Fabio Bortolotti ed il latino della ‘publica honestas’

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Che in Italia la classe politica sia argomento controverso non è una novità. I rappresentanti della Res Publica sono barricati dietro la propria immunità, contando sul fatto che nessuno potrà toccarli, men che meno la moralità o il senso civico. Le loro poltrone sono comode e poco importa se il benessere dei cittadini diventa l’ultima voce nell’elenco delle priorità. Ma si tratta di una condizione esclusivamente circoscritta alla storia contemporanea? Oppure esiste la possibilità che queste stesse situazioni si verificassero anche in tempi lontani?

Il giurista e saggista Fabio Bortolotti ha raccolto ben 440 espressioni latine, illustrando per ciascuna di esse il significato letterale, il contesto nel quale è stata scritta o pronunciata originariamente ed una ulteriore spiegazione del modo in cui quella particolare locuzione sia in grado di adattarsi perfettamente ad alcune situazioni attuali.

Perché un libro sulla ‘pubblica honestas’?
“La publica honestas costituisce uno dei valori fondanti dello stato di diritto, per cui è nelle aspettative di tutti che gli onorevoli signori della politica si distinguano per onesto e retto agire nell’esercizio dei pubblici poteri, per irreprensibilità di intenti e di costumi, per probità e integrità morale.

Oggi, ahinoi, non è così, le condotte commissive od omissive nella gestione della res publica sono sotto gli occhi di tutti ed inoltre l’attuale sistema mostra pecche, magagne e vizi a non finire, per cui resta frustrata ogni aspettativa, oltre a suscitare sconforto e disappunto nei cittadini. Con amarezza constatiamo che gli onorevoli signori della politica non intendono certo avvedersene, addirittura tentano in tutti i modi di farci credere che la vita politica si svolge nella più assoluta normalità”.

Come si definisce la ‘publica honestas’?
“La ‘publica honestas’ assume significato di moralità pubblica, che presume un agire pubblico conforme ai principi morali e alle regole basate sui valori morali. Il malfunzionamento della politica e l’inefficienza degli onorevoli signori della politica, dovuta in gran parte allo sproporzionato numero degli stessi rispetto alle effettive necessità, è di evidenza palmare, con un preoccupante generale declino che, se non viene arrestato in tempo, rischia di allontanare l’Italia dal novero delle grandi democrazie.

L’intero sistema Italia è il fanalino di coda nell’UE e agli ultimi posti nelle classifiche internazionali dei Paesi occidentali, pressoché in tutti i settori: crescita, economia, competitività industriale, università, scuola, giustizia, servizi pubblici, sistema bancario, sviluppo digitale, occupazione, imposizione fiscale, corruzione, libertà economica, libertà di stampa, etc. Per ripartire, occorre riformare radicalmente l’intero sistema democratico prevedendo una giusta individuazione degli organi istituzionali, un retto rapporto di complementarietà tra gli stessi, un congruente numero di poltrone politiche negli organi collegiali”.

Cosa insegnano oggi queste locuzioni latine?
Le singole citazioni latine, cui fa seguito la traduzione letterale e/o idiomatica, l’indicazione della fonte e una breve spiegazione, racchiudono un insegnamento di ‘publica honestas’ della civiltà antica o rinascimentale, di tale attualità che si direbbe foggiato su misura per l’odierno satanico mondo della politica.

Se rapportiamo gli insegnamenti morali della classicità latina all’odierna realtà politica, constatiamo subito che le astrusità e i turpi comportamenti degli onorevoli signori della politica sono dovuti a carenza di ‘publica honestas’, di valori morali e di etica pubblica.

Dall’attuale contesto politico emergono atti, condotte e azioni politiche esecrabili, da qui il movente del presente ‘libro nero’, diretto a stigmatizzare le tare del potere, le aberrazioni, le ambiguità e il malcostume politico. L’idea di base è quella di esprimere valutazioni critiche sul perverso uso del potere e sollevare indignazione generale per l’assenza di ‘publica honestas’”.

In quale modo si possono attuare oggi tali sentenze?
“Dagli insegnamenti morali della classicità latina, rapportati all’odierno contesto, viene fuori un quadro squallido degli odierni onorevoli signori della politica, abili simulatori che curano scrupolosamente l’esteriorità e le apparenze, che tentano di eclissare i dissidi interni, le vere o ingannevoli litigiosità, le stolte ambizioni, le frenesie di successo, le condotte illogiche, contraddittorie, irrazionali e assurde.

I pungenti contenuti morali del libro e i reiterati appelli alla ‘publica honestas’, oltre ad offrire contributi conoscitivi, possono suscitare interesse a chi vuole addentrarsi nelle astruserie del perverso mondo della politica. Insomma, oltre a non lesinare aspri giudizi e critiche a destra e a manca, attraverso gli insegnamenti morali della classicità latina si vuole esternare un forte richiamo alla ‘publica honestas’ e all’etica pubblica, onde rinsaldare le basi di un modello di democrazia fondato su valori umani e morali del vivere civile.

Il filo conduttore è formato dall’inestimabile trinomio cultura-valori-etica, che è un presupposto fondamentale per il corretto funzionamento di una evoluta società democratica”.

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