo è la missione che il Signore ha affidato alla sua Chiesa. Il Sinodo sulla nuova evangelizzazione e l’Esortazione Apostolica ‘Evangelii gaudium’ hanno affrontato come compiere questa missione nel mondo di oggi; all’accompagnamento delle famiglie incontro a questa gioia sono stati invece dedicati i due Sinodi sulla famiglia e l’Esortazione Apostolica Postsinodale ‘Amoris laetitia’.

In continuità con questo cammino, attraverso un nuovo percorso sinodale sul tema: ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’, la Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia. Attraverso i giovani, la Chiesa potrà percepire la voce del Signore che risuona anche oggi.

Come un tempo Samuele e Geremia, ci sono giovani che sanno scorgere quei segni del nostro tempo che lo Spirito addita. Ascoltando le loro aspirazioni possiamo intravvedere il mondo di domani che ci viene incontro e le vie che la Chiesa è chiamata a percorrere”: con queste parole papa Francesco ha convocato nel prossimo mese di ottobre il Sinodo dei vescovi per i giovani.

Sinodo che prevede alcune tappe di avvicinamento come la riunione pre-sinodale che si svolgerà a Roma dal 19 al 24 marzo. Presentando l’iniziativa il card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, ha affermato che protagonisti saranno i giovani:

“Si tratta un evento in cui i giovani saranno gli attori e i protagonisti. Non si parlerà soltanto ‘di’ loro, ma saranno loro stessi a raccontarsi: con il loro linguaggio, il loro entusiasmo e la loro sensibilità. Il prossimo Sinodo dei Vescovi vuole essere, infatti, non solo un Sinodo ‘sui’ giovani e ‘per’ i giovani, ma anche un Sinodo ‘dei’ giovani e ‘con’ i giovani”.

Ha sottolineato che il papa ha intenzione di ascoltare i giovani: “Una parola-chiave, più volte ripetuta dal Papa, è ‘ascolto’… Tra i giovani da ascoltare ci saranno in particolare quelli che provengono da situazioni di disagio e dalle ‘periferie esistenziali’, giovani che spesso non hanno la possibilità di farsi sentire per far conoscere la loro situazione e le loro attese.

Ci saranno poi giovani non cattolici, non cristiani e non credenti, perché l’ascolto dei giovani si realizzi il più possibile ‘a 360 gradi’… Camminare con i giovani significa anche individuare specifici cammini pastorali, che consentano alle Comunità cristiane di consolidare i loro progetti di pastorale giovanile, adeguandoli alle esigenze dei giovani di oggi”.

Infine ha reso noto i dati del Questionario offerto ai giovani. I partecipanti ad esso sono stati circa 221.000. Di questi, 100.500 sono coloro che hanno risposto a tutte le domande: 58.000 ragazze e 42.500 ragazzi. Quasi 51.000 partecipanti, che corrispondono al 50,6% dei questionari completati, sono ragazzi compresi fra i 16 e i 19 anni, a dimostrazione che proprio i più giovani si sono dimostrati maggiormente sensibili all’iniziativa.

Il continente più rappresentato è l’Europa, con il 56,4%, seguono l’America CentroMeridionale con il 19,8% e l’Africa con il 18,1%. Tra i partecipanti che hanno completato il Questionario, il 73,9% si dichiarano cattolici che considerano importante la religione, mentre i restanti sono cattolici che non considerano importante la religione (8,8%), non cattolici che considerano importante la religione (6,1%) e non cattolici che non considerano importante la religione (11,1%).

Mons. Fabio Fabene, sotto-segretario del Sinodo dei Vescovi ha illustrato il programma della riunione pre-sinodale: “Nella mattina di lunedì 19 marzo i lavori saranno aperti dalla presenza del Santo Padre, che quel giorno ricorda tra l’altro il quinto anniversario dell’inizio del suo ministero petrino. Il Santo Padre rivolgerà un saluto ai partecipanti e risponderà alle domande di giovani dei 5 continenti.

Dal pomeriggio i giovani saranno divisi in gruppi linguistici, in cui si confronteranno sull’apposita Traccia di lavoro ed elaboreranno delle sintesi per preparare il progetto conclusivo che sarà presentato in assemblea plenaria giovedì mattina. Questo primo progetto sarà approfondito sia in assemblea che nei gruppi.

Le proposte e i suggerimenti che scaturiranno, permetteranno di arrivare al testo definitivo, la cui presentazione e approvazione è prevista sabato mattina. La Riunione pre-sinodale in qualche modo si ispira, per quanto possibile, alle dinamiche dell’Assemblea del Sinodo”.

Infine ha preso la parola un giovane italiano, Filippo Passantino, che ha spiegato in quale modo comunicare con i giovani: “Perché la Chiesa possa parlare il linguaggio dei giovani, come più volte auspicato, la Segreteria del Sinodo ha coinvolto un gruppo di giovani, di cui faccio parte, che frequentano parrocchie romane o movimenti ecclesiali per sviluppare il processo di consultazione attraverso i social network.

Sotto la voce Synod2018 è nata una pagina Facebook, un account Twitter e uno Instagram. Sono tutti canali multilingue. Con i nostri consigli e le nostre intuizioni abbiamo offerto uno sguardo giovane per parlare ad altri giovani. L’obiettivo della presenza in rete è quello di creare un’interazione con i nostri coetanei di tutto il mondo e agevolare la loro partecipazione.

Abbiamo proposto loro già da qualche mese di condividere e ‘postare’ sui social media anche selfie e video. Abbiamo pensato che per aprire a tutti le porte del Sinodo sarebbe stato importante trasformare i canali social in un forum aperto a tutti. Così abbiamo suggerito di rilanciare storie e problemi che viviamo quotidianamente.

Ci è sembrata significativa la vicenda di Alessio, che racconta con un autoscatto davanti a un aereo la difficoltà dei ragazzi che sono costretti a lasciare la loro terra perché non c’è lavoro. Sono numerosi i messaggi che abbiamo ricevuto. Da tutto il mondo”.

Insomma una Chiesa che sperimenta nuove vie per aprirsi al mondo per coinvolgere i giovani: “Abbiamo proposto di creare anche un altro canale di comunicazione, quello di WhatsApp, dedicando un numero di cellulare ai messaggi. Insomma, abbiamo provato ad aprire diverse porte perché nell’aula della riunione pre-sinodale possano entrare molte più delle 300 persone invitate.

Il nostro auspicio è che ciò si possa davvero realizzare. Personalmente dal prossimo Sinodo mi aspetto parole preziose e di incoraggiamento su come i giovani possano essere felici oggi, in un mondo esigente e competitivo che sembra non lasciare spazio a dimensioni umane e a rapporti autentici.

Io e tanti altri miei coetanei siamo convinti di potere contribuire con il nostro impegno e le nostre competenze a gettare semi di speranza nel mondo di oggi. Il Sinodo può essere un’occasione preziosa per invitare chi ha responsabilità di qualsiasi genere a non chiudere a noi giovani nessuna porta”.

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