Il racconto di don Cristofaro sulla bellezza del sacerdozio

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Don Francesco Cristofaro fa il parroco nella comunità di Santa Maria Assunta a Simeri Crichi, in provincia di Catanzaro: è molto attivo sui social, in radio e in tv, per comunicare la Buona Notizia ed è affetto da una paresi spastica alle gambe; ma la disabilità non lo ha mai fermato, nonostante le sue difficoltà nel camminare e nello stare in piedi e 12 anni fa ha celebrato la sua prima messa.

Quindi la disabilità non gli ha impedito di essere un pastore, che sente l’odore delle sue ‘pecore’, perché è compensata da un gruppo di collaboratori che gli forniscono gambe e braccia: “Nasco nel 1979 con una paraparesi spastica alle gambe. A due anni ancora non cammino. Mia mamma, di nuovo incinta del terzo figlio, è costretta a tenermi sempre in braccio e ad accompagnarmi insieme al papà alla fisioterapia.

La mia famiglia non frequentava la chiesa, la domenica facevo due chilometri a piedi per la messa. In parrocchia svolgevo il ruolo di ministrante, poi di catechista, di animatore liturgico, ma il dono che mi piaceva impiegare di più era quello dell’accoglienza e di regalare un sorriso a chiunque entrasse in chiesa…

Ma poco dopo, mentre servivo la messa delle prime comunioni, cado a terra con il calice in mano. Mi dicevo ‘se non riesco a tenere un calice come posso fare altro?’. Fu la crisi più profonda, opera della tentazione. E tentazione viene anche dal culto che questa società ha per i perfetti, i belli, i forti mentre chi è disabile viene rifiutato.

Tutti invece, ognuno a suo modo, possiamo dare gloria a Dio ed essere utili al prossimo. Io sono invalido ma in buone mani. Ho vinto quella tentazione affidandomi alla misericordia del Signore”.

Per questo ha pubblicato il libro ‘Il mio sì al Signore. Testimonianze di vita sacerdotali’, in cui ha raccolto le esperienze di altri preti ‘che vivono e prestano il loro servizio e la loro missione dal Nord al Sud Italia in diversi ambiti, dalla parrocchia alle carceri, dagli ospedali alle scuole, nelle strutture di accoglienza, in radio e Tv, insomma tra la gente e con la gente, come ci ricorda anche papa Francesco’.

Infatti don Cristofaro ha pensato di scrivere il libro dopo aver saputo di altre malattie ben più gravi, quelle interiori: “A seguito di un triste episodio di pedofilia che aveva interessato un sacerdote calabrese, mi sono chiesto cosa potessi fare per mettere in luce la bellezza e la grandezza della missione sacerdotale. Per contrastare il male con il bene e lo scandalo con il buon esempio”.

Soprattutto ha scritto il libro per narrare la bellezza del sacerdozio, oltre i singoli scandali: “A seguito di un episodio triste di scandalo che aveva interessato un sacerdote mi sono detto: questo episodio è una ruga sul volto della Chiesa ma non è tutta la Chiesa e per quanto questa ruga possa essere visibilmente brutta, la bellezza risiede in altro.

Allora ho pensato di raccogliere delle storie di sacerdoti che vivono e svolgono il loro ministero sacerdotale in tutta Italia, negli ambiti più svariati, dalle parrocchie alla strada, dalle carceri agli ospedali, in Tv o in radio, sacerdoti con l’odore delle pecore come piace dire a Papa Francesco, cioè sacerdoti della gente e tra la gente.

E così nel libro, oltre alla prefazione dell’attrice Beatrice Fazi che racconta la presenza dei sacerdoti nella sua vita, il lavoro si divide in due parti: nella prima parte, dico con semplicità chi è il sacerdote, la vocazione, la chiamata che viene dall’Alto, la risposta libera e la santità sacerdotale. Nella seconda parte sono raccolte otto testimonianze”.

Quale è stata l’operazione per raccontare le storie dei sacerdoti?
“Da diverso tempo sono presente nel mondo dei social. Ho una mia pagina pubblica di facebook che porta il mio nome sulla quale ho instaurato ormai un rapporto di fiducia con migliaia di persone e con diversi confratelli sacerdoti o religiosi. Quando ho deciso di scrivere questo libro, ho lanciato la proposta ad alcuni di loro.

Ho raggiunto qualcuno telefonicamente, qualche altro appunto, tramite facebook. E così sono venute fuori otto storie molto belle e diverse tra loro. Nel libro la mia testimonianza di sacerdote disabile nato con paresi spastica alle gambe che per 18 anni ha lottato per accettarsi e farsi accettare chiedendo continuamente la guarigione fisica, mai avvenuta.

Solo incontrando il vero Cristo attraverso la spiritualità del Movimento Apostolico la mia vita è cambiata. Poi c’è la storia di don Pasqualino Di Dio al quale papa Francesco ha chiesto di fondare la casa della Misericordia a Gela, don Roberto Fiscer e la sua passione della Radio e la missione tra i bambini oncologici al Gaslini di Genova, don Raffele de Cristofaro, don Massimo Fusari, don Antonio Mercuri, don Gaudioso Mercuri e don Antonio Murrone”.

Come sentire l’odore delle pecore?
“Puoi immaginare le pecore e puoi vederle, puoi immaginare l’odore e puoi sentirlo. Non è la stessa cosa. Per sentire l’odore devi stare con le pecore, devi dedicare loro il tuo tempo, la tua vita, le tue energie. Le pecore per un pastore non sono un particolare, sono tutto, sono la sua stessa vita. E non puoi essere pastore senza le pecore. Se vivi con loro, ti accorgi se esse stanno bene o male, di cosa hanno bisogno. Se stai lontano, potrai anche dire di amare le pecore ma non è vero amore”.

Il prossimo Sinodo sarà dedicato ai giovani: in quale modo raccontar loro la Chiesa?
“Che cos’è la Chiesa? E’ la Madre dalle braccia spalancate che accoglie i figli per prendersi cura di loro e aiutarli a crescere in un mondo non sempre facile. Siamo sempre preoccupati di pensare a cosa la Chiesa ci deve dare o deve essere e dimentichiamo di sperimentare ciò che la Chiesa ci dona ogni giorno. Se ci pensate, la Chiesa c’è sempre. E’ questo che io direi ai giovani o meglio farei sperimentare con la mia stessa vita: una Chiesa che c’è sempre”.

A chi è rivolto il libro?
“A tutti. Innanzitutto a noi sacerdoti, perché ogni giorno dobbiamo ricordarci cosa il Signore ha fatto e cosa vuole da noi. Un libro che dica grazie ai sacerdoti e che dica loro: ‘coraggio!’. Un libro rivolto poi ai seminaristi perché comprendano la bellezza di spendersi per le anime e per i giovani che avvertono nel cuore la vocazione.

Un libro per le famiglie perché incoraggiano i figli alla scelta vocazionale, senza frenarli o condizionarli. Un libro per la Chiesa intera che ogni giorno deve ricordarsi di pregare per le vocazioni sacerdotali, la vita consacrata e i suoi sacerdoti. Un libro per tutti, insomma. Oggi, a mio avviso, non abbiamo crisi di vocazioni ma crisi di preti che siano davvero preti. Oggi un prete rischia di fare tutto ma non il ministro di Dio, della sua Parola e dei Sacramenti”.

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